NELL’ULTIMA puntata di Vita pendolare abbiamo pubblicato la mail di Silvia Marinello, pendolare da Parabiago a Milano. Forte dell’esperienza di chi viaggia ogni giorno su quattro treni, Silvia analizza tutti i disagi e nello stesso tempo riconosce i vantaggi del viaggiare in treno. Non solo: traccia una specie di profilo ideale del pendolare, in termini, fra le altre cose, di pazienza, flessibilità personale, resistenza. La mail di Silvia ha fatto da innesco a tante altre opinioni. Ne è nata una sorta di forum pendolare. Pubblichiamo qualche brano delle mail che ci sono pervenute.

I PENDOLARI, è il senso delle mail, hanno tante doti, a cominciare dalla pazienza. Attenzione, però, a non illuderli. Simona Vercesi, pendolare da Stradella a Milano, concorda sul profilo del pendolare tipo, sul treno come mezzo più ecosostenibile, sulla possibilità di leggere, informarsi, studiare, intrecciare amicizie, fare anche una bella dormita. «Questo tuttavia – avverte – non può in alcun modo giustificare le mancanze di Trenord e Rfi che troppo spesso rendono il tragitto una corsa ad ostacoli». Per Giorgio Dahò, a lungo portavoce dei comitati pendolari lombardi, i pendolari e gli italiani in genere non sono secondi a nessuno quanto a pazienza, flessibilità, resistenza, collaborazione dei familiari. «Ci pare però che da un po’ di tempo a questa parte gli obiettivi di miglioramento dell’affidabilità, della puntualità, della qualità che ci meriteremmo, non siano più una priorità in chi ci governa. Mentre noi pendolari attendiamo il solito treno in ritardo, attendiamo anche che la politica faccia il suo dovere per darci trasporti efficaci, efficienti, economicamente sostenibili».

ALBERTO VIGANÒ, portavoce del Comitato pendolari del Besanino lancia un richiamo: «La collega pendolare ha ragione, ma sono le ragioni che tutti i giorni noi referenti dichiariamo e contestiamo alle aziende di servizio. Trenord ha le sua colpe, Rfi anche. La Regione annuncia al 2020 e oltre nuovi treni, ma noi l’abbonamento del mese lo abbiamo già pagato e domani avremo il benservito dei canonici ritardi da 5-10-15 minuti da accettare sbuffando, mai poi devi scendere e correre al lavoro per recuperare, se possibile». «La magistratura – scrive da Piacenza l’avvocato Umberto Fantigrossi – ha superato la tradizionale posizione di privilegio del gestore ferroviario (vedi la sentenza della Corte d’appello di Milano dello scorso anno che ha condannato Trenord a risarcire per alcune giornate di blocco). Sono all’orizzonte nuovi contratti di servizio che potranno essere l’occasione per tutelare in modo ancora più stringente i pendolari. Naturalmente questo riequilibrio di posizioni richiede una presenza organizzata, quindi la raccomandazione è di partecipare alla vita dei comitati e di sostenere le associazioni di consumatori».
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