Venerdì 12 Luglio 2024

Musei e gallerie, c’è voglia di arte: gli Uffizi di Firenze nella top 20 mondiale. Ed è boom di visitatori anche nelle città più piccole

Per il settore dopo il blocco dovuto alla pandemia una crescita continua ed esponenziale: il 2023 un anno da record (anche per gli incassi)

Visitatori davanti a 'Venere che nasce dalle acque' di Botticelli

Visitatori davanti a 'Venere che nasce dalle acque' di Botticelli

C’è fame di arte. Un amore che unisce tutti i Paesi del mondo e che interessa in maniera diretta l’Italia, titolare di un importante primato: può vantare il patrimonio artistico e culturale più ampio e ben 59 siti UNESCO. Se l’anno della pandemia ha segnato un blocco totale delle visite, negli anni successivi si è assistito a una crescita continua ed esponenziale di visitatori. E il 2023 si è confermato come un anno record anche per gli incassi. Il mondo dell’arte funziona bene e piace molto, anche ai più piccoli.

Secondo i dati riportati da Artuu, in Italia i Musei Vaticani di Roma hanno superato i 5 milioni di visitatori nel 2022, nel 2023 gli Uffizi di Firenze hanno eguagliato il record superando anch’essi i 5 milioni, con un +27% e un incasso di 60 milioni di euro. Gli Uffizi entrano nella Top 20 a livello globale secondo il sito internazionale American Art Awards - che ogni anno stila la classifica World Art Awards - e si aggiudicano anche il titolo di “Miglior museo italiano al mondo”.

La direzione di Eike Schmidt, durata 8 anni, si è conclusa a fine 2023 (ora è stato nominato Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli) e ha permesso al Museo di distinguersi per numeri e qualità delle iniziative proposte, per la reputazione guadagnata nel settore e per tutti i programmi messi in campo. Nelle motivazioni che hanno premiato gli Uffizi si legge: “Il nostro Best in Italy è la Galleria degli Uffizi, il venerato museo d'arte adiacente a Piazza della Signoria nel centro storico di Firenze, nella regione Toscana”.

L’aumento in percentuale riguarda la maggior parte delle città d’Italia: anche i Musei Civici di Venezia che chiudono l’anno con un +12%, 2,1 milioni i visitatori e con 38 milioni di euro di fatturato, +17% anche per Palazzo Ducale e numeri altissimi per i visitatori della mostra “Kandinsky e le avanguardie. Punto, linea e superficie” (35.000) al Candiani di Mestre a cui si aggiungono i 18.000 per la mostra “Chagall. Il colore dei sogni”.

Anche il Museo Egizio di Torino registra un leggero aumento mentre è boom per il Museo del Cinema alla Mole Antonelliana con oltre 800.000 visitatori. Milano vanta numeri incredibili con un +45% rispetto al 2022 per il Museo della Scienza e della Tecnologia, con oltre 600.000 visitatori. Anche le città più piccole hanno seguito il trend: a Genova i Musei Genovesi, Palazzo Reale e Palazzo Spinola hanno registrato oltre 140.000 visitatori. Mantova cresce con 300.000 ingressi rispetto ai 236.000 del 2022. Bergamo e Brescia, Capitali della Cultura 2023, si sono distinte con 11,6 milioni di visitatori (nelle città) e i visitatori nei musei che hanno raggiunto i 943.000.

L’offerta culturale è stata molto apprezzata anche per la scelta di alcune mostre particolari, come ha spiegato Nadia Ghisalberti, Assessora alla Cultura del Comune di Bergamo: “Il programma di appuntamenti dell’anno di Bergamo e Brescia Capitali della Cultura 2023 è stato molto ricco. A completamento di questo anno straordinario abbiamo realizzato il percorso espositivo “Le Mura nella Storia”, nato dopo un intenso lavoro di ricerca archivistica con l’obiettivo di restituire ai cittadini e ai visitatori la storia avvincente della costruzione del sistema difensivo che cinge la città. Curato con grande rigore e competenza dal Museo delle storie al quale il Comune ha affidato la valorizzazione del titolo UNESCO, soddisfa anche il compito di divulgazione richiesto dal riconoscimento del World Heritage UNESCO. Ad ospitare la Mostra è uno degli edifici simbolo della Bergamo veneziana, il Palazzo del Podestà - Sala dei Giuristi, uno dei luoghi più identitari della nostra storia”.

“La mostra fa rivivere, in un allestimento suggestivo, la storia delle Mura tra progettazione e costruzione – ha sottolineato Roberta Frigeni, Direttore Scientifico del Museo delle storie di Bergamo -. Per il visitatore sarà come entrare nel cantiere di una città-fortezza del ‘500. Grazie a questa mostra sarà possibile imparare a conoscere cosa sia una fortezza “alla moderna” del Rinascimento e il ruolo particolarissimo di Bergamo, avamposto strategico del sistema difensivo della Repubblica di Venezia”. Visitando Le Mura nella Storia il pubblico potrà compiere un viaggio nel Cinquecento attraverso le storie dei 50 prestigiosi pezzi in esposizione, frutto della selezione accurata di un Comitato Scientifico che lavora con il Museo delle storie di Bergamo dal 2019. La mostra resterà aperta fino al 17 marzo 2024.