Stefano Paternò (Ansa)
Stefano Paternò (Ansa)

Palermo, 11 marzo 2021 - Tra gli "eventi avversi gravi" che hanno portato l'Aifa a vietare precauzionalmente in Italia il lotto del vaccino Astrazeneca ABV2856 ci sarebbe anche la morte di un militare in servizio ad Augusta, in provincia di Siracusa. Stefano Paternò, 43 anni, originario di Corleone, ma residente a Misterbianco (Ct), è deceduto ieri mattina per un arresto cardiaco nella sua abitazione. Quello del militare morto in Sicilia dopo il vaccino viene trattato come "caso sospetto" e rientra tra le segnalazioni inoltrate all'Agenzia del Farmaco.

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A quanto si è appreso, il sottufficiale della Marina militare il giorno precedente aveva ricevuto la prima di dose del siero appartenente allo stesso lotto, l'ABV2856, fermato oggi dall'Agenzia del Farmaco.

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L'inchiesta

Sulla morte di Paternò la procura di Siracusa ha aperto un'inchiesta e disposto l'autopsia sul cadavare. La stessa Procura ha iscritto 10 persone nel registro degli indagati per il decesso del militare. L'accusa per tutti è di omicidio colposo, mentre in totale le persone coinvolte nell'inchiesta sarebbero 21: si vuole far luce sull'intera catena di distribuzione del vaccino,dalla società Astrazeneca che lo produce, fino al personale sanitario dell'ospedale militare che si è occupato dell'inoculazione. Allo stesso tempo, è stato disposto il sequestro del lotto di cui faceva parte la dose somministrata a Paternò. "Al momento l'unico dato certo è la coincidenza cronologica tra il vaccino e la morte" del sottufficiale, dice il Procuratore Sabrina Gambino, auspicando che non si crei "una psicosi collettiva" e spiegando che "non abbiamo altri elementi. Li potrà fornire solo l'autopsia. Il nostro è un accertamento dovuto". E sulla dose inoculata al militare, la Gambino dice: "Si tratta di un lotto che è stato commercializzato sia in Italia che in Europa. Stiamo indagando e purtroppo non è facile visti i numerosi soggetti coinvolti". E ribadisce: "Non dobbiamo creare allarmismo ma le nostre scelte sono dettate dalla tutela della salute pubblica". 

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"Poche ore dopo aver disposto i primi accertamenti sulla morte e sulla somministrazione del vaccino mi sono recato all'hub di Siracusa per vaccinarmi con la prima dose di Astrazeneca. Ritengo sia fondamentale avere fiducia nella campagna vaccinale per superare questa emergenza", ha dichiarato il sostituto procuratore Gaetano Bono, titolare dell'inchiesta, coordinata dal procuratore Sabrina Gambino, sulla morte di Stefano Paternò.
"Sono convinto che la campagna vaccinale debba andare avanti, perché prima saremo vaccinati e prima supereremo questa emergenza sanitaria. Non si può non avere fiducia", conclude.

Gli ispettori del ministero

Nel frattempo, i legali della famiglia Paternò, gli avvocati Dario Seminara, Lisa Gagliano e Attilio Indelicato, hanno nominato due loro consulenti medici. Per i familiari della vittima, la responsabilità legata alla vaccinazione sotto 'osservazione', perché il paziente non aveva patologie pregresse ed era in salute. A quanto si apprende, sarà immediata la visita degli ispettori del Ministero della Salute per un'indagine parallela a quella giudiziaria. Nelle loro verifiche partirarnno dall'Asp di Sicausa, fino al reparto medico della base militare della Marina dove è stato somministrato il vaccino. Verranno coinvolti  anche i medici del 118 che per 45 minuti sono intervenuti la notte tra lunedì e martedì, quando Paternò con la febbre alta ha accusato convulsioni, prima della morte per arresto cardiocircolatorio.

Indagine a Catania

Sempre oggi, un fascicolo al momento senza indagati, in cui si ipotizza il reato di omicidio colposo, è stato aperto dalla procura di Catania. Riguarda la morte di Davide Villa, 50 anni, agente della Squadra mobile di Catania, deceduto 12 giorni fa. Villa due settimane prima del decesso era stato sottoposto al vaccino AstraZeneca. Al poliziotto era stata somministrata una dose proveniente dallo stesso lotto ABV2856.