Roma, 12 novembre 2021 - La sua voce ha accompagnato decenni di imprese sportive italiane. Giampiero Galeazzi è morto oggi a 75 anni, ma ci ha lasciato ricordi indelebili. Dal tennis al calcio: indimenticabili le sue telecronache graffiate e piene di entusiasmo. Ma è forse nel canottaggio che 'Bisteccone' ha dato il meglio di sé, coinvolgendo milioni di telespettatori Rai nelle gesta di uno sport considerato minore. A partire dallo storico oro dei fratelli Carmine e Giuseppe Abbagnale nel campionato del mondo di Lucerna: era il 1982

Oro Abbagnale a Lucerna 1982

"Non li prendono più, non li prendono più", grida Giampiero Galeazzi commentando l'equipaggio azzurro che naviga ormai imprendibile davanti alla Bulgaria. Siamo a Lucerna, in Svizzera, ed è solo l'inizio dell'era Abbagnale. 

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Oro Abbagnale a Seul 1988

"Andiamo a vincere!": è l'urlo liberatorio per celebrare il nuovo trionfo degli Abbagnale, stavolta ai giochi olimpici di Seul del 1988. La telecronaca è incalzante e ansimante: cifra stilistica inconfondibile di Galeazzi. E' forse il ricordo più vivido che il pubblico ha di lui. 

Oro di Agostino Abbagnale ad Atlanta '96

Otto anni dopo tocca a terzo fratello Abbagnale, Agostinocon Davide Tizzano: il due con è sul gradino più alto del podio alle Olimpiadi di Atlanta '96. Ritroviamo l'enfasi di Giampiero: "Seul non è mai finita", esulta dalla sua postazione sulle acque del lago Lanier. 

Oro Rossi-Bonomi a Sydney 2000

Dodici anni dopo, ai Giochi di Sydney 2000, Galeazzi trascina appassionati di canoa e non nella telecronaca trionfale della gara di K2: è oro per la coppia Antonio Rossi-Beniamino Bonomi. Quell'"Andiamo a vincere ancora", a risentirlo oggi, mette i brividi. 

Oro 4 di coppia Sydney 2000

Dodici anni dopo a Sydney 2000 un'altra gioia arriva dal canottaggio del 4 di coppia. C'è ancora Agostino Abbagnale (insieme a Simone Raineri, Rossano Galtarossa e Alessio Sartori) e c'è ancora Galeazzi naturalmente. Una medaglia d'oro segnata da un"alé alé alé" e "vinciamo, vinciamo", che lasciano il nostro telecronista senza fiato.