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7 giu 2022

Design with Nature "Il mio messaggio per la sostenibilità"

7 giu 2022
anna giorgi
Magazine

di Anna Giorgi

Mario Cucinella ha fama (meritata) di visionario che crede e investe sulla architettura sostenibile. Ogni sua idea è ormai strettamente intessuta di natura, non più solo come parte del progetto complessivo, ma natura anche come ’materia’ usata per concepire l’idea e poi per costruirla. Questa edizione del Salone avrà come protagonista il futuro dell’abitare sostenibile, basato sull’economia circolare, il riciclo e l’innovazione.

E il futuro, architetto, non può che iniziare da una riflessione che tiene conto dalla situazione complessiva di crisi dovuta a una pandemia e ora all’instabilità generata dalla guerra fra Paesi al centro dell’Europa.

"Se gli eventi degli ultimi anni ci hanno fatto riscoprire il valore della socialità e della condivisione questo nostro sentire deve in questo momento trovare ancora un equilibrio con quanto ci circonda, con gli spazi che viviamo e i territori che occupiamo: casa, città, pianeta, e con le risorse di cui disponiamo oggi".

La riflessione sulla nuova geografia delle risorse va estesa quindi non solo a nuovi Paesi, ma anche alla sperimentazione specifica di nuovi materiali.

"Per tanti secoli le uniche risorse disponibili sono state quelle legate alla natura, quindi sole, aria, pioggia, poi è arrivata la rivoluzione industriale che ha portato innovazioni, tecnologia, derivati del petrolio e tanto altro. Dopo questi tre anni dobbiamo riuscire ad immaginare un mondo nuovo. C’è stato un momento di rottura che ha segnato un prima e un dopo. Dobbiamo guardarci alle spalle per disegnare la rotta del futuro, per recuperare conoscenza e utilizzare il clima come fondamentale elemento di progettazione".

Cosa significa inserire il clima nella progettazione?

"Dobbiamo pensare ad una città in cui le costruzioni dialoghino con l’energia gratuita, dobbiamo utilizzare materie che esistono già in natura. La transizione ecologica deve però tenere conto di una ’diplomazia green’ che si relazioni con i Paesi che hanno materie pulite da vendere".

Ha in mente un esempio virtuoso?

"Guardiamo come caso-studio il progetto "Desertec" che consentirebbe, sfruttando le aree desertiche del Sahara e del Medio Oriente, di generare energia elettrica pulita per alimentare il fabbisogno di quegli stessi Paesi, ma anche di una buona parte d’Europa, attraverso elettrodotti nel Mediterraneo. Il progetto è stato concepito nei primi anni Duemila, la Fondazione che è nata sta progettando una versione Desertec 2.0 meno colonialista e più inclusiva".

Torniamo alla materie prime e ai nuovi materiali alternativi che saranno esposti nel suo progetto ’Design with Nature’. Che cosa vedremo al Salone?

"Una grande biblioteca, un grande archivio di materie esistenti in natura e già pret à porter: il bambù, la canapa, l’"orange fiber" derivata da materiali di scarto delle arance, i pannelli di squame di pesce. Delle bucce del riso si può ricavare materiale utilizzabile negli intonaci. L’interior design e l’edilizia danno molte opportunità di utilizzo ai materiali che si troveranno esposti al Salone. E ancora, scarti trasformati e riusati. Di questi ultimi le città sono piene".

Quale sarà il ruole del designer e degli architetti in questo processo?

"Avranno un ruolo chiave, fondamentale sarà la sloro capacità di tracciare la rotta usando la creatività per ipotizzare un mondo alternativo".

Il progetto ’Design with Nature’ parla di riciclo, e upcycling. Dove finiranno i materiali esposti?

"Terminato il Salone avranno nuove destinazioni: una piccola biblioteca per una scuola o un’aula didattica, una seduta per uno spazio pubblico, un tavolo per un laboratorio".

Che cosa dimostrerà ’Design with Nature’?

"Che possiamo immaginare un altro modo di costruire senza continuare a consumare le stesse materie prime, ma attivando percorsi ecologici virtuosi".

© Riproduzione riservata

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