14 feb 2022

Ucraina, segnali di disgelo da Russia. Ma Usa spostano ambasciata

Scholz a Kiev: "Ci aspettiamo immediata de-scalation da Putin". Il ministro russo Lavrov: "Chance di accordo diplomatico". Il portavoce del Cremlino alla Cnn: "Putin disposto a negoziare". Di Maio va in missione. Borse a picco, gas alle stelle

Kiev, 14 febbraio 2022 - Gli occhi del mondo sono puntati sull'Ucraina a ridosso del giorno (il 16 febbraio) che, secondo l'intelligence degli Stati Uniti, sarebbe stato scelto dalla Russia per passare dalle parole ai fatti. Mentre si moltiplicano gli appelli a Putin perché allenti la tensione si affaccia l'ipotesi che Kiev possa rinunciare all'ingresso nella Nato per evitare la guerra. Ingresso che secondo il cancelliere tedesco e pontiere diplomatico Scholz (oggi è in visita a Kiev, domani sarà a Mosca), non sarebbe neanche in agenda. "Ci aspettiamo segnali immediati di de-escalation", ha detto rivolto a Putin. E dalla Russia sono arrivate aperture. A lavoro anche la diplomazia italiana: secondo fonti Di Maio sarebbe in partenza per una "missione" nei due Paesi. Intanto, sulla scia dei timori di un imminente attacco di Mosca, precipitano le Borse: i mercati europei hanno iniziato la prima seduta della settimana in profondo rosso. Un vertice straordinario dei leader europei potrebbe tenersi già giovedì mattina, prima dell'inizio del summit Ue-Unione Africana. 

Intanto il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha annunciato lo spostamento temporaneo di tutta l'ambasciata americana da Kiev a Leopoli. 

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L'Ucraina e l'ingresso nella Nato

In un'intervista mattutina alla Bbc l'ambasciatore ucraino nel Regno Unito, Vadym Prystaiko, ammette che "potremmo (rinunciare a entrare nella Nato ndr), soprattutto se veniamo minacciati così, ricattati così e spinti in questa direzione", salvo poi fare marcia indietro e sostenere che le ambizioni di Kiev restano le stesse, perché la "Nato è sancita dalla Costituzione". Ma ormai il sasso è stato lanciato e viene raccolto dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov: un impegno dell' Ucraina "formalizzato in qualche modo" a non perseguire l'adesione alla Nato "sarebbe un passo che potrebbe contribuire considerevolmente a formulare una risposta più significativa alle preoccupazioni di Mosca".

Scholz: "Non è in agenda"

L'idea di un congelamento dell'obiettivo ucraino - la possibile adesione di Kiev al patto Atalantico è tra i motivi all'origine dell'iniziativa russa -, sarebbe contemplata anche da Olaf Scholz. Tant'è che oggi il cancelliere, al termine dell'incontro col presidente ucraino Zelensky, getta acqua sul fuoco: "La questione dell'appartenenza alle alleanze non è in agenda. Ed è proprio per questo, che è un po' strano osservare che il governo russo stia mettendo al centro di grandi problematiche politiche qualcosa che in pratica non è all'ordine del giorno". Del resto, al momento, l' Ucraina non avrebbe i requisiti per l'accesso alla Nato che, oltre all'approvazione unanime degli altri membri, ha come precondizioni una "democrazia funzionante" e l'assenza di "dispute territoriali esterne irrisolte".  Zelensky si è limitato a dire che la Nato "garantirebbe la nostra sicurezza". 

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Segnali di disgelo dalla Russia?

I messaggi distensivi da parte occidentale non mancano e non è un caso forse se il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov oggi apre a un accordo con l'Occidente. "Ci sono chance" ha detto in un incontro con Putin, di risolvere la crisi per via diplomatica. Da parte sua Putin torna a ribadire che l' espansione della Nato verso est "è infinita e molto pericolosa" e che avviene "a spese delle ex Repubbliche sovietiche, inclusa l'Ucraina". Ma si intravedono ulteriori segnali di disgelo nelle parole del ministro della Difesa, Serghei Shoigu. "Parte delle esercitazioni militari russe in corso stanno volgendo al termine", ha annunciato nel suo faccia a faccia col presidente russo. Parole dirette all'uditorio occidentale, più che a Putin: di esercitazioni militari la Russia aveva parlato per legittimare il dispiegamento di forze al confine ucraino.  

E vanno nella direzione dei segnali distensivi le parole del portavoce del Cremlino. Dmitry Peskov ha assicurato che il presidente russo  Putin è  “disposto a negoziare”. “Il presidente Putin ha sempre chiesto negoziati e diplomazia”, ha detto Peskov alla Cnn. “E l’Ucraina è solo una parte del problema, è una parte del più grande problema delle garanzie di sicurezza per la Russia e ovviamente il presidente Putin è disposto a negoziare”. 

Il ministro degli Esteri russo Lavrov parla col presidente Putin (Ansa)
Il ministro degli Esteri russo Lavrov parla col presidente Putin (Ansa)

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Scholz a Kiev

Nell'incontro col presidente Volodymyr Zelensky, Scholz ha affermato che la Germania "sta con forza al fianco" dell'Ucraina. Lo ha fatto ricordando la politica di aiuti finanziari di Berlino a sostegno di Kiev. "In caso di aggressione militare, saremmo pronti a sanzioni su vasta scala, se la Russia violerà nuovamente la sovranità ucraina, sapremo cosa fare". Il cancelliere ha invitato Il Cremlino a "cogliere le offerte di dialogo. Ci aspettiamo dalla Russia segnali immediati di de-escalation". Punto di distanza con l'Ucraina resta il gasdotto Nord Stream 2, che Zelensky non esita a definire "un'arma geopolitica". Sulla pipeline miliardaria costruita per decuplicare il flusso di gas dalla Russia alla Germania, Scholz non si è espresso. 

Il dispiegamento di forze russo

Nonostante più analisti sostengano che la minaccia di Putin possa risolversi in un bluff, la possibilità di una guerra resta concreta. Continuano a circolare notizie di elicotteri russi che spostano truppe d'assalto verso la frontiera. "Negli ultimi dieci giorni abbiamo visto una drammatica accelerazione dell'accumulo di forze russe e la disposizione di queste forze in un modo tale da consentire il lancio di un'azione militare in qualsiasi momento", ha affermato alla Cbs il consigliere della Casa Bianca per la Sicurezza Nazionale, Jake Sullivan. Al dispiegamento via terra si è aggiunto inoltre, nelle ultime ore, un sottomarino armato con missili da crociera che dal Baltico è giunto nel Bosforo diretto verso il Mar Nero. Il Center for Defense Strategies ucraino contava al 12 febbraio  87 truppe russe, circa 147.000 militari, "compreso il personale aereo e navale. Kiev che continua a ricevere armi dagli Usa e dai Paesi Baltici, ha invitato le compagnie aeree a evitare i cieli sopra il Mar Nero. Lo spazio aereo potrebbe essere presto chiuso.

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Borse a picco, gas alle stelle 

I venti di guerra in Ucraina zavorrano le Borse europee. I listini del Vecchio continente hanno avviato in forte calo la prima seduta della settimana, con Milano che arriva a perdere il 3,7%. Le tensioni geopolitiche hanno fatto volare anche il prezzo del petrolio che si avvicina ai 100 dollari al barile e del gas che ad Amsterdam ha toccato il +12% a 88 euro.

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