Giovanni Tria, Economia (foto Imagoeconomica)
Giovanni Tria, Economia (foto Imagoeconomica)

Roma, 31 maggio 2018 - Giovanni Tria, presidente della Scuola nazionale dell'amministrazione fino al 2017 e professore ordinario di economia politica all'università di Tor Vergata, è il ministro dell'Economia del governo guidato da Giuseppe Conte.

LA BIOGRAFIA – Nato a Roma il 28 settembre 1948, si è laureato in giurisprudenza alla Sapienza nel 1971. È stato docente di Economia, Macroeconomia, Storia dell’economia alle università di Perugia e La Sapienza di Roma, mentre attualmente è ordinario di Economia politica all'Università di Roma Tor Vergata dove, dal 2017, è presidente della Facoltà di Economia. Fra le esperienze professionali, annovera quella di co-direttore del Master in Economia dello Sviluppo e Cooperazione Internazionale dell'università di Tor Vergata, quella di direttore del Ceis (Center in Economics and International Studies).

Tria, riformista (moderato) all'Economia. "Più Iva per finanziare la Flat tax"

LA COLLABORAZIONE – L'accademico italiano è un economista collaboratore di Renato Brunetta per il quale ha svolto anche il ruolo do consulente quando l'esponente di Forza Italia era ministro della Pubblica istruzione. Il professore ha partecipato anche alla scuola di formazione politica dell'allora Pdl.

SUL CONTRATTO LEGA-M5S – Sulla rivista 'Formiche' ha analizzato di recente il contratto di governo tra Lega e M5S. L'economista, nella sua analisi si dichiara favorevole alla flat tax e non ostile al reddito di cittadinanza. Su questo punto, nella sua analisi ha sospeso il giudizio “in attesa di sapere cosa sarà”e quali saranno “le risorse richieste e l'ampiezza del pubblico dei beneficiari. Esso sembra oscillare tra una indennità di disoccupazione un poco rafforzata e magari estesa a chi è in cerca di primo impiego, e un provvedimento, improbabile, tale da configurare una società in cui una parte della popolazione produce e l'altra consuma. Poiché la realtà ci offrirà una versione prossima alla prima ipotizzata, non si vede un contrasto pregiudiziale con una politica orientata alla crescita e alla sfida della globalizzazione”.

Per quanto riguarda la flax tax: “Interessante è l'obiettivo della flat tax, che coincide con l'obiettivo di riduzione della pressione fiscale come condizione di una politica di crescita, soprattutto se si vede questo obiettivo non tanto come un modo per aumentare il reddito spendibile di famiglie e imprese, e quindi sostenere la domanda interna, ma come un modo per aumentare il rendimento dei fattori produttivi, lavoro e capitale, e quindi anche degli investimenti” scrive Tria su 'Formiche.net'. Sempre in quell'articolo, Tria sostiene “preoccupante il fatto che non sia affatto chiaro quale sarebbe l'indirizzo del governo di coalizione che si sta formando sui temi di politica industriale (vedi l'imbarazzante caso Ilva) e sul sistema di controlli giudiziari e para-giudiziari che assieme al codice degli appalti stanno paralizzando ogni velleità di attivazione degli investimenti pubblici, pur da tutti auspicati”.