Il nuovo premier Giuseppe Conte (Lapresse)
Il nuovo premier Giuseppe Conte (Lapresse)

Roma, 1° giugno 2018 - Dopo 88 giorni dalle elezioni e a un passo dal ritorno alle urne, nella serata di ieri, arriva la notizia che "ci sono tutte le condizioni per un governo politico M5S-Lega". Al termine di un lungo incontro alla Camera Matteo Salvini e Luigi Di Maio trovano finalmente la quadra sui ministri. Alla guida c'è sempre Giuseppe Conte, ma a sbloccare l'impasse è soprattutto il cambio di ruolo di Paolo Savona, il professore euroscettico a cui il presidente della Repubblica ha negato l'Economia: avrà la delega alle Politiche europee. Al Tesoro invece va Giovanni Tria, presidente della Scuola nazionale dell'amministrazione fino al 2016 e professore ordinario di economia politica all'università di Tor Vergata.

Questa volta nessuna riserva da sciogliere. Convocato al Quirinale, Conte accetta l'incarico di premier e presenta subito la lista dell'esecutivo giallo-verde. Nessun indugio, mentre arriva l'ultimo colpo di scena di questa lunghissima crisi. Sergio Mattarella esce dallo Sudio alla Vetrata per ringraziare gli operatori dei media e fare gli auguri per il futuro, a conclusione di quello che, annota solo di sfuggita, è stato "un complesso itinerario". 

Oggi alle 16 ci sarà il giuramento. Il Movimento 5 Stelle esulta sul suo blog, parlando di "un giorno storico" e dando appuntamento ai suoi attivisti per domani 2 giugno in piazza della Bocca della verità a Roma, alle ore 19, "per abbracciarci e caricarci delle energie che ci serviranno per cambiare finalmente l'Italia".

Questa dunque la squadra di governo: 

- Presidente del Consiglio: Giuseppe Conte
- Interno e vicepremier: Matteo Salvini (Lega)
- Sviluppo economico e Lavoro e vicepremier: Luigi Di Maio (M5s)
- Rapporti con il Parlamento e democrazia diretta: Riccardo Fraccaro (M5s)
- Pubblica amministrazione: Giulia Bongiorno (Lega)
- Affari regionali: Erika Stefani (Lega)
- Sud: Barbara Lezzi (M5s)
- Politiche Ue: Paolo Savona
- Disabilità e famiglia: Lorenzo Fontana (Lega)
- Esteri: Enzo Moavero Milanesi
- Giustizia: Alfonso Bonafede (M5s)
- Difesa: Elisabetta Trenta (M5s)
- Economia e Finanze: Giovanni Tria
- Politiche agricole: Gianmarco Centinaio (Lega)
- Ambiente: generale Sergio Costa
- Infrastrutture e Trasporti: Danilo Toninelli (M5s)
- Istruzione: Marco Bussetti (Lega)
- Beni culturali e Turismo: Alberto Bonisoli (M5s)
- Salute: Giulia Grillo (M5s)
- Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: Giancarlo Giorgetti (Lega)

SALVINI - "Non faremo miracoli, ma nel governo c'è gente di buona volontà, pulita, onesta. Io cercherò di fare il ministro stando in ufficio ma stando il più possibile con voi. Che il Buon Dio ce la mandi buona", dice dal canto suo Matteo Salvini da Sondrio, dove ieri sera è volato per un comizio in vista delle amministrative del 10 giugno subito dopo il vertice con Di Maio. Il capo in pectore del Viminale assicura di voler "far tornare l'Italia protagonista in Europa" perché "sono stufo di governi col cappello in mano", ma annuncia anche di voler "dare una bella sforbiciata a quei 5 miliardi di euro" per l'accoglienza dei migranti. "Porte aperte in Italia per la gente per bene e biglietto di sola andata a quelli che vengono in Italia a fare casino e pensano di essere mantenuti a vita. 'A casa loro' sarà una delle nostre priorità", aggiunge. Ricorda poi l'istituzione del ministero per la disabilità perché - sottolinea - "mi piacerebbe che nessuno in Italia si sentisse dimenticato" e annuncia il suo impegno per "la sicurezza di 60 milioni di italiani". "Farò sentire la mia, nostra vicinanza alle forze dell'ordine, che non meritano di essere prese in giro dai balordi che entrano ed escono dalla galera ogni quarto d'ora, e vedremo lasciarceli più a lungo".

IL PASSO INDIETRO DI COTTARELLI - Strappa applausi ed elogi bipartisan intanto Carlo Cottarelli, che rimette il mandato al capo dello Stato per consentire la nascita dell'esecutivo giallo-verde. "Per me è stato un grande onore lavorare per il Paese anche se per solo qualche giorno", dice l'ex commissario straordinario alla Spending Review ringraziando tutti (dai ministri in pectore della lista del governo tecnico ai commessi di Montecitorio che lo hanno assistito). "Un governo politico è la soluzione migliore per il Paese, anche perché evita l'incertezza. Esprimo auguri di buon lavoro", conclude davanti alla 'studio alla Vetrata' mentre parte un lungo e forte applauso da parte dei giornalisti, il primo a memoria mai riservato in anni di consultazioni e formazioni di governi. 

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FOCUS La giornata in Borsa

FORZA ITALIA ALL'OPPOSIZIONE - Immediate le reazioni delle altre forze politiche, a partire dagli alleati della Lega alle ultime elezioni. "Forza Italia sarà all'opposizione di questo esecutivo giallo-verde - pericolosamente a trazione grillina, a giudicare dal contratto programmatico - e incalzeremo gli amici della Lega affinché al centro ci sia il programma presentato dalla nostra coalizione agli italiani lo scorso 4 marzo", scrive la capogruppo azzurra alla Camera, Mariastella Gelmini, su Facebook. "Faremo battaglie dalla parte dei cittadini, saremo le loro sentinelle nelle Aule di Camera e Senato", aggiunge.

PD - Duro il commento del segretario reggente del Pd. "Il governo populista e di destra che nasce ha un programma pericoloso per il Paese e le ultime giornate purtroppo confermano le nostre preoccupazioni di sempre - dice Maurizio Martina -. La loro azione sino a qui è stata un mix di estremismo, antieuropeismo e iniquità. Lavoreremo subito dall'opposizione per costruire con serietà e determinazione l'alternativa forte e popolare di cui il Paese ha bisogno. Lo faremo con tanti che non si rassegnano ai rischi che il governo Salvini-Di Maio porta con sé". 

USA - E l'amministrazione Trump si dice "impaziente di riprendere a lavorare e a consultarsi con il governo italiano", appena si sarà insediato. A comunicarlo con una nota il Dipartimento di Stato Usa, che sottolinea come l'Italia "resta uno degli alleati piu stretti" del panorama internazionale. 

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CASO MELONI - Per tutta la mattinata, invece, tiene banco l'ipotesi dell'ingresso di Fratelli d'Italia nel nuovo esecutivo con la collocazione di Giorgia Meloni in un ministero di peso (come la Difesa). Idea che però divide sia i parlamentari pentastellati - il deputato Carlo Sibilia si esprime favorevolmente, mentre la senatrice Elena Fattori si dice assolutamente contraria - sia gli attivisti del Movimento. A chiarire le cose ci pensa poi la stessa Meloni: "Fdi non ha mai chiesto poltrone di ministro né per me né per altri né abbiamo chiesto di entrare al governo. Abbiamo detto che per patriottismo daremo una mano al governo che sta nascendo astenendoci sulla fiducia perché l'Italia è sotto attacco", dice alla stampa a Montecitorio.