Antonio Conte, 51 anni: è uscito ai gironi di Champions e in semifinale di Coppa Italia
Antonio Conte, 51 anni: è uscito ai gironi di Champions e in semifinale di Coppa Italia
di Mattia Todisco L’obiettivo è rimasto uno solo. Non c’è più Champions, non c’è più Coppa Italia. C’è il campionato, uno scudetto da rincorrere, col traguardo talmente lontano da non vedersi nemmeno all’orizzonte. Una maratona in cui l’Inter non ha mai fatto corsa di testa e trova, nel tempo che intercorre tra una domenica e l’altra, il classico chilometro di strada impegnativa. Prima la Lazio, stasera, poi il Milan una settimana più tardi. Per...

di Mattia Todisco

L’obiettivo è rimasto uno solo. Non c’è più Champions, non c’è più Coppa Italia. C’è il campionato, uno scudetto da rincorrere, col traguardo talmente lontano da non vedersi nemmeno all’orizzonte. Una maratona in cui l’Inter non ha mai fatto corsa di testa e trova, nel tempo che intercorre tra una domenica e l’altra, il classico chilometro di strada impegnativa. Prima la Lazio, stasera, poi il Milan una settimana più tardi. Per chi rincorre, ancor più che per gli altri concorrenti, la regola è fare un passo alla volta.

Conte ne fa uno indietro in apertura di conferenza stampa, chiedendo venia per quel dito medio mostrato ad Andrea Agnelli martedì scorso. "Ho reagito a una provocazione nel modo sbagliato, siamo esempi educativi ed è quindi giusto chiedere scusa", dice. I rumors della vigilia informano di un tecnico intenzionato a dare spazio a Bastoni, Barella e Brozovic, nonostante siano gravati dal rischio squalifica. Basta un’ammonizione e addio derby.

Il problema è che alla Lazio delle cinque vittorie consecutive in campionato non si possono regalare vantaggi. A una squadra con Immobile e Correa davanti, il fulmine Lazzari a destra e due centrocampisti come Luis Alberto e Milinkovic-Savic, più Acerbi a guidare la difesa. Conte sa di avere anch’egli punti di forza su cui poter contare, ma alcuni di questi vivono un momento di appannamento, particolarmente il duo Martinez-Lukaku. Il belga non ha mai segnato ai biancocelesti, l’argentino sì (all’andata). Quest’anno sta però balzando agli onori delle cronache più per i gol falliti che per quelli segnati. Non ci sarà Vidal, infortunato, giocherà Gagliardini. La buona notizia per i nerazzurri è che altre defezioni da annotare non ce ne sono e piano piano Conte spera di poter riavere in condizione Vecino e Sensi, afflitti da ripetuti infortuni. Come ha specificato il tecnico, "da agosto abbiamo sempre dovuto fare ricorso a soluzioni interne". Ennesimo richiamo ai guai societari a causa dei quali mancano ancora gli stipendi di novembre, dicembre e gennaio, nonché la prima rata da versare al Real per Hakimi entro fine marzo. Suning e Bc Partners stanno trattando, in settimana si attendono novità su una possibile chiusura attorno agli 850 milioni di euro per avere il club nerazzurro.