VA BENE? No… va male. Guardando a cosa succede, sulla S9 in particolare, la mattina, in questi giorni, cadono le braccia. Per chi ci chiede come mai l’efficienza dei treni suburbani in Brianza
sia diventata un miraggio, non abbiamo, oggettivamente, risposte alternative a quelle ufficiali: guasti ai mezzi, alle infrastrutture e ritardi a catena. I problemi sono attribuibili un
po’ a Rfi (Rete ferroviaria italiana) e un po’ a Trenord, dunque. E mettiamoci pure l’intervento del caso, della sfortuna: l’imprevedibile ci sta.

Giorgio Villa
Referente Comitato Viaggiatori S9 (Saronno-Seregno-Milano-Albairate)
S11 (Chiasso-Como-Milano-Rho)

PER RAGIONI di spazio siamo costretti a sintetizzare la lunga mail del nostro pendolare, che prosegue con l’affermazione che, casualità e sfortuna a parte, “il sistema trasporto su ferro sta mostrando la corda”. “Per reazione la clientela comincia (non ha mai smesso, ma stavolta il movimento d’opinione è assai più massiccio) a non sopportare più il fantomatico ‘ci scusiamo per il disagio’, quando il disagio vuol dire recuperare al lavoro le mezzore (chi può), giocarsi permessi/ferie o avere trattenute (e sono in tanti). O anche solo non avere più certezze di arrivare o di tornare in termini accettabili. Insomma, un generale peggioramento della qualità della vita. Vite che sono disagiate da sempre, quelle dei pendolari, ma, secondo i molti che ci seguono, ormai al limite del sopportabile. Leggendo qua e là in rete, sempre più spesso si ipotizzano ‘sciopero del biglietto’, class action, denunce per le condizioni incivili di viaggio e altro”.

Rimedi possibili? “La Regione faccia la Regione, impostando politiche e indirizzi e ottenendo concrete risposte dall’esercizio. I proclami sugli acquisti futuri, benvenuti ma, appunto, futuri, servono veramente a poco, davanti alla gente stanca. Questi andavano impostati anni fa, in un’ottica di pianificazione migliore. Il materiale tenuto assieme alla meglio e condotto al massimo dell’efficienza, è sotto gli occhi di tutti, non si scappa e influisce negativamente sulle valutazioni. Il personale viaggiante su materiali ammalorati affronta, sempre più amareggiato, situazioni difficili da gestire/giustificare”.

Non serve, secondo Giorgio Villa, l’invito a “guardare altrove”, ossia ad altre Regioni, dove il servizio ferroviario è quantitativamente e qualitativamente inferiore a quello lombardo. “Ma noi risiediamo in Lombardia. Qui lavoriamo e paghiamo le tasse (che in parte confluiscono anche nel Trasporto pubblico locale, i biglietti da soli non basterebbero). Qui ci attendevamo una pianificazione. Qui ci aspettiamo delle risposte concrete sui tanti problemi che sono stati solo in parte affrontati (sicurezza, manutenzione, pulizia, comunicazione). Non possiamo accettare di derubricare a normalità tutto quello che avviene di storto”.
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