Il ministro Luigi Di Maio (Ansa)
Il ministro Luigi Di Maio (Ansa)

Roma, 31 agosto 2021 - Ancora minacce da parte dei 'No vax' e 'No Green pass'. Ultimo bersaglio, in ordine di tempo, Luigi Di Maio. "Un altro infame da giustiziare", "è necessario il piombo", "devi crepare": sono alcune frasi apparse in alcune chat Telegram ai danni del ministro degli Esteri. A scatenare l'odio le dichiarazioni a favore della campagna vaccinale da parte dell'esponente del Movimento 5 Stelle. Il ministro era tornato sul tema proprio in questi giorni, sottolineando come "non solo tutto l'arco politico deve condannare le violenze che stiamo vedendo da parte di sedicenti No Vax" lancinado "un appello a tutte le forze politiche: non bisogna soffiare sul fuoco".

No Green pass e blocco treni: ecco le stazioni a rischio

"La risposta migliore che possiamo dare è vaccinarci - ha detto oggi il titolare della Farnesina -. C'è la maggior parte degli italiani che si è già vaccinata, circa il 70% dei cittadini over12 ha completato il ciclo. E non saranno di certo le minacce di questi vigliacchi a fermare la campagna di vaccinazione. Adesso sensibilizziamo coloro che non l'hanno ancora fatto, la ripresa del Paese passa anche da questo. Non molliamo, rimaniamo uniti e ricordiamoci che il vaccino salva la vita". 

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Lamorgese: "Tolleranza zero per minacce"

Solidarietà e vicinanza a Di Maio è giunta da tutte le forze politiche. E anche il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, ha voluto esprimere "la più ferma condanna per gli attacchi mossi con toni inaccettabili sulla rete contro esponenti di Governo, politici, medici e giornalisti in relazione al green pass e alle misure di contenimento della diffusione del Covid". La titolare del Viminale ha poi aggiunto: "Tutti questi episodi sono oggetto di indagini da parte della polizia giudiziaria. Non verranno tollerati minacce e inviti a commettere reati utilizzando il web e non saranno ammesse illegalità in occasione delle iniziative di protesta nei pressi delle stazioni ferroviarie pubblicizzate sulla rete per la giornata di domani". 

Otto denunce per minacce a Bassetti

E sono otto le persone identificate e denunciate finora dalla Digos di Genova per le minacce via social all'infettivologo Matteo Bassetti. La procura di Genova sta valutando l'ipotesi del reato di stalking. Il professore negli ultimi mesi ha presentato, tramite il suo legale Rachele De Stefanis, una ventina di querele per i continui attacchi. "La situazione sta ormai diventando insostenibile, e faremo tutto ciò che è necessario per tutelarci - spiega l'avvocato - È necessario che la magistratura intervenga, il mio assistito non si sente più sicuro". Le prime denunce erano scattate ad aprile quando gli investigatori della Digos avevano individuato due cinquantenni, uno residente a Trieste e uno a Cosenza. Per il professore già dallo scorso dicembre era stata disposta la sorveglianza dinamica. 

Minacce ad altri medici

Bassetti non è il solo medico ad essere finito nel mirino dei 'no vax'. Tra quelli più colpiti da minacce e attacchi l'infettivologo Antonio Cascio, direttore dell'Uoc di Malattie Infettive del Policlinico di Palermo, che su Facebook ha scritto di essere "favorevole a far pagare a coloro i quali hanno rifiutato il vaccino tutte le spese relative al loro ricovero ospedaliero nel momento in cui ne avranno bisogno a causa della loro positività". «Su alcuni canali Telegram sono stati diffusi i miei dati, la mia mail, il mio numero di telefono il mio indirizzo di casa - denuncia il professore Cascio - Vengo bersagliato da attacchi e insulti sui social. Preso di mira perché sono certo che bisogna puntare sul vaccino per superare la pandemia. Mi chiamano al telefono per insultarmi, sono tempestato da mail sia in quella privata che in quella dell'università. Spiace perché il clima sta diventando pesante".