Il ministro della Salute, Roberto Speranza. Esponente di Liberi e Uguali, è nato a Potenza e ha. 41 anni
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Il fantasma del lockdown si aggira per l’Europa. Lo ha già deciso la Germania dal 16 al 10 gennaio, l’Olanda per cinque settimane, Londra dal 16 al 23 dicembre. E la vera battaglia che si combatte in queste ore tra rigoristi e aperturisti nostrani – fatto salvo che la mobilità verrà ulteriormente limitata ben oltre quanto previsto dal Dpcm del 3 dicembre – è quella se bloccare o meno i negozi e i ristoranti. La chiusura, in periodo festivo, avrebbe un impatto economico notevole, e si tradurrebbe in una mazzata definitiva per molti esercizi commerciali, e questo agita le forze poltiche. Aggiornamento: Dpcm Natale, oggi doppio vertice. Le ultime su spostamenti e Lockdown Covid, il bollettino di...

Il fantasma del lockdown si aggira per l’Europa. Lo ha già deciso la Germania dal 16 al 10 gennaio, l’Olanda per cinque settimane, Londra dal 16 al 23 dicembre. E la vera battaglia che si combatte in queste ore tra rigoristi e aperturisti nostrani – fatto salvo che la mobilità verrà ulteriormente limitata ben oltre quanto previsto dal Dpcm del 3 dicembre – è quella se bloccare o meno i negozi e i ristoranti. La chiusura, in periodo festivo, avrebbe un impatto economico notevole, e si tradurrebbe in una mazzata definitiva per molti esercizi commerciali, e questo agita le forze poltiche.

Aggiornamento: Dpcm Natale, oggi doppio vertice. Le ultime su spostamenti e Lockdown

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L’ipotesi che si sta discutendo in queste ore è quella di optare per un innalzamento temporaneo e omogeneo per tutto il territorio nazionale (da vedere se in un blocco unico di 9 o 14 giorni o in più blocchi legati a festività natalizie e domeniche per totali dieci giorni) al livello arancione. Questo, pur chiudendo i confini comunali, consentirebbe di tenere aperti i negozi, i parrucchieriestetisti e gli altri servizi alla persona mentre i ristoranti e le altre attività di ristorazione, compresi bar, pasticcerie e gelaterie, sarebbero aperti esclusivamente per la vendita da asporto, consentita dalle 5 alle 22, e per la consegna a domicilio, consentita senza limiti di orario. E i commercianti in rivolta nei cortei gridano all’incubo "bancarotta".

Il governo vorrebbe aggiungervi un allungamento del ’coprifuoco’ che potrebbe scattare alle 20, almeno dal 25 al 6 di gennaio (per dare fino al 24 la possibilità ai negozianti di smaltire la forte domanda di acquisti natalizi e consentire comunque la messa di Natale il 24). Probabile anche una chiusura dal 24 al 3 gennaio dei centri commerciali, esclusi i supermercati, i tabaccai, le edicole e le farmacieparafarmacie che si trovano al loro interno. Sempre chiuse le aree sciistiche, sospese anche le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali. Se l’Italia diventerà zona arancione, o peggio, zona rossa, scatteranno nuovi aiuti alle categorie penalizzate, su questo il ministro dell’Economia Gualtieri ha già dato disco verde. Il problema è quanto riconoscere.

"Ulteriori restrizioni – ha chiesto il ministro del’Agricoltura e capodelegazione di Iv, Teresa Bellanova – devono prevedere adeguati ristori, pari al 100% delle perdite, soprattutto se dovessero coinvolgere anche i ristoranti, eventualità su cui resto enormemente scettica perché chiudendo i ristoranti non si farà altro che aumentare il numero dei pranzi e delle cene allargate nella case, dove la garanzia del distanziamento sociale non è controllabile". L’ipotesi di una chiusura dei ristoranti manda su tutte le furie lo chef Gianfranco Vissani: "Prima di decidere il da farsi, il governo ci dia i soldi per pagare dipendenti e fornitori. A Natale e Capodanno tutti i ristoranti dovrebbero decidere se restare aperti". Dall’esecutivo arriva un appello ad una sorta di autocontrollo. "Dobbiamo assolutamente evitare gli assembramenti. È legittimo che le persone possano fare acquisti – ha sottolineato il ministro della Salute Roberto Speranza – ma dobbiamo evitare gli assembramenti".

Anche per questo è probabile che alle misure nazionali che verranno decise sui affianchi un più esteso utilizzo da parte dei prefetti e dei sindaci del potere di ordinanza previsto dal Dpcm del 3 dicembre per chiudere singole strade e piazze.