Roma, 15 novembre 2021 - In Germania il leader dei Verdi, Robert Habeck, non esita a chiamarlo un “lockdown de facto dei non vaccinati”: a fronte del drastico aumento dei contagi (oggi per la prima volta è stata registrata un’incidenza di 303 infezioni su 100mila abitanti nei sette giorni), Berlino pensa di tornare allo smart working ma non solo. I partiti alle prese con le trattative per la formazione di un governo ‘semaforo’ (Spd, Verdi ed Fdp) hanno elaborato misure più rigide di quelle annunciate la settimana scorsa, tutte da ancorare ad una imminente riforma della legge sulla protezione dalle infezioni. E mentre proprio oggi  l'Austria parte con il lockdown per non vaccinati, tra le restrizioni anti-Covid in via di approvazione in Germania c’è la possibilità di ricorrere di nuovo alla limitazione dei contatti personali e sociali nonché il divieto ai non vaccinati di accedere ai mezzi pubblici in assenza di un tampone anti-Covid negativo, e questo a prescindere dall’obbligo di mascherina. L’indice di ospedalizzazione settimanale è di 4,7 pazienti su 100 mila abitanti. Il record fu registrato nel periodo di Natale dell’anno scorso quando toccò i 15,5. Nel weekend il Robert Koch Institut ha segnalato il superamento dei 5 milioni di casi di Covid dall’inizio della pandemia: finora ne sono stati rilevati 5.045.076. È atteso per giovedì l’incontro fra Stato e regioni.

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Sommario

Germania

Come appunto ha affermato il co-leader dei Verdi tedeschi, Habeck: “La limitazione dei contatti e la regola del ‘2G’ (ossia l’accesso solo a chi è immunizzato o guarito dal virus) in ampie parti significa de facto che si tratta di un lockdown per i non vaccinati”. Il possibile prossimo cancelliere Olaf Scholz (SPD) ha annunciato da parte sua che prima del prossimo round di negoziati di coalizione le tre parti avrebbero “preso tutte le decisioni necessarie in modo da poter tenere sotto controllo il processo di infezione”.  Nelle ultime 24 ore, i nuovi contagi sono stati 23.607, mentre le vittime legate al Covid-19 ammontano a 43. L’indice di ospedalizzazione settimanale è di 4,7 pazienti su 100 mila abitanti. Il record fu registrato nel periodo di Natale dell’anno scorso quando toccò i 15,5. Nel weekend il Robert Koch Institut ha segnalato il superamento dei 5 milioni di casi di Covid dall’inizio della pandemia: finora ne sono stati rilevati 5.045.076. È atteso per giovedì l’incontro fra Stato e regioni. Quanto alla possibile reintroduzione del telelavoro, avverrebbe meno di cinque mesi dopo la sua revoca. Secondo una bozza di progetto anticipata dalla stampa tedesca, verrebbe imposto a tutte le imprese di concedere la possibilità di lavorare da casa se non ci sono “motivi convincenti” che rendono necessaria la presenza dei lavoratori. In questo caso, resta obbligatorio dimostrare di essere stati vaccinati o negativi a un test. Il governo pensa anche di limitare l’accesso ad alcuni eventi e luoghi solo ai vaccinati o guariti o negativi: tutte misure da elaborare nella riunione di giovedì,  prima dell’approvazione da parte del Parlamento.

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Belgio

Il governo belga sta preparando un nuovo giro di vite per frenare l’impennata dei casi di Covid e il conseguente aumento dei ricoveri. Lo riferiscono i media nazionali. Le autorità hanno già reintrodotto alcune restrizioni tre settimane fa, poco dopo averle revocate. Ormai sono oltre 500 i pazienti in terapia intensiva ed è un numero che preoccupa. Secondo le stime, arriveranno a 600 fra una settimana e potrebbero addirittura essere 700 entro la fine di novembre. Per questo motivo l’esecutivo ha deciso di anticipare a mercoledì  una riunione prevista venerdì per far sì che le nuove misure che verranno adottate possano entrare in vigore già nel weekend. Il comitato tecnico-scientifico belga ha proposto il ripristino dell’obbligo della mascherina a scuola per gli insegnanti e gli alunni dai 9 anni in su, il ritorno al telelavoro fino a Natale, la chiusura dei locali notturni per un periodo compreso fra 3 e 4 settimane. Il Cts belga suggerisce inoltre di limitare le feste di matrimonio a 50 persone. 

Francia

E non esclude un irrigidimento delle misure la Francia. Ieri Bruno Le Maire, ministro dell’Economia, ha invitato i recalcitranti alla vaccinazione: “Bisogna pensare agli altri”, ha detto, aggiungendo che “è necessario fare di tutto per evitare un nuovo confinamento”. Sabato scorso il portavoce del governo, Gabriel Attal, ha sostenuto che tutte le opzioni sono sul tavolo per combattere l’epidemia, compreso un nuovo lockdown, anche se per ora va escluso, grazie “al tasso molto alto di vaccinazioni”. In ogni caso, secondo Attal, “non si può escludere nulla in linea di principio”. Intanto da oggi in tutte le scuole elementari  per gli alunni vige nuovamente l’obbligo di indossare la mascherina, segnale che in tutti i dipartimenti è scattato il livello 2 del protocollo sanitario. Già nelle settimane successive all'inizio dell'anno scolastico era gradualmente tornata obbligatoria la protezione man mano che i dipartimenti superavano il tasso di incidenza di oltre 50 contagi per 100 mila abitanti, che oggi riguarda ben 61 dipartimenti. Lo stesso presidente ha confermato che la quinta ondata è cominciata in Europa, particolarmente attiva in Gran Bretagna e Germania. In Francia nonostante una situazione valutata come “più favorevole”, in una settimana il tasso di incidenza è aumentato del 40%. Oltre alla mascherina, il passaggio del protocollo al livello 2 implica la sanificazione delle superfici toccate con maggiore frequenza diverse volte al giorno e il divieto degli sport da contatto. 

Repubblica Ceca

Ha deciso di mobilitare l'esercito in aiuto degli ospedali e delle case di cura affollati di pazienti malati. In due regioni della Repubblica Ceca  sono stati inviati 40 soldati, che verranno presto affiancati da altri.  È la prima volta da mesi che nel paese si ricorre all’aiuto dei militari per far fronte all’emergenza Coronavirus, ha dichiarato un portavoce dell’esercito. L’aumento dei ricoveri di malati di Covid ha costretto molti ospedali - come quelli di Brno e Plzen - a rinviare gli interventi pianificati. Una nuova legge consente di far intervenire fino a 900 soldati a sostegno delle strutture mediche nei casi di emergenza sanitaria. A partire da oggi tutti i dipendenti delle strutture sanitarie non vaccinati dovranno sottoporsi settimanalmente ai test per il Coronavirus. Circa 6,2 milioni di persone sul totale di 10,7 milioni è attualmente immunizzato. Il numero di contagi è in crescita e i casi settimanali su 100mila persone sono a quota 718.

Gran Bretagna

Accelera sulla vaccinazione il Regno Unito. Da oggi la terza dose di richiamo del vaccino anti-Covid sarà estesa a tutti gli adulti sopra i 40 anni. Lo ha annunciato il presidente della Commissione congiunta Vaccinazione e Immunizzazione, Wei Shen Lim, precisando che si potrà fare a distanza di sei mesi dalla seconda. Ed è stato deciso il via libera alla seconda dose di vaccino  Pfizer per i 16-17enni. In precedenza, solo coloro che erano considerati ‘a rischio’ potevano farla. La seconda dose per i 16-17enni dovrebbe essere somministrata almeno 12 settimane dopo la prima. “Penso che sia un’ottima notizia che la Jcvi (Joint Committee on Vaccination and Immunization, ndr) oggi abbia autorizzato l’implementazione del programma di richiamo per tutti gli over 40’’, ha detto il premier Boris Johnson, affermando che ‘"le persone in terapia intensiva, che soffrono gravemente di Covid, sono tutte non vaccinate’". Johnson ha quindi affermando che "se si riesce a ottenere il richiamo, l’immunità torna subito al 95 per cento".

Cina

Ambizioso il programma sulle vaccinazioni annunciato dalla Cina, che mira a immunizzare contro il Covid-19 tutti i bambini di età compresa tra i 3 e gli 11 anni, pari a circa 160 milioni, entro la fine dell’anno: oltre la metà, 84,39 milioni, ha già ricevuto la prima dose, mentre in 49,44 milioni hanno completato l’intero ciclo, ha annunciato ieri la Commissione sanitaria nazionale, secondo il Quotidiano del Popolo. Malgrado alcuni Paesi stiano esitando sui vaccini ai più giovani prima che siano disponibili ulteriori dati, Pechino ha deciso di accelerare il passo. Il Paese ha già inoculato il siero anti-Covid a oltre il 75% dei suoi 1,4 miliardi di persone, per lo più adulti e anziani.