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17 giu 2022
17 giu 2022

Di Maio contro Conte, nuove bordate. La rissa nel M5s

Il ministro degli Esteri: rischiamo di diventare il partito dell'odio

17 giu 2022
Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, durante la sua visita nei cantieri navali Fincantieri a Castellamare di Stabia, 17 Giugno 2022. ANSA/CIRO FUSCO
Luigi Di Maio a Castellamare di Stabia (Ansa)
Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, durante la sua visita nei cantieri navali Fincantieri a Castellamare di Stabia, 17 Giugno 2022. ANSA/CIRO FUSCO
Luigi Di Maio a Castellamare di Stabia (Ansa)

Roma, 17 giugno 2022 - Volano gli stracci nel Movimento 5 Stelle. Dopo lo scontro di ieri tra Luigi Di Maio e Giuseppe Conte, il ministro degli Esteri torna a parlare oggi da Castellamare. E i toni restano netti e ruvidi. "Non è chiara la nostra ricetta per il Paese e questo spiega perché nella nostra coalizione il Pd sale e noi scendiamo", dice Di Maio. "Forse perché non abbiamo ben chiare le ricette per il nostro Paese".

Sulle tensioni con l'ex premier Di Maio non arretra: "Mi sono permesso semplicemente  di porre dei temi per aprire un dibattito su questioni come la Nato, la guerra in Ucraina, la transizione ecologica e ho ricevuto insulti personali come quello che ho visto sui giornali stamattina", attacca. L'idea di Conte e dei suoi è che il titolare della Farnesina voglia fondare un proprio partito. "Lo capiremo nelle prossime ore", diceva ieri. Nuovo partito o meno, quel che è certo è che Di Maio non intende smuoversi di un centimetro dalle sue posizioni. 

"Temo che il M5s rischi di diventare la forza politica dell'odio, una forza politica che nello statuto ha il rispetto della persona", rincara oggi. "Credo che dobbiamo parlare dei temi, il nostro elettorato è disorientato perché quando si pongono dei temi ci sono attacchi personali e questo non è accettabile".

Il ministro ieri si era lamentato degli attacchi all'esecutivo da parte dei pentastellati. E anche oggi rinnova il suo sostegno a Draghi: "Siamo alla vigilia di un importantissimo Consiglio dell'unione Europea", premette. "Faremo di tutto per lavorare affinchè il presidente del Consiglio vada al tavolo con la massima forza, con la massima possibilità di rappresentare il Paese con una coalizione compatta".

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Le reazioni

Resta fuori dalla contesa il segretario Pd, Enrico Letta. "Le discussioni dentro i partiti politici sono il sale della democrazia e il pane quotidian  - commenta -. Bisogna guardare a queste vicende con massimo rispetto e attenzione. Non mi permetto di entrare dentro quelle discussioni che sono all'interno di un partito con il quale lavoriamo insieme". E aggiunge: "L'ultima cosa che penso di fare è mettere il becco dentro discussioni altrui. Io ho una certa esperienza: il mio partito è un partito al quale piace molto discutere, anche litigare. Già faccio fatica a gestire quelle nostre, quindi, mi concentro su quelle".

Come sempre tranchant nei confronti dei pentastellati il leader di Italia Viva, Matteo Renzi: "I grillini sono finiti e questo non mi fa soffrire così tanto", affonda. "Il grillismo è tutto e il contrario di tutto, anche di Maio ha cambiato idea su tutto e ora è Di Maio che attacca Conte, siamo al paradosso del paradosso".

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