Roma, 12 ottobre 2017 - Pronti a tornare all'ora solare? Il D-day del cambio dell'ora scatta a fine mese, il 29 ottobre, o meglio - come da convenzione - nella notte tra sabato 28 e domenica 29: le lancette dell'orologio dovranno essere portate indietro di un'ora. Quando? Esattamente dalle 3 alle 2. 
Un cambio orario ottimo per i dormiglioni, che potranno poltrire a letto 60 minuti in più, mentre i metereopatici cominceranno a soffrire per effetto dell'accorciarsi brusco delle giornate: all'alba ci sarà più luce, per la gioia degli ulra-mattinieri, ma il buio aggredirà prima i nostri pomeriggi, abbassando il morale di molti. 

La storia. Nell'abitudine di cambiare due volte l'anno l'orologio gli italiani sono in buona compagnia:  Unione europea, Svizzera e Paesi dell'Est Europa si affidano allo stesso calendario per ora legale/solare dal 1996. Fino all'ottobre 2011, lo adottava anche la Russia che è poi passata a sperimentare l'ora legale permanente, ribaltando poi la convenzione con l'ora solare permanente. In Italia la prima volta che fu introdotta per legge l'ora legale risale al 1916: da allora la sua durata è stata ripetutamente modificata - ogni anno venivano fissati giorni diversi - finché nel 1996 è stata fissata a 7 mesi. Oggi per fortuna il processo è più semplice e le date sono sempre le stesse: passiamo all’ora legale nella notte dell’ultima domenica di marzo e torniamo all’ora solare l’ultima domenica di ottobre.

Curiosità. Ma perché si è deciso di cambiare l'ora? Semplice, si tratta di un mero calcolo economico: in primavera si passa all’ora legale per ottimizzare l’uso della luce solare e consumare meno energia elettrica. Portando le lancette avanti ci svegliamo tutti un’ora prima e in questo modo sfruttiamo maggiormente la luce naturale del mattino e guadagniamo un’ora di luce per la sera, accendendo le luci più tardi. Quando le giornate si accorciano, in autunno inoltrato, si torna all’ora solare. 

E dunque l'ora legale/solare si affaccia solo con l'età industriale e la conseguente necessità di produrre anche al buio e di fissare degli orari lavorativi. Qualcuno si chiese, allora, se non fosse il caso di 'giocare' con la luce per risparmiare energia. Fra i 'papà' dell'ora legale ci fu anche Benjamin Franklin, l'inventore del parafulmine. 
L'idea dell'inventore era quella di forzare la popolazione a svegliarsi in anticipo nel periodo estivo così da sfruttare maggiormente la luce del sole e limitare l'uso delle candele che tanto servivano al buio. I modi proposti per applicare questa idea, però, furono a dir poco stravaganti: per dire una, Franklin  ipotizzava di mettere un cannone in ogni strada per 'suonare' la sveglia. Insomma, un sistema un tantino traumatico.
Nel 1895 l'entomologo (e astronomo) neozelanedese George Vernon Hudson propose invece di spostare gli orologi in avanti di due ore, ma poi non se ne fece nulla. Spetta quindi al costruttore britannico William Willet far passare l'idea: pochi anni dopo, riprendendo la teoria di Hudson, riuscì a fare breccia nelle istituzioni, complici anche le esigenze economiche innescate dalla Prima guerra Mondiale. Il via libera ufficiale al 'British Summer Time' - più o meno l'equivalente dell'ora legale - fu dato dalla Camera dei Comuni nel 1916. E fu così che le lancette furono spostate di un'ora in avanti in estate.