Roma, 1 febbraio 2020 - Si avvicina la data del 15 febbraio quando, in teoria, dovrebbero ripartire gli impianti sciistici. La riapertura è insita nell'ultimo decreto anti Covid: fra due settimane dovrebbe arrivare il via libera agli spostamenti tra regioni e, parallelamente, l'atteso semaforo verde per lo sci amatoriale. Il condizionale è d'obbligo: le ultime notizie confermano che una decisione definitiva verrà presa solo a ridosso della scadenza, con i dati dell'ultimo monitoraggio di venerdì 12 a fare da spartiacque. 

Sci e Covid: cosa cambia per impianti, skipass e rifugi. Le linee guida

Ma già questa settimana il tema sarà sul tavolo del Comitato tecnico scientifico: gli esperti passeranno nuovamente al vaglio il protocollo messo a punto delle Regioni. Durante l'incontro si parlerà anche di Sanremo 2021, ammesso che sia stato inviato il protocollo della Rai. La riunione non è ancora stata fissata, ma pare plausibile che si tanga mercoledì o addirittura venerdì, così da avere sotto mano i nuovi dati Iss su indice Rt e tasso di incidenza.

Sarà l'occasione, intanto, per capire se le misure delle Regioni sullo sci saranno ritenute sufficienti oppure se esperti e Governo chiederanno ulteriori aggiustamenti. Sarà comunque una tappa di avvicinamento al vertice della settimana successiva, quando i dati epidemiologici diffusi venerdì 12 febbraio consiglieranno se confermare il disco verde oppure se imprimere un'ulteriore frenata, prorogando ancora (in maniera forse definitiva) la riapertura. La decisione verrà presa nel bel mezzo dei Mondiali di Cortina 2021, confermati sulle piste delle Tofane, dove è già stato comunicato che si gareggerà senza pubblico

Già un allentamento delle restrizioni sugli spostamenti tra regioni potrebbe incentivare i movimenti verso la montagna. Le ultime Faq hanno ribadito il via libera alle attività sportiva sulla neve, come sci di fondo, scialpinismo e ciaspolate, con l'accortezza di mantenere i due metri di distanza e la possibilità di uscire dal Comune anche in zona arancione (non in quella rossa). 

Sci, il protocollo Covid delle Regioni

Se ne parlerà quindi mercoledì o venerdì, di quella che è la 'controfferta' delle Regioni sulla riapertura degli impianti sciistici. Il protocollo recepisce le ultime osservazioni del Cts ed è stato diffuso pochi giorni fa. Fermo restando lo stop agli impianti in zona rossa, le linee guida parlano di una riapertura "contingentata al 50%" per gli sciatori amatoriali in tutte le tipologie di impianto delle Regioni in zona arancione e e con l'utilizzo obbligatorio delle mascherine Ffp2 o superiori.

Seggiovie fino al 100% di portata in zona gialla, con mascherina chirurgica obbligatoria (anche inserita nella fascia scalda collo). Si scende al 50% di capacità nelle seggiovie con cupole paravento. Cabinovie e funivie aperte al 50%, sempre con chirurgica. Nell'ultima versione delle linee guida è stato inserito un tetto massimo di skipass giornalieri vendibili, compresi abbonamenti settimanali e stagionali. In ogni caso dovrà essere assicurato il distanziamento di un metro, esteso anche a nuclei familiari, conviventi e congiunti. Unica eccezione al distanziamento i bambini sotto 1,25 metri di altezza e i singoli casi di necessità. Ai gestori degli impianti viene affidato il controllo e la gestione dei flussi, mentre la tutela dell'ordine pubblico e la vigilanza sul rispetto delle misure sarà garantita dalle autorità di Pubblica Sicurezza in raccordo con gli Enti locali.

Zona arancione: ecco quando si può andare in montagna. Sì alle ciaspolate

Bollettino Coronavirus del 1 febbraio

Francia: impianti chiusi per tutto febbraio

Intanto in Francia gli impianti sciistici resteranno chiusi per tutto febbraio (e nessuna data per la riapertura è stata fissata): "L'evoluzione della situazione sanitaria - spiega il governo - non ci consente a questo punto di riaprire gli impianti di risalita". Inoltre in Europa "non c'è tendenza alla riapertura generale".