Mosca,12 agosto 2021 - La Terra brucia. Situazione critica in molte zone d'Europa, Italia compresa, con le fiamme che hanno divorato i boschi in particolare in Calabria e Sicilia. Uno degli incendi più drammatici per il pianeta, in questo momento, è quello che infuria da settimane nel Nord Est della Siberia. Ha raggiunto un livello senza precedenti, con le fiamme che devastano un territorio pari a tutti gli altri incendi del mondo messi insieme. Lo denuncia è di Greenpeace Russia al Moscow Times. L'organizzazione stima che questo incendio potrebbe diventare il più grande nella storia documentata del pianeta. In Jacuzia, la regione più grande e più fredda della Russia, il fumo denso e acre copre gli insediamenti e raggiunge le città a migliaia di chilometri di distanza. Il più grande di questi incendi ha superato 1,5 milioni di ettari, ha detto il responsabile forestale del gruppo ambientalista.

Incendi in Siberia (Ansa)

L'allarme di Greenpeace

"Questo incendio deve crescere di circa 400.000 ettari per diventare il più grande nella storia documentata", ha detto Alexey Yaroshenko. "È impossibile contenere il fuoco attraverso gli sforzi umani: i vigili del fuoco dovrebbero spegnere le fiamme su una linea lunga 2.000 chilometri". Solo la pioggia potrebbe fermare o rallentare significativamente l'incendio, ha detto Yaroshenko, ma le precipitazioni attuali sono troppo deboli per farlo. "Nella migliore delle ipotesi potremmo salvare gli insediamenti e le infrastrutture che si trovano nel percorso del fuoco", ha spiegato. Gli esperti dicono che il rapido riscaldamento del clima della Jacuzia - la regione ha visto la sua temperatura media annuale aumentare di 3 gradi dall'inizio del XX secolo - combinato alla siccità record in 150 anni e a venti forti ha trasformato la sua vasta foresta di taiga in una polveriera.

Le pratiche forestali dannose sono poi un fattore chiave dietro la diffusione senza precedenti degli incendi, ha detto l'esperta di Greenpeace Yulia Davydova, poiché le autorità regionali non sono tenute a spegnere gli incendi nelle cosiddette "zone di controllo", ovvero aree lontane dagli insediamenti umani. Il disboscamento, sia illegale che legale, è un'altra causa comune, secondo i nuovi dati acquisiti da Greenpeace.

Caldo record: il Mare Mediterraneo è un brodo (e non è una buona notizia)