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18 mag 2022

Ucraina, Kadyrov: "Avremmo finito da tempo, ma Putin ha chiesto di preservare i civili"

Il leader ceceno ritiene che l'invasione russa sia stata rallentata perché il presidente russo ha chiesto di fare attenzione alla popolazione e alle città. Autorità ucraine di Mariupol: Mosca ha ceduto la città ai ceceni

18 mag 2022
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Ramzan Kadyrov (Ansa)
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Ramzan Kadyrov (Ansa)

Roma, 18 maggio 2022 - Secondo il leader ceceno Ramzan Kadyrov nella guerra in Ucraina sarebbe finita da tempo se l'esercito russo e soprattutto i suoi Kadyrovtsy non avessero dovuto salvare la popolazione e le città su ordine del presidente Vladimir Putin. "Se il presidente Putin non avesse dato l'ordine di preservare il più possibile la popolazione e le città, allora avremmo sgomberato l'Ucraina molto tempo fa. Siamo le forze armate unite del Paese e sul terreno non ci sono affatto problemi". 

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Il leader ceceno però ha ammesso che non tutto è andato liscio: "All'inizio sono stati fatti errori... alcune piccole carenze, ma adesso va tutto come pianificato al 100% e libereremo l'Ucraina". Kadyrov si troverebbe a Mariupol con i suoi uomini, che sono comandati secondo l'intelligence britannica dal cugino, Adam Delimkhanov, che potrebbe anche diventare il comandante della città portuale. Lo temono gli amministratori ucraini di Mariupol:  la città si è rivelata troppo ostile e nazionalista, e Mosca vorrebbe cedere il potere sulla città proprio agli uomini del leader ceceno Ramzan Kadyrov.

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I soldati ceceni sono stati impiegati fin dall'inizio dell'invasione, nella piazza principale di Grosny lo stesso Kadyrov ne aveva salutati circa 70 mila. Anche se sul campo di battaglia secondo l'intelligence di Kiev sarebbero stati molti di meno: circa 2.500. Le truppe del sanguinario alleato di Putin hanno combattuto prima a Nord, nella periferia di Kiev e da Chernihiv, zone dove si stanno ancora trovando fosse comuni di civili massacrati. Poi, vista la decisione di Mosca di abbandonare gli sforzi militari attorno alla capitale e concentrarsi nel sud - est, i brutali Kadyrovtsy sono stati inviati nella zona di Luhansk e Mariupol.  

Proprio il profondo odio tra il leader ceceno e i '"nazisti ucraini" debattaglione Azov ucraino, risalente alla guerra del 2014 nel Donbass, si è riversato sulla cittadina portuale. Dove gli scontri non si arrestavano mai, e dove i corridoi umanitari per evacuare i civili finivano sempre sotto le bombe. L'accanimento delle forze cecene e dei ribelli filorussi davanti alla resistenza dei nazionalisti ucraini, ha raso al suolo Mariupol. Ora che molti dei combattenti ucraini asserragliati nell'acciaieria si sono arresi, bisognerà vedere cosa farà Mosca, e i segnali non sono buoni:  "I criminali nazisti non dovrebbero essere scambiati, ma processati", ha tuonato il presidente della Camera bassa Vyacheslav Volodin, e oggi l'aula valuterà una risoluzione che vada in questa direzione. Mentre la procura generale ha chiesto alla Corte suprema di riconoscere gli Azov come "organizzazione terroristica". Sempre ricordando che Kadyrov aveva messo una taglia sugli ufficiali di Azov.

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Il capo dell'autoproclamata Repubblica di Crimea, Sergei Aksyonov, su Telegram ha scritto che " militanti ucraini del reggimento nazionalista Azov che si sono arresi dovrebbero essere processati nella Repubblica di Donetsk e in quella di Lugansk, dove la pena di morte non è stata abolita, e non dovrebbero essere oggetto di scambio". E ha aggiunto "Riguardo ai topi che si sono arresi nelle cantine dell'Azovstal, credo che i criminali nazisti non dovrebbero assolutamente essere scambiati. Devono essere assicurati alla giustizia e devono essere processati nel Donbass, dove c'è la pena di morte, dove hanno commesso i loro crimini".

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