Luigi Di Maio e Matteo Salvini al giuramento al Quirinale (LaPresse)
Luigi Di Maio e Matteo Salvini al giuramento al Quirinale (LaPresse)

Roma, 1 giugno 2018 - I ministri del governo Conte hanno giurato. Poche righe lette davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al premier Giuseppe Conte, tra riti seguiti alla perfezione e nuovi 'galatei'. Dalla mano sul cuore del neoministro della Giustizia Alfonso Bonafede a Matteo Salvini che 'scivola' sui calzini a righe verdi e blu (FOTO) e un paio di braccialetti di gomma al polso. E pure il successore di Gentiloni fa uno strappo quando tira fuori dalla giacca la sua penna, al posto di quella d'oro del Colle. E' poi la volta della cerimonia della campanella (FOTO), con il nuovo presidente del Consiglio che si insedia ufficialmente a Palazzo Chigi, e del primo Consiglio dei ministri. Infine, il discorso del presidente Mattarella. In attesa del voto di fiducia del Parlamento il governo è a tutti gli effetti in carica.

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IL GIURAMENTO AL QUIRINALE - I 18 ministri sono arrivati alla spicciolata, insieme ad alcuni familiari che hanno fatto il loro ingresso nel salone delle Festa. Tra questi i genitori di Luigi Di Maio, Antonio e Paolina Esposito, giunti con largo anticipo, mentre il ministro della Famiglia e disabilità Lorenzo Fontana è arrivato con in braccio la figlia. Il premier Giuseppe Conte è arrivato con l'auto di servizio di Palazzo Chigi e ha varcato il portone principale del Quirinale alle 15.58.

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"Sto entrando al Quirinale", ha scritto Conte su Facebook. Il premier è poi entrato dall'ingresso di Porta giardini.

I 18 ministri si sono sistemati sulle poltrone: Salvini e Di Maio, in prima fila naturalmente, hanno scelto il primo un abito blu con cravatta verde e insoliti calzini a righe e il secondo -  con un look molto più sobrio - un abito scuro con cravatta grigia. 

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LA FORMULA DI RITO - Ed ecco il giuramento di Giuseppe Conte: è sua la prima firma di fronte al presidente Mattarella; poi la stretta di mano di rito. Seguono Salvini (VIDEO) e Di Maio (VIDEO), che giurano nelle mani del presidente della Repubblica. Salvini è anche ministro dell'Interno, mentre Di Maio è ministro dello Sviluppo economico e Lavoro. E' poi la volta di tutti gli altri ministri. Tutti pronunciano la formula di rito che recita: "Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della Nazione". Occhi puntati su Paolo Savona, con cravatta arancione, che come da prassi dopo il giuramento e la firma di nomina, stringe la mano a Mattarella (VIDEO). I due si scambiano anche un sorriso. Finito il giuramento, la foto di rito con il presidente Mattarella e l'applauso dei familiari che hanno assistito alla cerimonia. Lacrime di commozione per la mamma di Di Maio. 

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IL SELFIE DI DI MAIO - Il leader M5s, poco prima dell'inizio della cerimonia, ha postato su Instagram un selfie con la squadra dei ministri del Movimento 5 Stelle.

 

Guardate che spettacolo! Questa è la squadra dei ministri del Movimento 5 Stelle. Siamo tantissimi e pronti a far partire il governo del cambiamento e a migliorare la qualità della vita di tutti gli italiani. I ministri sono o nostri parlamentari e esponenti storici (Giulia Grillo alla Salute, Danilo Toninelli alle Infrastrutture, Alfonso Bonafede alla Giustizia, Riccardo Fraccaro ai Rapporti con il Parlamento e alla democrazia diretta, Barbara Lezzi al Sud), oppure fanno parte della squadra di ministri che avevo presentato in campagna elettorale (Elisabetta Trenta alla Difesa che è stata anche nostra candidata, il generale Sergio Costa all'Ambiente, Alberto Bonisoli alla Cultura). Infine io che mi occuperò dello Sviluppo Economico e del Lavoro perché è ora di far ripartire il Paese, di mettere da parte la Fornero, di istituire il Reddito di Cittadinanza e il salario minimo orario. E lo faremo. Siamo la squadra del Movimento 5 Stelle nel governo del cambiamento e siamo al vostro servizio! Ci vediamo domani alle 19 a Roma in piazza della Bocca della verità per festeggiare tutti insieme!

Un post condiviso da Luigi Di Maio (@luigi.di.maio) in data:

Governo M5s-Lega: Conte premier, Tria al Tesoro. Tutti i ministri

SALVINI - Lasciando il Quirinale dopo il giuramento, Salvini è tornato sulla questione assistenza che ieri aveva innescato la polemica. "Cinque miliardi per mantenere gli immigrati che campeggiano a colazione, pranzo e cena sono troppi, daremo una sforbiciata", ha ribadito Salvini. E ancora: "Ho iniziato a coltivare utili e numerosi rapporti con diversi esponenti del mondo cattolico, lavoreremo insieme, ci sono molte piu vicinanze che non distanze perche l'accoglienza nei limiti nelle regole nelle possibilità penso sia interesse di tutti. Vi stupiremo", ha risposto ai cronisti che gli chiedevano se vede convergenze col mondo cattolico.

Paolo Savona agli Affari europei "non è un passo indietro, ma abbiamo raddoppiato: se si vogliono ricontrattare alcune regole europee quello è il posto giusto", ha aggiunto il vicepremier e ministro dell'Interno.

LA CERIMONIA DELLA CAMPANELLA - Il presidente del Consiglio, dopo aver lasciato il Quirinale, ha fatto il suo ingresso a Palazzo Chigi, accolto dal picchetto d'onore. Il nuovo premier è poi salito verso l'ufficio del suo predecessore, Paolo Gentiloni, che lo ha accolto con una stretta di mano. Dopodiché, il passaggio di consegne. Dopo averla ricevuta da Matteo Renzi il 12 dicembre del 2016, Gentiloni ha consegnato a Conte la campanella che dà avvio alle riunioni del Consiglio dei ministri.

Nel tradizionale rito, un piccolo fuori programma. I due sono giunti nella sala dei Galeoni dopo un colloquio di circa venti minuti, ma la campanella non è arrivata: "Manca l'oggetto...", ha sorriso Gentiloni. Dopo qualche secondo "l'oggetto" gli è stato consegnato e l'ex premier l'ha provata, suonandola. Al passaggio di consegne, dopo una calorosa stretta di mano, anche Conte ha provato la campanella. Poi, la foto di rito: "Auguri", ha detto Gentiloni al successore. E Conte: "Grazie di cuore". Subito dopo i due sono stati raggiunti dai rispettivi sottosegretari alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi e Giancarlo Giorgetti. Stretta di mano tra i quattro, poi Gentiloni ha baciato Boschi, ha stretto la mano del segretario generale di Palazzo Chigi Paolo Aquilanti ed è uscito dalla sala, tra gli applausi dei presenti. 

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IL PRIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI E IL DISCORSO DI MATTARELLA - Nell'intensa scaletta di questa lunga giornata, arriva il momento del primo Consiglio dei ministri e del discorso del presidente Mattarella. "L'Italia è in un momento di passaggio dei compiti e delle responsabilità: faccio un forte augurio al nuovo governo e un grazie a quello che ha appena concluso la sua attività", ha esordito Mattarella. "La cornice delle istituzioni repubblicane ha sempre dimostrato di saper consentire all'Italia di saper affrontare senza esitazioni problemi e sfide impegnative che si sono presentate", ha continuato il Capo dello Stato.

L'Italia intende "evitare conflitti di ogni tipo" e avere "un ruolo sempre più positivo e protagonista" in Europa, ha aggiunto. "La ricerca di collaborazione caratterizza i rapporti dell'Italia con tutti i paesi del mondo. Solo insieme possiamo affrontare sfide sempre più globali che il contesto internazionale ci pone di fronte. La chiave della pace e del benessere - ha detto ancora - si ottiene con la collaborazione e la comprensione tra i popoli, il progressivo venire meno delle barriere tra i popoli, lo sviluppo condiviso. Questa è del resto l'esperienza presentata dall'Unione europea".

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BERLUSCONI: VOTEREMO NO - Alla fine di questa giornata torna a farsi sentire Silvio Berlusconi. "Per quanto ci riguarda noi rimaniamo coerenti e fedeli al voto del popolo di centro-destra e saremo, perciò molto rigorosi nell'opporci a tutto quello che giudicheremo non positivo per l'Italia e per gli italiani. Per questo noi non possiamo che votare "no" alla fiducia a questo Governo", ha fatto sapere il leader di Forza Italia in un messaggio.