Covid, il vaccino Astrazeneca (Ansa)
Covid, il vaccino Astrazeneca (Ansa)

Roma, 20 febbraio 2021 - Astrazeneca taglierà ancora le dosi di vaccino anti-Covid previste. E non è chiaro se questo taglio nella fornitura, che rallenterà ancora la campagna vaccinale, si riferirà solo a questa settimana e alla prossima o coinvolgerà anche quelle dopo. Quello che per ora è certo, come comunicato dalla stessa azienda farmaceutica, è che complessivamente il nostro Paese riceverà 10,6% di dosi in meno: rispetto alle 566 mila dosi previste per questa settimana, ne sono state consegnate 506mila, ossia 60mila in meno. Facendo un calcolo sulle singole Regioni, quindi, nel Lazio, ad esempio, a fronte di circa 70mila dosi previste, ne arriveranno 9mila in meno, mentre all'Emilia-Romagna è stata annunciata una decurtazione di 4-5mila dosi.

La calda questione è piombata sul tavolo della Conferenza delle Regioni, riunita per valutare le nuove misure Covid, in vista della scadenza del divieto di spostamento del 25 febbraio e del Dpcm 16 gennaio il 5 marzo. Da quella sede, quindi, dovrebbe arrivare anche una stima dell'ammanco complessivo dei vaccini. E intanto in serata arriva una nota della casa farmaceutica per spiegare il motivo del taglio: "I processi di produzione dei prodotti biologici come questo vaccino sono complessi, e una moltitudine di fattori produttivi e di test di qualità che vengono minuziosamente fatti su ogni lotto possono avere un impatto sulla data, frequenza e numero di dosi di ogni consegna. Per questo motivo la consegna effettuata ieri è risultata inferiore di circa il 7% rispetto alle previsioni, ma allo stesso modo le consegne della settimana precedente erano leggermente superiori al previsto". 

Astrazeneca ha anche ribadido che "l'azienda si è impegnata a fornire dosi esclusivamente a governi o organizzazioni governative e non vi è alcuna fornitura, vendita o distribuzione del vaccino al settore privato. Se qualcuno offre vaccini attraverso il settore privato potrebbe trattarsi di vaccini contraffatti e come tali vanno segnalati alle autorità competenti". 

Intanto però sono arrivati i primi disaccordi dai governatori delle Regioni. "Gravissima la riduzione improvvisa della consegna di vaccini Astrazeneca - scrive su Fb il l segretario del Pd e presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti -. Noi ce la stiamo mettendo tutta, ma con questa incertezza è tutto più difficile. L'Italia tuteli gli interessi nazionali e le programmazioni delle Regioni, intanto prepariamoci alla produzione di vaccini validati da Ema e Aifa da parte delle nostre aziende". 

Nel frattempo la curva del Coronavirus continua a mantenere un andamento stabile (qui il bollettino del 20 febbraio), minacciata dalle nuove varianti. Ma l'Ema rassicura: sono state già "delineate delle linee guida che pubblicheremo nei prossimi giorni ed che abbiamo concordato con la Fda per facilitare nuovi vaccini contro le varianti", ha fatto sapere Marco Cavaleri direttore del Dipartimento Vaccini dell'Ema, su Rainews24. "La Commissione snellirà il processo amministrativo per approvare questi nuovi vaccini - ha aggiunto Cavalieri -. Ci sarà bisogno di studi più semplificati e su un gruppo minore di soggetti vaccinati, quello sarà sufficiente per noi per arrivare all'autorizzazione". 

Riguardo, invece, il vaccino Pfizer, ieri è stato annunciato dall'azienda la possibilità di conservare il farmaco a temperature meno estreme di quelle indicate inizialmente di -70 gradi, fra i -25 gradi centigradi e -15. E oggi l'Agenzia europea per i medicinali ha chiarito che di aver ricevuto " i dati sul mantenimento" del vaccino Pfizer", "in modo che possiamo valutarli" e "lo stoccaggio del vaccino ad una temperatura meno polare faciliterà le campagne vaccinale, quindi è molto importante".