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17 giu 2022

Conte-Di Maio, volano gli stracci Scissione M5s sempre più vicina

Il ministro: "Siamo nel governo, ma imitiamo Salvini". L’ex premier: "Non accetto lezioni di democrazia"

17 giu 2022
elena g. polidori
Cronaca
Giuseppe Conte, 57 anni, e Luigi Di Maio, 35 anni. I dissapori tra i due sono esplosi durante l’elezione del capo dello Stato
Giuseppe Conte, 57 anni, e Luigi Di Maio, 35 anni. I dissapori tra i due sono esplosi durante l’elezione del capo dello Stato
Giuseppe Conte, 57 anni, e Luigi Di Maio, 35 anni. I dissapori tra i due sono esplosi durante l’elezione del capo dello Stato
Giuseppe Conte, 57 anni, e Luigi Di Maio, 35 anni. I dissapori tra i due sono esplosi durante l’elezione del capo dello Stato
Giuseppe Conte, 57 anni, e Luigi Di Maio, 35 anni. I dissapori tra i due sono esplosi durante l’elezione del capo dello Stato
Giuseppe Conte, 57 anni, e Luigi Di Maio, 35 anni. I dissapori tra i due sono esplosi durante l’elezione del capo dello Stato

di Elena G. Polidori Accuse nette, parole ruvide. Nel Movimento, alla fine, ne resterà solo uno, come si dice in questi casi. Mai come ieri – dopo un risultato delle amministrative tutto da dimenticare – tra Giuseppe Conte e Luigi Di Maio è sembrato veramente essere il giorno della resa dei conti. O almeno l’inizio di un duello sulla leadership che non promette nulla di buono sul fronte della coesione del M5s stesso, destinato forse a spaccarsi definitivamente in due soggetti ben prima delle prossime politiche. L’attacco, ieri, è partito da Luigi Di Maio, rimasto silente nell’immediatezza dei risultati del voto amministrativo e di quello del tribunale di Napoli, che ha rigettato il ricorso contro Conte e il suo statuto. A bocce ferme il ministro degli Esteri è andato dritto al bersaglio: "Non possiamo stare nel governo e poi, un giorno sì e l’altro no, attaccare il governo – ha detto –. Il M5S deve fare un grande sforzo nella direzione della democrazia interna". E rivolgendosi, poi, direttamente a Conte, non ha lasciato spazio ad interpretazioni: "Non si può dare sempre la colpa agli altri, risalendo addirittura all’elezione del presidente della Repubblica, per dire che siamo andati così male; bisogna prendersi le responsabilità". "Credo – ha aggiunto Di Maio –, che il M5S debba fare un grande sforzo nella direzione della democrazia interna: nel nuovo corso servirebbe più inclusività, anche a soggetti esterni". E ancora: "lo dico a voi perché non esiste un altro posto dove poterlo dire". La replica di Conte è arrivata immediata: "Quando Di Maio era leader, come organismo del M5s c’era solo il capo politico. Che oggi ci faccia lezioni di democrazia fa sorridere". Stoccata finale: "È nervoso perché abbiamo messo in votazione il secondo mandato. Se vuole fare un partito suo ce lo dirà lui nelle prossime ...

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