18 gen 2022

Settimana corta sul lavoro, qualcosa si muove

Il colosso giapponese dell’elettronica Panasonic ha introdotto per i suoi lavoratori la settimana lavorativa opzionale di quattro giorni

La settimana lavorativa corta
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Una settimana di lavoro che duri 4 giorni e consenta agli impiegati di avere più tempo libero. Se ne parla da tempo e ora qualcuno comincia ad applicarla. La notizia arriva dal Giappone – uno dei paesi in cui i ritmi di lavoro sono più duri – e, più precisamente, da Panasonic. L’azienda nipponica ha deciso di seguire l’esempio di Microsoft Japan che aveva introdotto la settimana corta per i suoi dipendenti (per un solo mese) già due anni fa, con ottimi risultati per la produttività e il rendimento dei lavoratori.

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La settimana corta in Giappone

Fa un po’ specie che a sperimentare la settimana corta sia uno dei paesi con una tradizione quasi stakanovista per il lavoro, con ritmi serrati e record di ore passate in ufficio. Un paradosso che, in realtà, potrebbe rivelare una situazione a tratti drammatica, da affrontare con soluzioni radicali. La decisione di Panasonic – che ha dato ai suoi dipendenti la possibilità di lavorare solo 4 giorni su sette in una settimana – arriva dopo l’esperimento di Microsoft Giappone, che già due anni fa aveva lasciato liberi i suoi impiegati di andare in ufficio solo per 4 giorni per un mese, con ottimi risultati. I dati, infatti, parlano di una mensilità con numeri molto positivi per quanto riguarda la produttività: 40% in più nonostante la diminuzione delle giornate lavorative. “Dobbiamo sostenere il benessere dei nostri dipendenti” ha affermato Kusumi Yuki, CEO di Panasonic, per spiegare la decisione della sua azienda.

Gli altri paesi che testano la settimana corta di lavoro

Non solo Giappone, la settimana lavorativa corta è una realtà anche in altri – pochi a dire il vero – Paesi nel mondo. Il caso più emblematico è quello degli Emirati Arabi Uniti. La nazione araba ha ridotto la settimana lavorativa per i dipendenti pubblici da cinque a quattro giorni e mezzo, spostando anche il weekend. I canonici giorni per il riposo nel Paese arabo del venerdì e del sabato sono stati spostati di un giorno (diventando sabato e domenica), per adeguarli agli schemi occidentali.
In Europa sono Finlandia, Scozia e Islanda a sperimentare la settimana corta. In questi Paesi i Governi stanno adottando politiche per la riduzione dell’orario lavorativo, stanziando fondi e incoraggiando le aziende con incentivi.
In Nuova Zelanda sono le aziende – proprio come accaduto per Panasonic – a fare questo tipo di sperimentazione. È il caso della Buffer, che la sta testando (per ora) su un campione di dipendenti.
 

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