Alcuni dei cani pastore catturati e, nel riquadro, Simona Cavallari
Alcuni dei cani pastore catturati e, nel riquadro, Simona Cavallari
Il sindaco dice che a Soverato c’è un gran silenzio. Com’è possibile accettare che Simona Cavallaro, 20 anni, sia morta così, sbranata da un branco di cani? Era giovedì, doveva essere una passeggiata spensierata con un amico. Lui si è salvato, ha trovato rifugio in una chiesetta di legno e ha dato l’allarme. Ieri li hanno cercati per tutto il giorno i maremmani e i meticci che facevano la guardia a un gregge sui monti di Satriano, in Calabria, a 1.100 metri, luogo d’incanto per i turisti che si è trasformato in una trappola mortale. Da capire se potessero stare lì, incustoditi come le pecore e le capre, nella pineta comunale...

Il sindaco dice che a Soverato c’è un gran silenzio. Com’è possibile accettare che Simona Cavallaro, 20 anni, sia morta così, sbranata da un branco di cani? Era giovedì, doveva essere una passeggiata spensierata con un amico. Lui si è salvato, ha trovato rifugio in una chiesetta di legno e ha dato l’allarme. Ieri li hanno cercati per tutto il giorno i maremmani e i meticci che facevano la guardia a un gregge sui monti di Satriano, in Calabria, a 1.100 metri, luogo d’incanto per i turisti che si è trasformato in una trappola mortale. Da capire se potessero stare lì, incustoditi come le pecore e le capre, nella pineta comunale attrezzata per i picnic, con le panchine e il barbecue. Il pastore, 44enne, è indagato per omicidio colposo. Al lavoro i carabinieri comandati dal tenente Luca Palladino. Oggi è prevista l’autopsia. Ieri polizia locale, uomini dell’Arma e veterinari hanno catturato 12 cani. Li hanno trovati nei dintorni dell’ovile. Uno solo aveva il microchip. Ma il branco potrebbe arrivare a 15-20. Da capire se si sia aggiunto qualche randagio, ragiona il sindaco di Soverato, Ernesto Francesco Alecci.

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I primi due maremmani trovati ancora sporchi di sangue

Sono state ore di sgomento e di ansia. Giù in paese incredulità per la morte assurda di quella ragazza dal viso incantevole, la figlia di Alfio, il gioielliere del corso, un’adorazione per i suoi ragazzi, "i miei diamanti", li chiama sempre così quando scrive di loro, "Pietro&Simona", tutto attaccato, senza neanche lo spazio, "perché sono gemelli e hanno sempre vissuto in simbiosi, il fratello si è sentito male", raccontano. Poi si fermano lì, per rispetto. Su, tra i sentieri del comune vicino, la caccia al branco diventato killer è andata avanti ore. Giovedì i cani hanno tentato di attaccare anche i soccorritori, che sono stati costretti a sparare colpi in aria. Hanno liberato così il ragazzo, sotto choc, e lo hanno portato in salvo. Non sapeva che lei fosse morta, ha detto: "Correva di là, inseguita dal branco". Gli uomini hanno cominciato a gridare Simona, Simona! Ma non rispondeva nessuno. Un carabiniere ha scoperto il corpo. I cani erano ancora lì, il pelo bianco macchiato di sangue.

L’amico ha raccontato che Simona era uscita dalla chiesetta per provare a raggiungere l’auto. Pochi metri, maremmani e meticci le sono arrivati addosso e non le hanno dato scampo. Chi l’ha trovata è rimasto sbigottito, anche se nella sua carriera ne ha viste tante. Questo, mai. Il sindaco di Satriano Massimo Chiaravalloti dà voce al dolore della comunità ma ricorda anche che il suo comune ogni anno spende "30-40mila euro per una convenzione con il canile". Chiede: "Correggiamo un errore, qui non c’entra il randagismo". Che resta comunque un tema serissimo. Le ultime stime contano 500mila-700mila cani. Per Luca Lapini, zoologo, "i problemi iniziano dal Lazio in giù. La soluzione è semplice. Si chiama anagrafe canina e microchip, con la possibilità di rintracciare il padrone e garantire la responsabilità civile e penale". Le indagini diranno. Resta il dolore dei genitori: "Le nostre vite sono distrutte".