17 dic 2021

Omicron, l'ultimo studio: "L'efficacia di due dosi di vaccino è tra lo 0 e il 20%"

Gli esperti dell'Imperial College: "Il rischio di reinfezione è 5,4 volte maggiore di quello della variante Delta". Crisanti: "A gennaio 40mila casi al giorno"

Medical staff takes care of a Covid-19 patient in the Covid-19 intensive care unit of the University Medical Center Magdeburg (UMMD) in Magdeburg, eastern Germany, on December 10, 2021, amid the novel coronavirus COVID-19 pandemic. - The EU health agency ECDC on December 15, 2021 warned that vaccinations alone would not stop the rise of the Omicron variant of the novel coronavirus, and said "strong action" was urgently needed. (Photo by Ronny Hartmann / AFP)
La variante Omicron dilaga in Europa (Ansa)

Roma, 17 dicembre 2021 - Malattia e due dosi di vaccino non bastano contro la variante Covid. E' l'ultimo report dell'Imperial College di Londra a sottolineare come Omicron eluda "in gran parte l'immunità ottenuta con la malattia e quella con due dosi di vaccino" anti-Covid. L'Imperial College ha preso in esami dati della Uk Health Security Agency (UkHsa) e del Servizio sanitario nazionale (Nhs), che hanno registrato tutti i casi di Sars-CoV-2 confermati in Inghilterra con un test molecolare e che avevano effettuato un test Covid tra il 29 novembre e l'11 dicembre 2021.

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Gli esperti stimano "che il rischio di reinfezione con la variante Omicron è 5,4 volte maggiore di quello della variante Delta" e che quindi "la protezione contro la reinfezione da Omicron, offerta da un'infezione avuta in passato, può arrivare fino al 19%". Gli scienziati hanno inoltre stimato l'efficacia dei vaccini anti-Covid contro l'infezione sintomatica da Omicron. Ebbene, "l'efficacia è compresa tra lo 0% e 20% dopo due dosi e tra il 55% e l'80% dopo la dose di richiamo".

Questo studio "fornisce altre prove della misura, molto sostanziale, con cui Omicron può eludere l'immunità che può dare l'aver avuto la malattia e aver fatto il vaccino anti-Covid. Questo livello di evasione immunitaria significa che Omicron rappresenta una grave e imminente minaccia per la salute pubblica", afferma Neil Ferguson dell'Imperial College. La ricerca "non ha trovato prove che Omicron" causa infezioni di "gravità inferiore a Delta", considerando la proporzione di persone risultate positive che riportano sintomi o la quota di casi che richiedono cure ospedaliere dopo l'infezione. "Tuttavia - precisano gli autori - i dati sui ricoveri rimangono molto limitati in questo momento". 

Ciccozzi: "Omicron infetta il doppio di Delta"

"Noi abbiamo pubblicato un lavoro che sarà online tra domani e dopodomani sul 'Journal Medical Virology' che dimostra che la variante Omicron è il doppio più contagiosa della variante Delta, quindi parliamo di qualcosa che sta tra la contagiosità della varicella e quella del morbillo. Dunque è contagiosissima", afferma Massimo Ciccozzi, responsabile dell'unità di Statistica medica ed Epidemiologia della facoltà di Medicina e Chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma. "Però - dice ottimista Ciccozzi - se è vero, e i dati sono molto buoni, che la Omicron dà comunque una sintomatologia leggera e se è vero che tutte le mutazioni l'hanno portata a determinare questo, allora vuol dire che c'è stato un primo passo verso l'adattamento del virus a noi, verso quella che diventerà una virosi umana. Però ci vuole tempo - avverte Ciccozzi - e quanto tempo dipende da noi. Dobbiamo decidere noi a seconda di come noi lo forziamo a mutare e ad adattarsi. Il fatto che il virus diventi più contagioso - chiarisce l'epidemiologo - è un danno per quanto riguarda il numero di infezioni ma - conclude - se la sintomatologia è lieve va bene perché vuol dire che sta progressivamente diventando come un coronavirus umano con la sintomatologia dei coronavirus umani". 

Crisanti: a gennaio 40mila casi al giorno

"Nel giro di 4/6 settimane in Italia avrà un peso importante, purtroppo è in grado di infettare anche chi ha fatto la seconda dose. Con la dose booster però c'è una protezione intorno al 70-80%", è anche la stima di Andrea Crisanti, professore di microbiologia all'Università di Padova. "Con la variante Omicron e le misure in campo ora, vale a dire terza dose e regioni gialle, non mi stupirei se a metà gennaio arrivassimo a 40mila casi al giorno". Quest'ultima variante è molto differente dalla precedente? "La variante Delta e quella Omicron sono proprio due virus diversi - ha spiegato a Rai Radio1 Crisanti - e gli anticorpi sviluppati contro Delta non vanno bene con Omicron".

Brusaferro

"La variante Omicron sta crescendo anche nel nostro Paese, alla giornata di oggi nella piattaforma che raccoglie le sequenze del virus vengono segnalate 55 varianti Omicron identificate", è il commento del presidente dell'Iss Silvio Brusaferro ai dati del monitoraggio settimanale.

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