Massimo D'Alema (Ansa)
Massimo D'Alema (Ansa)

Roma, 19 febbraio 2018 - "Che il Pd possa vincere le elezioni è lunare". Non ha dubbi Massimo D'Alema sull'esito delle elezioni 2018. I voti saranno divisi tra la destra e i 5 stelle, anche se, il parlamento che verrà eletto sarà di "assoluta incertezza" e prima di tornare al voto bisognerà fare una nuova legge elettorale. Non se ne parla che possa vincere il Pd, ma l'esponente di spicco di Liberi e Uguali respinge l'accusa che sia stato il suo partito a far perdere il centrosinistra. Perché "nessuno ci rimprovera di esserci separati da Renzi ma semmai di averci pensato troppo tardi", spiega D'Alema parlando alla trasmissione 'Circo Massimo' su radio Capital. 

PD - "Io voglio ricostruire il centrosinistra unito, ma unito innanzitutto al suo popolo", continua D'Alema nel corso dell'intervista. "Il Pd ha già perso a Roma, Torino e in Sicilia non per colpa nostra - aggiunge l'ex premier -. I segnali ci sono stati ma non si sono volute cambiare né le politiche né la leadership e si vogliono vincere le elezioni? È lunare...".

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DESTRA CONTRO 5 STELLE - Lo scenario che si prefigura alle prossime votazioni è dunque, secondo D'Alema, uno scontro destra-Movimento 5 stelle. "La stragrande maggioranza della gente che incontro vota per la destra o per i 5 stelle. Nel Mezzogiorno è così prevalentemente, uno scontro tra destra e M5s, e credo non solo nel mezzogiorno". Per questo, ha proseguito l'esponente di LeU, "io cerco di contendere ai 5 stelle il consenso dei cittadini. Il Movimento 5 Stelle si alimenta della protesta dei cittadini ma non ha un progetto né una classe dirigente; non mi pare una prospettiva per l'italia. Cerco di convincere i cittadini di questo".

PRODI - L'ex ministro degli Esteri risponde poi a Romano Prodi che tempo fa, definì lui e Bersani, dopo la scissione con il Pd "compagni che sbagliano". "E' la stessa cosa che io penso di lui", dice D'Alema. Che bacchetta Prodi anche per il suo sostegno a Gentiloni, annunciato due giorni fa da Bologna. "Diciamo la verità - prosegue -, non si può votare Gentiloni la legge elettorale scandalosa prevede che ci sia il Pd e il capo del Pd che si chiama Matteo Renzi e se ci fossero dubbi su questo Renzi ha fatto liste con stile padronale... Quindi non si vota per Gentiloni ma per Renzi. A Romano dico con grande amicizia che dicendo che vota Insieme voterà per Casini e per Renzi, e ritengo che non sia utile né al paese né al centrosinistra". A rincarare la dose sull'attuale premier ci pensa Piero Grasso, che a Bologna a margine di un'iniziativa elettorale su Istruzione e Ricerca attacca: "Non dimentichiamo che Gentiloni è quello che ha posto tre fiducie alla Camera e cinque al Senato per approvare una legge elettorale truffa, perché come abbiamo visto si dà un voto a una lista e si eleggono altri di un altra lista". 

DOPO IL VOTO - Se dalle elezioni non verrà fuori una maggioranza, per D'Alema non bisogna tornare al voto: "Eleggiamo un Parlamento di assoluta incertezza ma non mi pare responsabile, se non ci fosse una maggioranza, andare a votare subito dopo perché prima bisogna fare una nuova legge elettorale". Il Rosatellum "è una legge pessima, sotto alcuni profili incostituzionale, e questo accade per la terza volta, ed è un insulto per i cittadini".