Graziano Delrio (Ansa)
Graziano Delrio (Ansa)

Roma, 13 marzo 2018 - Direzione Pd, the day after. Il giorno dopo la resa dei conti al Nazareno, i big - stavolta ognun per sé - tornano a ribadire la linea siglata ieri sera: dem fuori dall'esecutivo, governi chi ha vinto. "Penso che il Pd debba prendere atto dei risultati, cosa che mi pare abbia fatto, e collocarsi all'opposizione - ripete il ministro dell'Economia Padoan al termine dell'Ecofin - Ci sono altri partiti che hanno vinto e credo sia nel gioco democratico offrire una soluzione di governo al paese". 

Graziano Delrio pare aperto all'ipotesi di un esecutivo di scopo. "Se Mattarella ci chiedesse di fare il Governo? Valuteremo. - afferma il ministro a Radio anch'io su Radio 1 -. Il Presidente ha sempre la nostra attenzione e la nostra collaborazione. Noi siamo disponibili ad ascoltare, diversamente da quello che hanno fatto Lega e M5S nel corso dell'ultima Legislatura. Un governo grillini-Carroccio non è auspicabile, dice, "perché hanno fatto promesse che non sono realizzabili". Ma il Pd resterà "all'opposizione non per capriccio o per vendetta ma perché ce lo hanno chiesto gli elettori".

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Renzi prepara la riscossa

Il dibattito verte anche sul futuro immediato del partito. ll documento finale approvato in direzione (7 astenuti, nessun contrario) parla di una gestione collegiale, con il vicesegretario Maurizio Martina a fare da guida verso l'assemblea nazionale che cadrebbe intorno alla metà di aprile, mentre congresso e primarie slittano a non prima del 2019. Delrio si chiama fuori dalla partita del nuovo segretario: "Ci sono altri più capaci di me", confermando la fiducia a Martina nel ruolo di "traghettatore". Capitano degli scettici è invece il ministro Andrea Orlando, che continua a togliersi qualche sassolino dalle scarpe: "Noi abbiamo dato una apertura di credito a Martina che però è stato vicesegretario di Renzi - ricorda - Non si facciano processi ma neanche delle rimozioni". Per Orlando, leader della minoranza dem, le colpe di Renzi nella debacle del Pd alle elezioni 2018 sono innegabili. "Abbiamo perso tutti - dice intervistato ad Agorà - ma con responsabilità diverse, noi abbiamo subito la compilazione delle liste apprendendole la notte in cui sono state votate, Renzi ha avuto un ruolo centrale".