Roma, 29 maggio 2018 - Gli sviluppi di questa lunga crisi di governo si tingono di giallo. Il premier incaricato Carlo Cottarelli a sorpresa non scioglie la riserva, ma prende tempo e rinvia la presentazione della lista dei ministri per risolvere alcuni nodi. Tutto precipita nel giro di pochi minuti, mentre Pd, M5s e Lega chiedono, anche ufficialmente nell'Aula del Senato, il voto subito, prima del mese di agosto, ipotizzando la data del 29 luglio. E in serata si riapre anche l'ipotesi di un governo 5S-Lega - stavolta senza la presenza di Savona come ministro dell'Economia - con Di Maio che cambia strategia e annuncia di essere "pronto a collaborare con Mattarella", che una "maggioranza in Parlamento c'è" e allora "fateci partire o andiamo al voto subito".

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Così, mentre i mercati guardano con ansia alla situazione politica italiana, le carte in tavola cambiano per l'ennesima volta. Partendo da Cottarelli: Mattarella riceverà di nuovo stamattina il presidente del Consiglio incaricato, che ha lasciato il Quirinale dopo un colloquio di circa mezz'ora con il Capo dello Stato. Tradotto: per il momento niente lista dei ministri. La fine repentina del colloquio con il Capo dello Stato ha fatto ipotizzare o una ulteriore verifica suoi nomi dei ministri, suffragata dalla notizia diffusa dal Quirinale, di un nuovo incontro tra Cottarelli e Mattarella domani. Ma anche che, a fronte della certa mancanza di fiducia in Parlamento e della volontà dei maggiori partiti di andare a elezioni anticipate entro fine luglio o ai primi di agosto, Cottarelli potrebbe rinunciare ad assumere l'incarico di formare il governo. 

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Fonti del Quirinale tuttavia smentiscono questo scenario spiegando che Cottarelli ha semplicemente bisogno di più tempo per approfondire alcuni nodi legati alla lista e nessuno ha parlato di rinuncia all'incarico. Concetto ribadito in un secondo momento anche dallo stesso Cottarelli, che entrando alla Camera ha detto: "Stiamo approfondendo alcune questioni sulla lista dei ministri, ma non ci vorrà molto".

DI MAIO: FATECI PARTIRE - Ma le dichiarazioni di Di Maio in serata sparigliano ancora le carte. "Spero che si vada alle elezioni il prima possibile ma in una situazione politica molto difficile resta una posizione coerente ma collaborativa con il presidente della Repubblica Mattarella per uscire a risolvere quella che è l'attuale crisi che stiamo vivendo. Cottarelli - continua Di Maio - non solo non ha un voto nel Paese, non ha nemmeno un voto in Parlamento, lo sanno che se appoggiano il governo tecnico alle elezioni non prendono zero, prendono meno dieci, meno venti, meno trenta. Una maggioranza c'è in Parlamento - sottolinea il leader M5s, che aggiunge: "Siamo pronti a rivedere la nostra posizione, se abbiamo sbagliato qualcosa lo diciamo, ma ora si rispetti la volontà del popolo perchè noi l'Italia la vogliamo salvare. Di Maio lancia un appello: "Fatelo partire quel governo o ridate subito la parola agli italiani, senza mezzucci come governi tecnici o di transizione. Se si vuole risolvere questa crisi si faccia partire un governo votato dal popolo e con un programma chiaro". 

"Prendo atto che Salvini cuor di leone non vuole l'impeachment. Ne risponderà lui", aggiunge Di Maio. Comunque la questione "non è più sul tavolo perché ci vuole la maggioranza". 

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SALVINI - "Se voi non mollate io non mollo e noi al governo del Paese ci andiamo. Dovremo aspettare un mese, tre, ma ci andremo", dice Salvini in serata in un comizio a Siena. Sull'ipotesi di elezioni subito, per Salvini "prima è meglio è". "Non vorrei rompere le scatole agli italiani almeno nel mese di agosto. La cosa certa è che non possiamo avere un governo fantasma che magari aumenta l'Iva e aumenta le tasse sulla benzina e che poi se ne va indisturbato dopo 3-4 mesi. Da questo punto di vista prima è meglio è, sperando che non si voti a Ferragosto", dice il leader della Lega a Di Martedì. 

E' sulla questione Savona che i due leader non sembrano convergere, perché l'ipotesi del passo indietro dell'economista non è contemplata dal leghista. "Savona è il meglio e se tornassimo a votare io gli chiederei di rimettersi a disposizione degli italiani perché può rappresentare al meglio gli italiani sui tavoli europei", dice il leader del Carroccio.

L'APPOGGIO DELLA MELONI - E ora anche Fratelli d'Italia è pronta ad appoggiare un eventuale governo M5s-Lega. "Una maggioranza in Parlamento c'è, ed è formata da M5s e Lega - dice la Meloni su Facebook - Era pronta a fare un governo e aveva stipulato un contratto di governo. Noi siamo stati critici però arrivati a questo punto siamo anche disponibili a rafforzare quella maggioranza con FdI, perché crediamo che bisogna fare tutto quello che c'è da fare in questo momento per tirare fuori l'Italia dalla situazione di caos nella quale rischia di gettarsi. Presidente, ci rifletta perché non avremo molto altro tempo", aggiunge.

IPOTESI ELEZIONI SUBITO - Il voto a fine luglio o al massimo nei primi giorni di agosto è di certo una possibilità. Le date probabili, indicate da diverse forze politiche, sono quelle del 29 luglio o del 5 agosto. Per tornare alle urne in quelle date sarebbe tuttavia necessario che le Camere venissero sciolte già venerdì 1 giugno, altrimenti i tempi tecnici sarebbero troppo stretti per rispettare il timing stabilito dalla legge. A chiedere pubblicamente il ritorno alle urne prima di agosto, quindi già a fine luglio, è oggi anche il Pd. Sia Lorenzo Guerini che Andrea Orlando hanno parlato esplicitamente della necessità che le forze politiche tutte insieme, assumendosi la responsabilità del momento delicato che si sta attraversando, chiedano di fissare le elezioni prima delle ferie di agosto. Lo scenario che si delineerebbe, quindi, è che il giuramento del governo Cottarelli avvenga domani, giovedì la fiducia al Senato con esito negativo visto che nessun partito voterà a favore, quindi le immediate dimissioni del premier, come da lui stesso annunciato ieri nell'accettare l'incarico con riserva. Atto finale lo scioglimento delle Camere da parte del Capo dello Stato nella giornata di venerdì.

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In questo modo, viene spiegato, ci sarebbero giusto i 60 giorni necessari per consentire il corretto svolgimento del voto degli italiani all'estero, anche se viene ricordato che si tratta di una legge ordinaria e, in caso di accordo politico, si potrebbe anche modificare per accorciare la tempistica. La scelta della data delle elezioni spetta al governo che la decide con una riunione del Consiglio dei ministri, in un arco temporale fissato dalla Costituzione che va dai 45 ai 70 giorni successivi lo scioglimento delle Camere. 

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