Roma, 27 febbraio 2018 -  A pochi giorni dalle elezioni del 4 marzo 2018, Silvio Berlusconi rilancia su Tajani candidato premier. "Sono vincolato da lui, per l'altissima carica che ricopre, a fare il suo nome soltanto quando lui me ne darà l'autorizzazione", spiega l'ex cavaliere ai microfon di '6 su Radio 1'. A quanto lascia intendere il leader di Forza Italia, mancherebbe quindi solo l'ok del presidente del Parlamento europeo per far diventare il suo nome 'ufficiale' nella corsa a Palazzo Chigi. "Possono tutti capire che sarebbe un candidato eccellente perche' l'Italia oggi non conta più niente in Europa e nel mondo - precisa Berlusconi -. Con lui conterebbe moltissimo perché è il Presidente dell'istituzione europea eletta direttamente dai cittadini europei, quindi la più importante, ed è considerato da tutti anche da parlamentari della sinistra, come il miglior presidente che ci sia mai stato dell'Assemblea Europea". E aggiunge: "Questo inorgoglisce noi anche perché ricordo che lui è stato uno dei cinque fondatori di Forza Italia nel '94".

CASAPOUND - Berlusconi prova anche a chiudere la vicenda Casapound. Ieri la formazione politica di estrema destra ha annunciato il suo sostegno post-voto a un eventuale governo con Salvini. "Non ho bisogno dei voti di altri né mi interessano - ha detto oggi il leader del Carroccio che ieri. invece, si era detto disponibile a parlare con tutti dopo il 5 marzo -. La gente mi chiede chiarezza. Ringrazio ma non mi servono i voti di altri, ma per la Lega e il centrodestra, altrimenti minestroni non ne faccio", ha aggiunto Salvini. 

Una presa di posizione che viene ribadita in maniera ancor più netta dall'ex Cavaliere. "La nostra coalizione non ha nulla a che fare con Casapound, né con i loro programmi - dice Berlusconi al forum Facebook-Ansa -. Non avrà nulla a che fare con Casapound né ora né dopò le elezioni". 

MINNITI - Un altro nome che circola come papabile premier in uno scenario post-elettorale è quello dell'attuale ministro dell'Interno Marco Minniti. "Io premier? È una ipotesi del terzo tipo, dell'irrealtà, non ha alcun fondamento", commenta il titolare del Viminale rispondendo a una domanda di Massimo Giannini al programma 'Circo Massimo' su Radio Capital. "Il Pd sta giocando questa partita con l' idea di una squadra - aggiunge - Renzi e Gentiloni oggi pomeriggio daranno in questo senso un messaggio importante al Paese. Il nostro è vero gioco di squadra". E sul rischio di ingovernabilità dopo il voto: "Abbiamo fatto passi solidi, abbiamo un elemento di certezza. È giusto che ogni partito metta in campo i propri programmi e li faccia conoscere". 

Il ministro dell'Interno affronta anche la questione migranti, tema caldissimo della campagna elettorale. È "vento nelle vele dei populisti" affidare la gestione dei flussi  a una "eterna emergenza" che produce ansia, dice Minniti, mentre gestendo il fenomeno e riportandolo in un quadro di regole "si potrà combattere anche il razzismo".

MARONI CONTRO SALVINI - Nel frattempo, si registra una frecciata (quasi bordata) del governatore della Lombardia Roberto Maroni al leader del suo partito, la Lega Nord, Matteo Salvini. Maroni, nella sua rubrica settimanale sul Foglio, scrive che l'accordo sull'autonomia "riscopre una parola dimenticata dalla politica: federalismo".  Un tema "assente dalla campagna elettorale, dominata da chi la spara più grossa, ma sempre centrale per la (ancora irrisolta) questione settentrionale". Quindi l'affondo: "Un tema di cui, lo dico con rammarico, la Lega di Salvini ha perso le tracce". 

DI MAIO - C'è un nuovo nome per la squadra di governo che Luigi Di Maio presenterà al Quirinale. Il leader del Movimento 5 Stelle ha annunciato - in un'intervista al Corriere - Lorenzo Fioramonti come eventuale ministro allo Sviluppo economico. Fioramonti, professore di Economia politica all'Università sudafricana di Pretoria, viene definito da Di Maio "una eccellenza italiana di grande competenza". Quindi ha ribadito che nella sua squadra ci saranno "donne di grande competenza ed esperienza". L'economista ha confermato la sua disponibilità con un post su Facebook: "Accetto con orgoglio la candidatura a Ministro dello Sviluppo Economico resa pubblica da Luigi Di Maio oggi. Sono cosciente della grande responsabilità che pertiene all'incarico e dell'importanza di un approccio nuovo allo sviluppo sostenibile per il Paese. Finalmente la possibilità di mettere in pratica ricerche che conduco da oltre un decennio".

Chi è Sergio Costa, il generale che Di Maio vuole ministro- di R.CARBUTTI