Roma, 26 gennaio 2021 – La variante brasiliana del Covid, l'ultimo incubo della pandemia, ci riserverà forse le sorprese meno piacevoli. In tema di Covid-19 abbiamo sentito parlare tanto di salto di specie, mutazioni, sequenziamento, variante inglese, sudafricana, brasiliana, ma come funziona il virus Sars-Cov-2, e come sta cambiando nel tempo dopo l'esordio segnalato in Cina, nella metropoli di Wuhan?

"Le varianti virali preoccupano per la possibilità che emerga una forma morbosa più contagiosa (come quella inglese) o una infezione più aggressiva (vedi il caso più recente della variante brasiliana)". Questo il pensiero di Pier Luigi Lopalco, epidemiologo. Le varianti possono prendere il sopravvento nella pandemia, sostituirsi alla platea dei virus circolanti, ingannare i farmaci impiegati finora, costringono ad anticipare la somministrazione degli antivirali, gli anticorpi monoclonali, il siero dei convalescenti, costringono gli immunologi a verificare l'efficacia dei vaccini anti-Covid ed eventualmente a riformulare quelli a mRna come Pfizer o Moderna.

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Che cosa è successo?

La variante brasiliana detta P.1 è quella che ha mandato in tilt la rete ospedaliera di Manaus, la capitale dell'Amazzonia, e che adesso è arrivata in Italia. Ha una sigla identificativa (B.1.1.28) e modificazioni riscontrate perlopiù a livello della proteina Spike, il chiodo che il virus pianta nello spessore della parete cellulare. La variante brasiliana ha 10 mutazioni in questo arpione, mentre nella variante del Sudafrica se ne contano 9 e in quella inglese 8. Si tratta quindi della varante che è andata incontro al maggior numero di cambiamenti di conformazione.

Variante brasiliana in Italia

L'Istituto Superiore di Sanità ha ricevuto un campione proveniente da Varese, dove una persona di rientro dal Brasile che è stata sottoposta a tampone e screening genetico per la ricerca di varianti di SARS –CoV-2. Nei laboratori della Capitale sarà completato il sequenziamento dell’intero genoma virale, un procedimento utile al fine di confermare che si tratti della cosiddetta “variante brasiliana” come emerso dalle prime analisi. Nel dipartimento malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità verrà poi riprodotto su terreno di coltura questo ceppo virale, in modo da poterlo studiare in vitro.

Le vaccinazioni saranno ancora efficaci?

Si ritiene normalmente che i vaccini anti-Covid saranno efficaci anche nei confronti della variante brasiliana e delle altre varianti. Le immunizzazioni saranno verificate costantemente perché se il titolo anticorpale dovesse scendere sarà opportuno fare un aggiornamento della composizione dei vaccini.