Ocse: Pil Italia +1,4% nel 2018 (Ansa)
Ocse: Pil Italia +1,4% nel 2018 (Ansa)

Parigi, 30 maggio 2018 - L'Italia crescerà, ma meno del previsto. E' questo il messaggio che arriva dal paragrafo dedicato al nostro Paese sull'Economic Outlook pubblicato oggi dall'Ocse. Secondo l'organizzazione internazionale con sede a Parigi, il Pil italiano aumenterà dell'1,4% nel 2018 e dell'1,1% nel 2019. Dati che segnano un rallentamento sulle precedenti stime (+1,5% quest'anno e +1,3% il prossimo) e uno dei dati più bassi dell'area Ocse. Dall'analisi emerge che a fronte di una crescita degli investimenti ancora robusta, ad attenuarsi sarebbero i consumi privati, destinati a perdere slancio per un indebolimento dell'occupazione e per la perdita di potere d'acquisto delle famiglie dovuta al rialzo dell'inflazione. Insomma, i principali indicatori economici suggeriscono che "l'economia potrebbe avere perso il suo slancio".

A pesare sulle stime di crescita del nostro Pase sarebbe anche, nemmeno a dirlo, l'attuale "incertezza politica", come dimostrato dalla recente impennata dello spread. Nel rapporto si legge anche che la "Brexit e l'instabilità politica in Italia potrebbero aggiungere pressioni alla crescita dell'area euro".Nonostante questo da Parigi fanno sapere che la strategia per stabilizzare il settore bancario sta dando i suoi frutti a fronte di un "limitato" costo dell'intervento governativo. Quanto al debito pubblico, si osserva che "il rapporto con il Pil resta alto ma ha iniziato a calare".  A margine della presentazione dell'Outlook 2018, il segretario dell'Ocse, Angel Guerria ha risposto a chi gli chiedeva se potesse immaginare un'Italia senza Euro a dichiarando che: "L'Italia è parte dell'Europa e parte dell'euro e resterà così".

OCCUPAZIONE - Per quanto riguarda il mercato del lavoro,  l'Ocse fa sapere che "il tasso di disoccupazione sta gradualmente calando, ma la ripresa del lavoro ha perso un po' di vigore". Nel 2018 i senza lavoro dovrebbero essere circa l'11,0% e nel 2019 il 10,8%. L'Ocse fa però notare che nonostante l'aumento dell'occupazione, "i contratti a tempo rappresentano la maggior parte dei nuove posizioni lavorative". La dinamica italiana si inserisce in un quadro dei paesi Ocse decisamente positivo, in cui "il tasso di disoccupazione è sceso sotto il livello pre-crisi e si prevede che continui a diminuire, calando al 5% per la fine del 2019". Si tratterebbe del "tasso più basso dal 1980". 

LA RICETTA PER L'ITALIA - Secondo i tecnici parigini, quello che serve al nosatro Paese è un abbassamento della pressione fiscale sui redditi più bassi, un piano di investimento per le infrastrutture e una lotta a povertà e disuguaglianze (di reddito e regionali). L'Italia - si legge - dovrebbe "spostare il mix di spesa verso le infrastrutture e potenziare i programmi mirati contro la povertà per affrontare le ampie divisioni sociali e regionali stimolando al contempo la crescita". Continuando a predicare "una prudente politica di bilancio", l'Ocse consiglia "una riforma del sistema di tassazione sulle persone fisiche dovrebbe mirare al contrasto all'evasione, semplificando le agevolazioni fiscali e abbassando le aliquote per i redditi bassi, senza contrarre il gettito fiscale".