Roma, 31 agosto 2021 - Domani, 1° settembre scatta l'obbligo del Green pass sui treni a lunga percorrenza (Intercity, Intercity Notte e Alta Velocità). Ma le stazioni rischiano di diventare un fronte caldo per la protesta annunciata sui social da parte della galassia 'No Green pass' e 'No vax'. Il Viminale ha dunque deciso di rafforzare i controlli, assicurando che "non verrà tollerato alcun tentativo di interruzione di pubblico servizio".

In questi ultimi giorni il livello dello scontro si è già alzato con aggressioni e minacce a medici, come nel caso di Matteo Bassetti (adesso sotto scorta della polizia quando va a lavoro), a giornalisti, a esponenti del Movimento 5 Stelle. L'ultima, in ordine del tempo, al ministro Luigi Di Maio ("E' necessario il piombo", "devi crepare":sono alcune delle frasi d'odio pubblicate su alcune chat di Telegram).

"Solidarietà ai tanti colpiti da minacce e da violenti attacchi. Dal ministro Di Maio al professor Bassetti, fino ai giornalisti, sono ormai in troppi a subire le invettive e le aggressioni da parte di frange di violenti contestatori. Così si sta superando il limite. La violenza non può mai essere tollerata", ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza. E, per domani, alle 12.30, il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese ha convocato il Centro di coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti.

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Nel mirino 54 stazioni

I contestatori si sono dati appuntamento per le ore 14.30 davanti a 54 stazioni ferroviarie delle principali città italiane: "Si entrerà e si rimarrà fino a sera" si legge nell'invito diffuso sul canale social Telegram 'Basta dittatura', con oltre 40mila iscritti. "Non ci fanno partire con il treno senza il passaporto schiavitù'? Allora non partira' nessuno", aggiungono gli organizzatori. Tra le stazioni figurano quelle di Tiburtina a Roma, di Porta Garibaldi a Milano, di Porta Nuova a Torino, di Piazza Garibaldi a Napoli, di Santa Maria Novella a Firenze, di Piazza Principe a Genova. E ancora la Stazione centrale di Bologna, di Porta Nuova a Verona, di Reggio Emilia AV, oltre a quelle di CasertaSalermoBergamo, Trieste centrale, di Bari Centrale.

Ma l'elenco è molto lungo: Agropoli Castellabate, Barletta, Benevento, Bisceglie, Bolzano, Brescia, Cattolica Gabicce, Cesena, Conegliano, Desenzano, Ferrara, Foggia, Forlì, Lamezia Terme, Latisana-Lignano, Maratea, Mestre, Molfetta, Monfalcone, Padova, Paola, Pesaro, Peschiera, Pordenone, Portogruaro, Reggio Calabria centrale, Riccione, Rimini, Rosarno, Rovereto, Rovigo, Sapri, Scalea, Trani, Trento, Treviso centrale, Udine, Vallo della Lucani, Vibo-Pizzo, Vicenza e Villa San Giovanni.

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Viminale: controlli, violenza non sarà tollerata

Le forze dell'ordine hanno già avviato una serie di controlli e presidi nelle principali stazioni ferroviarie, ma saranno monitorati anche aeroporti e porti. L'attenzione è massima. Il Viminale ha assicurato massima attenzione sottolineando che verrà garantita come sempre "la libertà di manifestare pacificamente nel rispetto delle regole ma non saranno ammessi atti di violenza e minacce". "Se qualcuno domani arrecherà disagi alla circolazione ferroviaria bloccando le stazioni, andrà incontro a una denuncia per interruzione di pubblico servizio. Un conto è manifestare pacificamente, altra cosa è creare disagi alle altre persone, commettendo di fatto un reato. Dovremo essere intransigenti", scrive in un tweet il sottosegretario all'Interno Carlo Sibilia.

Sindacati e utenti: no al blocco treni

"Diciamo no alle minacce di bloccare i treni", dicono unitariamente i sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti sostenendo invece " la campagna vaccinale tanto per i lavoratori che per gli utenti del servizio pubblico". Più dura Assoutenti, che si dichiara pronta a una raffica di denunce e chiede alle autorità competenti di "assicurare alla giustizia chiunque domani bloccherà stazioni e treni" per "garantire la circolazione ferroviaria e impedire che la protesta di pochi crei un danno enorme alla categoria dei pendolari".

Il calendario delle proteste

I 'No Green pass' hanno però già lanciato altre iniziative sempre su Telegram: il 2 settembre un presidio sotto i palazzi sede della Regione, dalle 10 alle 12, venerdì 3 un presidio contro i mass media, sabato 4 un generico "proteste in tutta italia dalle 18" e lunedì 6 settembre uno "sciopero e tutti al parlamento", con appuntamento a Roma.