Il premier Mario Draghi (Ansa)
Il premier Mario Draghi (Ansa)
Mario Draghi ci metterà la faccia e dal Consiglio dei Ministri del 5 gennaio uscirà con l’applicazione del 'Super green pass', il certificato che va esclusivamente a vaccinati e guariti, all’intero mondo del lavoro sia pubblico che privato. È però da vedere se la norma riguarderà anche gli autonomi e i lavoratori del settore agricolo. Super Green pass al lavoro: oggi si decide. Il piano B: obbligo vaccinale per età Super Green pass anche al lavoro: Draghi tira dritto sull’obbligatorietà Zona gialla in 11 regioni, anche in Lombardia e Lazio La concessione che dovrebbe far superare le perplessità della Lega, e in parte dei Cinque Stelle, è l’assunzione di responsabilità da parte dello stato del rischio vaccinale limitatamente ai "danni...

Mario Draghi ci metterà la faccia e dal Consiglio dei Ministri del 5 gennaio uscirà con l’applicazione del 'Super green pass', il certificato che va esclusivamente a vaccinati e guariti, all’intero mondo del lavoro sia pubblico che privato. È però da vedere se la norma riguarderà anche gli autonomi e i lavoratori del settore agricolo.

Super Green pass al lavoro: oggi si decide. Il piano B: obbligo vaccinale per età

Super Green pass anche al lavoro: Draghi tira dritto sull’obbligatorietà

Zona gialla in 11 regioni, anche in Lombardia e Lazio

La concessione che dovrebbe far superare le perplessità della Lega, e in parte dei Cinque Stelle, è l’assunzione di responsabilità da parte dello stato del rischio vaccinale limitatamente ai "danni irreversibili" e alla morte. Interpellato da palazzo Chigi, il ministero della Giustizia ha ricordato che la legge n. 210 del 1992 riconosce indennizzi in favore dei soggetti che riportano danni irreversibili cagionati da vaccinazioni obbligatorie, che questa nomativa è stata rafforzata dalla legge n. 2992005 che ha introdotto un ulteriore indennizzo (150.000 euro in caso di morte, assegno mensile per danni irreversibili) in favore delle persone danneggiate da complicanze di tipo irreversibile verificatesi a seguito di vaccinazioni obbligatorie, e che la Corte Costituzionale ha più volte affermato che la sua applicazione deve estendersi anche a quelle vaccinazioni riconoscibili come raccomandate. Draghi ha così una carta da giocare per vincere le fortissime resistenze della Lega.

A rendere difficile per i contrari elevare una linea Maginot è anche il deterioramento della situazione pandemica. Da domani altre 4 Regioni – Lombardia, Piemonte, Lazio e Sicilia – passeranno in zona gialla, affiancandosi a Liguria, Marche, Veneto, Friuli Venezia Giulia, e alle Province autonome di Trento e Bolzano e alla Calabria, già in questa fascia di rischio. Oltre mezza Italia e il 63% degli abitanti saranno quindi in zona gialla. Anche la Regione Emilia Romagna potrebbe raggiungere il giallo tra una settimana. Del resto l’incidenza è più che raddoppiata in una settimana – 783 casi su 100mila abitanti (registrati dal 24 al 30 dicembre) contro 351 registrati dal 17 al 23 dicembre – e sono quattro le regioni dove il tasso di incidenza dei casi di Covid è sopra mille su 100mila abitanti rispetto alla media nazionale: in Umbria i casi sono 1485 per centomila abitanti, in Lombardia 1442, in Toscana 1098, in Piemonte 1021.

La situazione degli ospedali resta delicata. "Per quanto riguarda le terapie intensive – ha detto il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro – siamo arrivati a un valore di 12,9% nell’occupazione e il trend è di crescita anche per quanto riguarda le aree mediche che hanno superato il 17% di occupazione dei posti letto disponibili". Ieri sera, secondo Agenas, il dato era ancora in crescita: 14% per le terapie intensive e 18% per le aree mediche.

Diverse regioni temono in 10-15 giorni di finire in arancione. "In Veneto – ha detto il presidente Luca Zaia – il tasso di occupazione delle terapie intensive è al 18% e quello dell’area medica a 19%.Con un punto al giorno arriviamo al 10 gennaio al 30% che ci porta in zona arancione". "Di questo passo vedo inevitabile il rischio della zona arancione" ha ammesso anche il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. A rischio arancione anche Liguria, Umbria, Calabria, provincia di Trento. Zone arancioni localizzate potrebbero intanto scattare in vari comuni. Sono già state decise in altri 3 municipi siciliani, e, ieri, in 11 della provincia di Reggio Calabria. Il picco dell’onda vaccinale è atteso a gennaio, ma come e quando dipende da molti fattori. Il rischio di avere diverse regioni in arancione è più che reale.