Roma, 12 novembre 2021 - La notizia della morte di Giampiero Galeazzi, storico commentatore sportivo che si è spento all'età di 75 anni dopo una lunga malattia, lascia sgomento il mondo dello sport e della tv. A cominciare dall'amico Giuseppe Abbagnale, presidente della Federcanottaggio e campione indiscusso di questo sport, che racconta: "Siamo stati con la figlia pochi giorni fa e avevamo parlato di lui, mi aveva lasciato molto felice il fatto che si stava riprendendo, invece arriva questa notizia. Se ne va la voce storica del canottaggio, nonchè un amico e un personaggio preparato e coinvolgente", ha aggiunto Abbagnale sorpreso e commosso per la notizia. "Ci sono tanti aneddoti perchè abbiamo condiviso per anni il palcoscenico dello sport, del canottaggio, soprattutto in occasione dei Giochi Olimpici. Le sue interviste e i suoi sfottò veramente spaziavano dalla sua militanza all'interno del mondo remiero, ad atleta, a voce effettiva e indiscussa. Questa notizia mi ha lasciato veramente sconcertato, mi mancano le parole. Non avrei mai voluto ricevere questa notizia, appena possibile sentirò la famiglia per le condoglianze da parte mia e di tutto il mondo remiero", ha aggiunto il presidente federale. 

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Le 5 telecronache più famose

Galeazzi era un mio amico. Se ne va l'ultimo grande artigiano della tv - di LEO TURRINI

Altro ricordo commosso è quello di un'altra storica amica, Mara Venier. ''Bisteccone mio... Se ne va un pezzo della mia vita, un fratello'', ricorda la conduttrice con enorme commozione. Proprio la Venier ospitò una delle ultime apparizioni televisive di Galeazzi in una puntata di 'Domenica In' nel 2018. La conduttrice intervistò il giornalista che, già visibilmente provato dalla malattia, si commosse fino alle lacrime. 

"Ricordo che faceva le telecronache quando io ancora giocavo. Quando abbiamo iniziato a farle insieme forse erano meno tecniche e schematiche di quelle di oggi, sicuramente molto più umane, come lo era lui". E' il ricordo di Adriano Panatta. "Mi dispiace tantissimo, sapevo che non stava bene. Eravamo molto amici con Giampiero. Con lui ho solamente bei ricordi, tanto allegri, divertenti. Era un professionista pazzesco, veniva a fare le telecronache preparatissimo, sapeva tutto. Ogni tanto gli facevo qualche scherzo, si avventurava in una disquisizione tecnica, io allora gli facevo no con la testa apposta - racconta ridendo - e lui, bravissimo, cambiava subito versione. Io poi gli dicevo che scherzavo, era molto divertente questa cosa". 

"La fede laziale di Giampiero era nota a tutti, ma mai è stata fuori dalle righe. In una recente intervista alla Rai, stanco ma mai arreso alla malattia, disse una frase semplice e straordinaria: 'Sotto lo stesso cielo, sotto la stessa bandiera. Forza Lazio'. In quel cielo brilla una stella in più". Il presidente biancoceleste, Claudio Lotito, piange così la scomparsa di Galeazzi. In una nota, il numero uno della Lazio ricorda il celebre giornalista come "una figura legata indissolubilmente allo sport italiano: prima da atleta vittorioso, poi da commentatore passionale e da giornalista acuto e competente".

"Ciao Giampiero! In questa simpatica foto, assieme a Giorgio Tosatti, conducevamo 'Occhio al mondiale' durante i campionati del mondo in Francia nel 1998. Ora vi ritroverete lassù". È l'addio a Galeazzi di Antonella Clerici sulla sua pagina Instagram. 

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"Perdo un caro amico - ricorda Maurizio Costanzo - . Mi rimangono i ricordi: numerosi, belli e sempre dettati da una vera amicizia. Abbiamo seguito insieme i mondiali del 2010 e ci siamo molto divertiti. L'ho sempre pensato e lo ricorderò con grande affetto". 

"Sono tanti i momenti che mi ricorderò per sempre. Dai campionati vissuti insieme alle Olimpiadi di Barcellona, dove mi divertivo, estasiata, dei tuoi racconti e dei dietro le quinte dello sport. Avercene oggi di inviati come te! RIP #GiampieroGaleazzi,lo sport in tv ti deve TANTISSIMO", scrive Simona Ventura su Twitter.

"Sono addolorato dalla sua morte: Galeazzi ha fatto conoscere noi e il canottaggio, ci ha spronati. È stato un personaggio importante per noi, ci ha fatti conoscere al grande pubblico: era come se l'equipaggio fosse formato da quattro e non da tre elementi. Possiamo dire che era come un 'quattro senza': è stato molto, molto importante per noi. Ci è stato vicino per più di 20 anni", è il ricordo di Peppiniello Di Capua, timoniere dei fratelli Carmine e Giuseppe Abbagnale. "Ci ha seguiti da sempre, quante cene assieme, era come un fratello per noi: lo stimavamo e gli volevamo bene", ha aggiunto Di Capua.