Roma, 24 febbraio 2021. Zona bianca, gialla, arancione, arancione rinforzata, rossa e micro zona rossa. L'Italia dei colori ai tempi del Coronavirus e delle sue varianti è più mutevole di un vestito di Arlecchino. Ogni area di rischio ha le sue regole e le sue restrizioni. L'obiettivo è quello di arginare l'epidemia, anche perché i contagi, a causa dei nuovi ceppi che si stanno diffondendo nel nostro Paese, sono in risalita e tutti vogliono evitare un lockdown totale come quello dell'anno scorso. Ma vediamo come funzionano le fasce di pericolo e quali sono le regioni in cui vengono applicate. 

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Il meccanismo

L'Italia dei colori è stata introdotta per la prima volta col dpcm del 3 novembre scorso. Da allora sono state introdotte diverse modifiche o ne sono allo studio altre per rendere la mappa del rischio sempre più aderente alla realtà e quindi più efficace. Per stabilire la scala dei rischi vengono presi in considerazione 21 parametri. Un algoritmo (su cui però molti hanno sollevato dubbi) stabilisce poi la posizione di ogni singola regione. Il fattore più importante, in ogni caso, è l'indice Rt, quello che misura a che velocità si sta trasmettendo il virus. Ecco, semplificando molto, come vengono attribuite le fasce.
Zona bianca: introdotta il 16 gennaio, in questa area non esistono praticamente limitazioni. Salta il coprifuoco e possono riaprire ristoranti, cinema, palestre e musei a pieno orario. L'Rt deve essere inferiore a 1 e devono verificarsi meno di 50 casi ogni 100mila abitanti per almeno tre settimane consecutive.
Zona gialla:  l'indice Rt non deve superare la soglia di 1,25. In queste aree scatta il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino. Cinema, palestre e musei restano chiusi. Si può mangiare fuori solo a pranzo, perché ristoranti e bar dalle 18 possono solo accettare ordini da asporto.
Zona arancione: l'indice Rt non deve superare la soglia di 1,5. In queste aree, oltre alle misure già previste per le zone gialle, non si può uscire dal proprio comune di residenza. I ristoranti sono chiusi anche a pranzo.
Zona arancione rinforzata: alle misure già previste dal governo, ogni Regione può applicare in determinate aree giri di vite più severi, che possono implicare la chiusura delle scuole o la limitazione di altre attività.
Zona rossa: se l'indice Rt supera la soglia di 1,5 bisogna restare a casa propria. Restano aperte solo le attività essenziali.
Micro zona rossa: per arginare i focolai sul nascere, le Regioni possono stabilire delle zone rosse all'interno dei propri territori. Valgono le stesse regole in vigore nelle zone a rischio alto, anche se magari la regione è in zona gialla o addirittura bianca.





Zona arancione: cosa si può fare

Abruzzo

La regione si trova in zona arancione. Le province di Chieti e Pescara, secondo l'ultima ordinanza regionale, sono però finite in micro zone rosse. L'obiettivo è quello di evitare la diffusione delle variante inglese. Micro zone rosse per i comuni di Ateleta, Pacentro, Campo di Giove, Cansano, Rocca Casale e Ortona dei Marsi dal 25 febbraio al 7 marzo.

Basilicata

Il livello di rischio è moderato, quindi la regione è in zona gialla. Con l'avvio della campagna vaccinale per gli over 80, la speranza è che i numeri possono migliorare nelle prossime settimane.

Calabria

La regione è in zona gialla. Nei giorni scorsi è stato segnalato un aumento di ricoveri ospedalieri. Un focolaio all'interno di una Rsa è stato parzialmente evitato grazie ai vaccini: i pazienti avevano già ricevuto la prima dose e ci sono stati solo casi lievi.

Emilia-Romagna

Da pochi giorni la regione è in zona arancione. Al momento non sembra necessaria l'introduzione di micro zone rosse. I medici di base si stanno attrezzando per iniziare a vaccinare i loro pazienti. Le somministrazioni potrebbero iniziare alla fine di questa settimana o della prossima. Nel frattempo, la Regione ha deciso di mettere 14 comuni in arancione rinforzato. Si tratta di Imola, Castel San Pietro, Medicina, Mordano, Castel Guelfo, Dozza, Casalfiumanese, Fontanelice, Borgo Tossignano, Castel del Rio, Bagnara di Romagna, Conselice, Massa Lombarda e Riolo Terme. (Qui le regole per la zona arancione rafforzata in Emilia-Romagna)

Friuli-Venezia Giulia

Il rischio è moderato, quindi la regione si trova in zona gialla. Secondo gli ultimi dati, nessun comune dovrebbe entrare in una micro zona rossa, anche se i letti occupati nelle terapie intensive da parte dei pazienti affetti dal Covid ha superato la soglia critica del 30%.

Lazio

La regione è in zona gialla. Roccagorga, comune in provincia di Latina, è una micro zona rossa. L'ordinanza è attiva dal 15 febbraio per una durata di 14 giorni. La paura era quella di un focolaio di variante inglese. Per questo era stato predisposto un sequenziamento massiccio dei tamponi, che però hanno dato esito negativo: non si trattava del ceppo britannico. Anche il comune di Torrice (Frosinone) da ieri è in micro zona rossa.

Liguria

Il rischio è a livello intermedio, quindi la regione è in zona arancione. Il Ponente della Liguria e in particolare Ventimiglia, Sanremo e i comuni limitrofi, dal 24 febbraio al 5 marzo entrano in zona arancione rinforzata. Verranno chiuse le scuole e dopo le 18 sarà vietato l'asporto e la vendita di alcolici. 

Lombardia

La regione è in zona gialla. Nella provincia di Brescia è scattata la zona arancione rinforzata. Stessa decisione presa per sette comuni nel Bergamasco: Viadanica, Predore San Martino, Sarnico, Villongo, Castelli Calepio, Credaro e Gandosso. Anche Soncino in provincia di Cremona è finito in zona arancione rinforzata. L'ordinanza regionale oltre  alle normali misure di zona arancione prevede anche la chiusura di scuole elementari, infanzia e nidi, divieto di recarsi presso le seconde case, l'utilizzo obbligatorio dello smart working ove possibile; l'utilizzo delle mascherine chirurgiche sui mezzi di trasporto e la chiusura delle attività universitarie in presenza. Micro zona rossa nei comuni di Bollate (Milano), Castrezzato (Brescia), Mede (Pavia) e Viggiù (Varese).

Marche

Il rischio è moderato e la regione è in zona gialla. Ma da ieri venti comuni nell'Anconetano sono in zona arancione: Ancona, Camerata Picena, Castelfidardo, Castelplanio, Chiaravalle, Cupramontana, Falconara Marittima, Filottrano, Jesi, Loreto, Maiolati Spontini, Monte San Vito, Osimo, Ostra, Polverigi, Sassoferrato, Senigallia, Serra De’ Conti, Sirolo e Staffolo.

Molise

La regione è arancione, ma sono state istituite diverse micro zone rosse. Sono finiti nell'area di rischio elevato i comuni di Termoli, Acquaviva Collecroce, Casacalenda, Castelmauro, Civitacampomarano, Colletorto, Guardialfiera, Guglionesi, Larino, Mafalda, Montecilfone, Montefalcone del Sannio, Montemitro, Montenero di Bisaccia, Montorio nei Frentani, Palata, Petacciato, Portocannone, Ripabottoni, Rotello, San Felice del Molise, San Giacomo degli Schiavoni, San Giuliano di Puglia, San Martino in Pensilis, Santa Croce di Magliano, Tavenna, Ururi, Bonefro, Lupara, Montelongo, Morrone del Sannio e Provvidenti.

Piemonte

La regione è in zona gialla, ma il comune di Re, circa 750 abitanti nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola, è diventata una micro zona rossa. Preoccupa un focolaio che ha già coinvolto quasi 40 persone.

Puglia

La regione è gialla, ma il governatore Emiliano aveva comunque deciso di applicare un significativo giro di vite, obbligando le scuole alla didattica a distanza fino al 5 marzo. Il Tar della Puglia ha però deciso di accogliere il ricorso contro questa scelta. Il presidente ha fatto sapere che firmerà un'ordinanza per reintrodurre la possibilità di scegliere la Dad per le famiglie che ne faranno richiesta.

Sardegna

Il rischio è moderato, la regione è in zona gialla. Con l'inizio della campagna vaccinale per le forze dell'ordine, la speranza è che i numeri del contagio si riducano ulteriormente. La speranza del governatore Solinas è rendere l'isola Covid free prima dell'inizio della stagione turistica.

Sicilia

L'isola è in zona gialla, ma i numeri lasciano intravedere il sogno di diventare zona bianca, anche se proprio ieri due comuni sono stati inserti nelle micro zone rosse. Si tratta di San Cipirello e San Giuseppe Jato, in provincia di Palermo.

Toscana

La regione è arancione. Ma diversi comuni potrebbero presto entrare in una micro zona rossa. Il comune di Siena ha chiuso le scuole. 

Trentino-Alto Adige

Le province di Trento e Bolzano sono in zona arancione. In Alto-Adige micro zone rosse sono state istituite per i comuni di Malles Venosta, Lana, San Martino in Passiria, Caines e San Leonardo in Passiria dal 24 febbraio al 7 marzo. Bolzano ha già attuato diverse regole che hanno di fatti spinto la provincia in una zona quasi rossa.

Umbria

La regione è in zona arancione. La provincia di Perugia e il comune di San Venanzo (Terni) sono fino al 28 febbraio in una micro zona rossa.

Valle d'Aosta

La regione attualmente si trova in zona gialla, ma ha accarezzato per diversi giorni il sogno di diventare la prima regione italiana bianca. Ma dopo due settimane all'interno dei parametri richiesti, proprio negli ultimi giorni sono stati superati alcuni limiti che non consentiranno la promozione. 

Veneto

Il livello di rischio è moderato, per cui la regione è in zona gialla. Fino al 5 marzo sono comunque in vigore una serie di divieti anti movida, che prevedono il servizio esclusivamente ai tavoli dalle 15 alle 18 per bar e ristoranti.