Roma, 15 febbraio 2021 - La stagione sciistica? Anche se il 5 marzo il governo deciderà di consentire la riapertura degli impianti sciistici, la stagione sarà comunque praticamente finita. Lo pensano molti operatori del settore, la pensa così anche il neo ministro al Turismo del governo Draghi, il leghista Massimo Garavaglia che fa sentire la sua voce oggi, il giorno dopo la proroga in extremis della chiusura. Ma a Garavaglia che dice: "La stagione è finita", replicano a distanza i ministri Speranza ("La salute prima di tutto") e Gelmini ("Necessarie scelte di rigore").

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Garavaglia: la stagione è finita

"È evidente che la stagione è finita". E' tranchant, Garavaglia, nel commentare le conseguenze, per il settore dello sci, dell'ordinanza. "Abbiamo sentito gli operatori - ha detto Garavaglia, in collegamento con l'emittente 'Telenuovo' -. Pensare di mettersi in campo dopo il 5 marzo senza certezze oggettivamente non ha senso". Garavaglia poia affronta il tema dei ristori. "Stiamo già raccogliendo le prime istanze concrete ed è importante che siano già inserite nel Decreto Ristori. Non esiste che si debbano aspettare 60 giorni, questa cose non devono più succedere". Il ministro ha anche criticato la scelta del collega Speranza: ''È mancato il rispetto per i lavoratori della montagna. C'è stato un danno per una scelta del governo e i danni vanno indennizzati''. Ed è la prima spina apertasi nel nuovo governo Draghi.

Incontro con gli operatori

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Garavaglia ha incontrato oggi gli operatori del settore: "Serve per quantificare i danni. Qui non si deve parlare di ristori, ma di indennizzi, perché quando si arreca un danno bisogna indennizzare e su questo tema siamo già al lavoro".

La replica di Speranza e Gelmini

"Mai fatto polemiche in questi mesi - è la secca risposta del ministro della Salute riconfermato Roberto Speranza - E non ne faccio ora. Dico solo che la difesa del diritto alla salute viene prima di tutto". E anche la neoministra er gli Affari Regionali e le autonomie Mariastella Gelmini, durante la riunione con Speranza e il Cts, è per la linea pridente: "La pandemia è ancora forte, non si può scherzare" dunque, se è necessario fare "scelte di rigore, si fanno". Piuttosto Gelmini avrebbe ribadito la necessità che, essendoci un nuovo governo di unità nazionale, ci fosse anche una "comunicazione unitaria". "Va cambiato il metodo di comunicazione" avrebbe sottolineato chiedendo agli esperti di informare prima i ministri delle loro decisioni in modo che siano loro a comunicarle ai presidenti di Regione.