Che Natale sarà? Per gli italiani regna la confusione, ma d’altronde sarebbe difficile dar torto loro visto che, a un mese dalle festività, il governo non ha ancora tracciato una road map di quello che sarà il Natale sia dei cittadini che dei commercianti, molti dei quali in questo periodo fatturano la metà dei ricavi di tutto l’anno. Il presidente del Consiglio Conte ha già anticipato che sarà senza baci e abbracci, ma su quello che dovrà essere il comportamento preciso della popolazione ancora nulla è dato sapere e, probabilmente come purtroppo spesso avviene, solo alla vigilia degli eventi si...

Che Natale sarà? Per gli italiani regna la confusione, ma d’altronde sarebbe difficile dar torto loro visto che, a un mese dalle festività, il governo non ha ancora tracciato una road map di quello che sarà il Natale sia dei cittadini che dei commercianti, molti dei quali in questo periodo fatturano la metà dei ricavi di tutto l’anno. Il presidente del Consiglio Conte ha già anticipato che sarà senza baci e abbracci, ma su quello che dovrà essere il comportamento preciso della popolazione ancora nulla è dato sapere e, probabilmente come purtroppo spesso avviene, solo alla vigilia degli eventi si dirameranno le ordinanze. Questo è il motivo per cui il 66% della popolazione chiede una informazione più chiara e precisa, di conoscere in maniera approfondita quali sono i divieti ai quali far fronte ogni giorno. Infatti nel momento in cui l’Italia è stata divisa in 3 colori sulla base della pericolosità del contagio epidemico, indipendentemente dal risiedere nelle zone gialle, arancioni o rosse, il 66% lamenta di non conoscere con esattezza quali siano le restrizioni da rispettare.

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Nel frattempo, però, gli italiani si stanno preparando al peggio, almeno nelle aspettative, visto che il 62% è convinto che, durante le prossime festività, continueranno le proibizioni attuali, quindi addio a cenoni, scambi di regali e tombolate. Al di là di quali saranno i provvedimenti definitivi del governo, per i cittadini è come se già si fosse metabolizzata la convinzione che le prossime festività saranno casalinghe con pochi parenti al tavolo. Probabilmente più che lo "stop and go", come lo definisce il governo, cioè periodi con maggiori restrizioni e meno, è la scarsa informazione il fattore che genera un senso di depressione sociale nei cittadini che hanno già maturato la convinzione che a Natale 2020 si dovrà rimanere chiusi a casa.

Ovviamente questa previsione incide già da adesso sui consumi in quanto si tende a non acquistare anche laddove i negozi sono aperti. Tale è l’attesa degli italiani, ma se si analizza il livello di condivisione le cose cambiano. Il 59% è convinto che sarebbe utile riaprire tutti i negozi, non solo in previsione del Natale, ma subito. Questo convincimento è supportato dal fatto che per il 65% dei cittadini i negozi sono percepiti come luoghi sicuri, laddove si possono rispettare le misure del distanziamento sociale. Inoltre il 64% pensa che ci dovrebbe essere almeno una tregua di 15 giorni sulle riaperture delle attività commerciali chiuse.

L’aria natalizia potrebbe diventare anche un antidoto contro la depressione sociale che i provvedimenti del lockdown determinano. Per quanto riguarda i regali gli italiani tendono a non esorcizzare il virus. Non risultano graditi doni attenenti ai sistemi di protezione dal Covid, come per esempio mascherine con design più attraenti di quelle chirurgiche o saturimetri. Prevalgono dunque i regali tradizionali che forse sono percepiti come un auspicio di ritorno alla normalità nel 2021.

*Direttore Noto Sondaggi