Fedez su storie di Instagram risponde alla querela della Rai
Fedez su storie di Instagram risponde alla querela della Rai

Roma, 24 maggio 2021 - La Rai querela Fedez. "Apprendiamo oggi che 'la Rai ha conferito mandato ai propri legali di procedere in sede penale nei confronti di Federico Leonardo Lucia, in arte 'Fedez', in relazione all'illecita diffusione dei contenuti dell'audio e alla diffamazione aggravata in danno della società e di una sua dipendente avvenuti in occasione del concerto del 1° Maggio'", ha dichiarato Massimiliano Capitanio, deputato della Lega e capogruppo in Vigilanza Rai, in merito alla risposta alla interrogazione in Vigilanza sulle polemiche legate al concerto del Primo Maggio.

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Capitanio ha spiegato: "Si tratta di un atto dovuto e doveroso perché su temi fondanti della nostra democrazia, come la libertà di espressione e il rispetto della persona, non è possibile scherzare né tantomeno organizzare show per un pugno di like. Noi speriamo solamente che emerga la verità: non abbiamo sete di vendetta e ci siamo già dichiarati disponibili ad accogliere la richiesta di Fedez di venire in audizione in Vigilanza. Quella sera sono state fatte e dette cose troppo gravi, sarebbe offensivo del nostro ruolo fare finta di niente".

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La risposta di Fedez 

"Sono orgogliosissimo a maggior ragione di quello che ho fatto, lo rifarei altre mille volte", Fedez  replica così, in un lungo intervento su storie di Instagram, all'annuncio che la Rai lo querela. "Mi assumo le responsabilità di ciò che ho detto e ho fatto e quindi affronto le conseguenze però bisognerebbe ricordare come si è comportata la tv di Stato in questa faccenda".

E ricapitola la vicenda: "Salgo sul palco del Primo Maggio, dico che hanno fatto pressione per cercare di farmi togliere i nomi dei leghisti che dicevano frasi come 'se avessi un figlio gay lo brucerei nel forno' e che la vicedirettrice di rai3 ha reputato inopportuno il mio testo Scendo dal palco e la Rai dice: 'Federico dice le bugie'. Non è vero, diffamandomi quindi, e io pubblico la telefonata in cui la vicedirettrice di Rai3 è presente in una conversazione in cui mi si fanno pressioni di omettere dei nomi, non si capisce perché, essendo fatti incontestabili quello che hanno detto i leghisti. Però sapete dov'è la differenza tra me e voi, amici della Rai? E' che io la telefonata l'ho pubblicata mettendoci la faccia e pagando le conseguenze, voi, che mi avete registrato a vostra volta, dirigenti della tv di Stato, l'avete data ai giornalisti che devono coprire le loro fonti, a volto scoperto. Ovviamente questo non è un illecito giuridico, però vi siete parati il culo, e questa è vigliaccheria di Stato, però va bene così". 

"Nonostante abbiate fatto il grandissimo sforzo di scatenare tutta la stampa a vostro favore per cercare di dire che la telefonata integrale assume un senso completamente diverso rispetto a quella che ho pubblicato io su twitter, perché su Twitter ci stanno solo due minuti di video andatevi a leggere i commenti su YouTube di cosa pensa la gente: che la telefonata integrale è pure peggio di quella tagliata. E non ho pubblicato tutto quello che c'ho ancora in mano, quindi speriamo che almeno in commissione di Vigilanza Rai mi faranno parlare e dire la mia visto che c'è bisogno del contraddittorio". 

Poi l'attacco ai media: "Indovinate un po', per farvi capire come funziona la stampa italiana, la prima testata che ha pubblicato la telefonata integrale sostenendo che stravolgeva tutto il significato, indovinate chi ha intervistato subito dopo per pararle il culo? La vicedirettrice di Rai3". 

E continua: "Più o meno sapevo come sarebbe finita e sono felice di questo, perché ci sono tante cose secondo me che devono emergere, per esempio come ha fatto La lega a diramare un comunicato stampa sei ore prima che io salissi sul palco, dicendo 'se Fedez sale sul palco a leggere il suo testo la Rai non deve pagare il concertone'? Come facevano a sapere quello che avrei detto sei ore prima di salire sul palco? Per tutti quelli che dicono 'eh, però alla fine sei potuto salire sul palco a dire quelle cose', sì, al netto che queste cose non dovrebbero succedere a prescindere, però potrebbe essere che io subito dopo quella telefonata abbia chiamato l'organizzatore dell'evento e gli abbia detto che avevo registrato tutta la telefonata perché mi piace giocare a carte scoperte, e guarda un po' subito dopo mi è stato detto che potevo salire sul palco". 

"Cari amici della stampa amica della Rai, non si tratta di farlo per vendere qualche smaltino in più, come volete far intendere voi, perché vi garantisco che la mia famiglia la mantengo anche senza gli smaltini. Si tratta di metterci la faccia, di pagare le conseguenze, perché io che sono un privilegiato mi posso difendere da voi, ma ci sono persone a cui voi molto probabilmente avete riservato lo stesso trattamento che non hanno il privilegio di potersi difendere e che magari davanti a voi hanno abbassato la testa, hanno piegato la schiena e hanno obbedito alle schifezze che gli avete proposto voi. La cosa che veramente mi mette una tristezza infinita è che a comunicare la querela della Rai è stato un leghista della commissione di Vigilanza Rai, che ha detto che su quel palco io avrei detto delle cose gravissime. Amico Fritz della Lega - rivolgendosi a Massimiliano Capitanio - le cose che ho detto sono parole di gente del tuo partito che è ancora lì dentro a fare carriera e che intervistata dopo il Primo maggio ha ribadito che i gay e i matrimoni omosessuali porterebbero all'estinzione della razza umana. Ma dove cazzo vivete?".