Venerdì 12 Luglio 2024

La camicia capo chiave dell'outfit in primavera

Ricercata e funzionale, sfoggia tagli e volumi dinamici e forme inedite per le maniche

Un modello di Dior

Un modello di Dior

Negli anni '20 la musa del cinema Marlene Dietrich si faceva immortalare con una camicia bianca dal taglio maschile e un pantalone nero indosso, comunicando un'idea di femminilità rivoluzionaria, maschile e maliarda a un tempo. Negli anni '50 Audrey Hepburn la indossava con le maniche arrotolate sui gomiti su una gonna stretta in vita e un foulard strozzacollo, con un'aria di freschezza e signorilità. Negli anni '60 Brigitte Bardot la portava senza nient'altro addosso e sulle sue forme generose rimarcava una indimenticata sensualità. Negli anni '90 ne hanno fatto il proprio capo feticcio attrici come Julia Roberts e Uma Thurman. Queste brevi istantanee, in un veloce slalom fra i decenni, non esauriscono certo la storia di questo capo, le cui origini si perdono nel tempo, ma danno un'idea della sua versatilità, della sua iconicità. La camicia è un capo iconico, lo è sotto svariati punti di vista. Ora simbolo di appartenenza politica (si pensi alle camicie rosse garibaldine o quelle nere...), ora simbolo di emancipazione femminile, ora di status sociale, o di occasione formale. Ogni stilista si è confrontato con essa facendone, in alcuni casi (Armani, Ralph Lauren...), un capo chiave del brand.

La storia della camicia: un passo indietro fino al IX secolo

Le sue origini si perdono nella memoria del tempo. Già nel IX secolo viene usata come capo intimo per poi, pian piano, nel XVI secolo, fare capolino dalle vesti maschili: si cominciano a vedere le maniche, poi i colletti che man mano si vanno arricchendo di ricami e guarnizioni preziose. Dalla fine del 1600, la camicia diviene simbolo di appartenenza sociale, dividendo l'aristocrazia dalla plebe. E' nel 1800, con le regole dettate da Lord Brummell, personaggio simbolo del dandismo, che divenne il capo che contribuiva alla distinzione di un vero dandy: con il colletto rigido, alto, inamidato e i polsini chiusi dai gemelli. Verso la fine dell'800, poi, comincia a diffondersi anche nei colori differenti dal bianco per poi, nel '900, diventare un capo trasversale fra i ceti sociali, differenziandosi soltanto per tipologie di tessuto e fattura. Piccola curiosità: pare che a diffonderne l'uso anche per le donne fu Isabella di Baviera, regina consorte di Francia dal 1385 al 1422, donna che visse con determinazione e impegno il proprio ruolo..

Le tendenze per questa primavera estate: variano volumi e lunghezze e si ricercano giochi dinamici sulle maniche

Eclettica e pratica, la camicia ha attraversato le epoche storiche e cavalcato le mode senza mai esserne vittima, e sempre scivolando agilmente fra i tessuti - dal cotone alla seta, dal jeans alla lana - e non perdendo mai quella sua aura di distinzione e funzionalità al tempo stesso. E' un capo chiave del guardaroba e nella stagione primaverile diventa protagonista dell'outfit. Più che mai presente nelle collezioni proposte per questa stagione appena iniziata, è over o al massimo regular. Il focus quest'anno è sulle spalle e sulle maniche. Queste ultime sono ora aperte all'altezza del gomito, e quindi lasciate scivolare poco oltre le mani, ora a “palloncino”. In alcune proposte i colletti diventano cappucci, in altre sono chiusi fino all'ultimo bottone. Svariati brand l'hanno proposta in versione crop, con punto vita lasciato scoperto, mentre altri hanno proposto la versione over ma strizzata in vita da corsetti o maglie super attillate. Via libera alle rouches e ai giochi di volumi, ma anche alla versione più essenziale e minimalista: si indossa over o crop sopra i jeans, annodata sulle minigonne, stretta da bustier sulle gonne ampie o sui pantaloni sartoriali o a gamba larga stretti in vita.