Il premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi (Ansa)
Il premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi (Ansa)

Roma, 16 dicembre 2020 - Ore decisive per capire quello come sarà il Natale (e non solo) degli italiani al tempo del Covid. L'ultima ipotesi sul tavolo, frutto di una lunga mediazione nel governo, prevede tutta l'Italia in zona rossa nei giorni festivi e prefestivi,  dal 24 dicembre al 3 gennaio. La decisione però non è ancora stata presa, nonostante la lunga giornata di incontri. "Non c'è certezza di una terza ondata, ma c'è una possibilità, non abbiamo la palla di vetro..." ha detto il premier, Giuseppe Conte, durante la registrazione di 'Accordi&disaccordi'. "Occorre rinforzare il piano natalizio che abbiamo già definito, c'è stata un'ulteriore interlocuzione con gli esperti del Cts, anche loro ci hanno consigliato, per scongiurare la terza ondata". Le misure varate sin qui, ha detto Conte, "stanno funzionando, abbiamo l'Rt sotto l'1, però gli assembramenti degli scorsi giorni hanno destato preoccupazione. C'è tanta voglia di vivere le festività secondo tradizioni, ma questo ora non è possibile e occorre qualche intervento aggiuntivo".

Bollettino Covid del 16 dicembre

Quando potrebbe scattare il lockdown

L'ipotesi è disporre regole da zona rossa il 24, 25, 26, 27, 31 dicembre e l'1, 2, 3 gennaio. Secondo alcune fonti, però, la discussione è ancora "tutta aperta" e non è escluso che la zona rossa valga anche il 6 gennaio o si introducano per l'intero periodo regole da "zona arancione". A favore del massimo rigore i ministri Francesco Boccia, Roberto Speranza e Dario Franceschini, mentre Italia Viva propende per una linea più mordida. 

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Incontro con le Regioni

Il ministro Speranza, secondo quanto viene riferito, ha ricordato come nelle regioni entrate in zona rossa ci siano stati significativi risultati, mentre gli altri territori in zona gialla hanno sofferto maggiormente. Alcuni governatori (Lazio, Molise, Friuli Venezia Giulia e Marche) si sono detti d'accordo nell'adottare misure più restrittive. Con Boccia e Speranza in particolare c'è il governatore del Veneto Luca Zaia. Perplessità dalla Toscana, così come dalla Liguria con Toti che attacca: "Il governo non può imporci la zona rossa". La Provincia autonoma di Trento, tramite il presidente Maurizio Fugatti, chiede il lockdown già da sabato 19 dicembre.

Cts

Dalla riunione del Cts di ieri non sono emerse indicazioni nette, come forse Palazzo Chigi auspicava. Ma un semplice invito a evitare gli assembramenti con misure più restrittive, aumentando i controlli. Gli esperti sono divisi, così come i ministri. "Se non si raffredda la curva rischiamo di ritrovarci a gennaio con una situazione incontrollabile", ragionano i cosiddetti 'rigoristi'. "Gli italiani non ce la fanno più, non possiamo impedire di uscire", la tesi di chi invece preme per un allentamento.

I partiti

Nelle ultime ore ha preso posizione anche il Pd che, almeno a parole, si è espresso per la linea dura. "Solo regole più restrittive durante le festività potranno evitare una terza ondata di contagi", ha cinguettato il 'rigorista' Franceschini. E il segretario dem Zingaretti ha ritwittato. Anche l'assessore alla Sanità del Lazio D'Amato si dice d'accordo per "una zona rossa estesa" a tutta l'Italia.  Italia Viva, che non sarà rappresentata all'incontro dei capi delegazione (la ministra Bellanova è a Bruxelles), assicura "lealtà" chiedendo "regole chiare" e un'azione tempestiva.  "Qualche misura" arriverà, ha detto ieri sera il premier Conte, parlando di "ritocchini". Questi tutti i temi caldi della giornata ancora tutti di sviscerare.

I governatori della Lega

Intanto i presidenti di Regione leghisti si dicono preoccupati per questa mancanza di certezze. "È impensabile immaginare in queste ore una chiusura a partire dal prossimo weekend, senza programmazione e senza la certezza di un piano definito per i rimborsi e una programmazione seria. In questo quadro, un'eventuale zona rossa su tutto il territorio nazionale smentirebbe le chiusure differenziate tra regioni fortemente volute dal governo", scrivono infatti in una nota congiunta Matteo Salvini e gli amministratori Massimiliano Fedriga, Attilio Fontana, Maurizio Fugatti, Luca Coletto (assessore alla Sanità in Umbria per conto di Donatella Tesei), Nino Spirlì e Luca Zaia

Le regole per la zona rossa

Spostamenti

È uno dei punti cruciali su cui si dibatte nel governo. Boccia ha detto che la decisione che si attende riguarda tre giorni "25, 26 dicembre e 1 gennaio". Quando, ha stabilito il Dpcm, sono vietati gli spostamenti tra Comuni. Nei giorni scorsi si è parlato di possibili allentamenti tra piccoli comuni limitrofi, magari consentendo di muoversi nel raggio di 30 chilometri dal proprio comune. Da capire se la misura varrà solo per le municipalità al di sotto di una certa soglia di abitanti (i piccoli comuni, appunto) oppure per tutto. Nel frattempo, un segnale arriva dal Parlamento: il Senato ha approvato la mozione di maggioranza (140 sì, 118 no e 5 astenuti) che impegna l'esecutivo a rivalutare le misure per le feste, così da garantire "massima equità di trattamento tra cittadini residenti in comuni di diverse dimensioni". 

Una mossa che va in controtendenza rispetto all'ipotesi, montata nelle ultime ore, di un'Italia interamente in zona rossa. Il che significherebbe divieto di muoversi da casa salvo le ormai celebri "comprovate esigenze" o "situazioni di necessità". Boccia ieri ha detto che bisogna "chiudere il più possibile dalle giornate prefestive in poi", sbarrando le porte al cenone di Natale ("La mia risposta è no"). 

Coprifuoco

Inasprire il coprifuoco in Italia andrebbe contro alle decisioni prese per dare ossigeno ai negozi. I rigoristi premono per allungarlo alle 20, almeno nei giorni caldi delle feste. Farlo scattare a quell'ora anche il 24 dicembre significherebbe far saltare la messa di Natale, già anticipata per non sforare l'orario stabilito dal Dpcm del 3 dicembre. Si dovesse optare per la zona rossa, con la chiusura dei negozi, il tema coprifuoco passerebbe in secondo piano. 

Negozi e ristoranti

La questione è complessa. Il Cts ha suggerito una "stretta sui bar/e o ristoranti", chiedendo "maggiore rigore". Si tratta però delle attività che più stanno soffrendo le restrizioni. Non dovesse finire tutta l'Italia in lockdown, tra le opzioni c'è quella di un arancione 'rinforzato', con la chiusura di negozi e ristoranti nei festivi e prefestivi. Ovvero dal 24 al 27 dicembre e dal 31 al 3 gennaio compresi. Più l'Epifania. Dura la presa di posizione, stamani, di Italia Viva: "Aspettiamo le evidenze scientifiche, non si possono cambiare le regole alla prima foto di assembramenti", ha detto oggi il capogruppo al Senato, Davide Faraone. La partita è tutt'altro che chiusa. 

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