Il procuratore di Perugia, Raffaele Cantone
Il procuratore di Perugia, Raffaele Cantone
Si era già presentato come intermediario per la vendita di mascherine e ventilatori polmonari anche in Umbria, quando i presidi scarseggiavano nella prima fase della pandemia. Poi a gennaio il commercialista siciliano, indagato dalla procura di Perugia per tentata truffa e sostituzione di persona nell’ambito di un’indagine più ampia su un possibile mercato nero dei vaccini anti-Covid, ha cercato di piazzare dosi di Astrazeneca contattando gli uffici di Palazzo Donini ma anche i governi regionali di Campania e Calabria. Con alcune regioni sembra che i contatti fossero ad una fase più avanzata rispetto alla mail con tanto di brochure e certificazioni in lingua straniera, inviata alla Regione Umbria che ha innescato l’indagine dei carabinieri del Nas....

Si era già presentato come intermediario per la vendita di mascherine e ventilatori polmonari anche in Umbria, quando i presidi scarseggiavano nella prima fase della pandemia. Poi a gennaio il commercialista siciliano, indagato dalla procura di Perugia per tentata truffa e sostituzione di persona nell’ambito di un’indagine più ampia su un possibile mercato nero dei vaccini anti-Covid, ha cercato di piazzare dosi di Astrazeneca contattando gli uffici di Palazzo Donini ma anche i governi regionali di Campania e Calabria. Con alcune regioni sembra che i contatti fossero ad una fase più avanzata rispetto alla mail con tanto di brochure e certificazioni in lingua straniera, inviata alla Regione Umbria che ha innescato l’indagine dei carabinieri del Nas.

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Il primo contatto il commercialista 40enne di Messina lo prende infatti con la Protezione civile, poi con l’Ufficio farmaceutico della Regione proponendo l’acquisto di Astrazeneca. I Nas vengono informati dalla struttura. "Noi lo facciamo di regola – spiega l’assessore alla sanità Luca Coletto – perché tutto sia certo e verificabile. Anche con i vaccini che stiamo facendo alla popolazione: i lotti e i codici li giriamo ai Nas".

È la dirigente del servizio, sentita a sommarie informazioni dai Nas, a mettere a disposizione dei militari della salute la corrispondenza con il commercialista. Emergono pure i contatti precedenti per mascherine e ventilatori mai acquistati, almeno in Umbria dal canale parallelo. Il 6 febbraio scatta la perquisizione a Messina, da parte del Nas di Catania, nell’abitazione e nello studio del professionista, incensurato. Gli investigatori sequestrano pc, documenti e supporti informatici e alcuni appunti. Tra cui una lista di nominativi da contattare: dirigenti e politici regionali.

In un foglietto c’è anche il nominativo di Arcuri. Potrebbe trattarsi di un semplice memorandum senza che il commissario straordinario abbia mai avuto contatti con il commercialista. Adesso però i Nas stanno spulciando i tabulati per capire i legami del quarantenne e se possa aver fatto parte di una rete più ampia in grado realmente di intermediare l’acquisto degli introvabili vaccini anche attraverso triangolazioni con l’estero.

Nessun contatto, allo stato, sarebbe emerso tra l’indagato e il Veneto di Luca Zaia che da giorni ribadisce di voler procedere all’acquisto di fiale fai-da-te. I Nas, sempre su delega della procura perugina, hanno acquisito documenti anche in Veneto e sentito il direttore generale della sanità Luciano Flor. Nelle quattro ore di colloquio, al comando Nas di Treviso, Flor avrebbe spiegato agli investigatori che la Regione Veneto si è mossa settimane fa per verificare se ci fosse un’eventualità di reperire sul mercato vaccini anti-Covid. Per questo ha informato l’Aifa e, non avendo avuto un’opposizione da parte dell’agenzia del farmaco, ha proceduto in queste attività.

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L’indagine avviata, avrebbe chiarito Flor, era ed è a carattere conoscitivo, e non è stata finora avviata alcuna trattativa: si voleva, cioè, accertare se vi fossero basi concrete, e nel contempo acquisire tutte le informazioni relative sia alle figure dei mediatori che del vaccino proposto. Flor ha prodotto la corrispondenza inviata e ricevuta in risposta, i nomi di quanti si erano messi in contatto con l’amministrazione di palazzo Balbi. Sarebbero una ventina i promotori i cui nomi sono ora all attenzione del Nas che vogliono verificare se ci sia anche il contatto siciliano.

Intanto anche la procura di Roma ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di ricettazione in relazione al mercato, presunto o reale, dei vaccini dopo la denuncia presentata proprio dagli uffici del Commissario Straordinario per l’emergenza, guidati da Arcuri.