Roma, 1 dicembre 2021 -  Scende in campo l'Esercito per incrementare i test anti-Covid ed evitare che scatti la didattica a distanza. Dopo il dietrofront del governo sulla Dad, arriva un'altra novità: per gli studenti, infatti, saranno a disposizione 11 laboratori di biologia molecolare della Difesa in ben 8 regioni, in grado di processare i tamponi molecolari effettuati a domicilio da team mobili militari. Lo annuncia il commissario per l'Emergenza, Francesco Figliuolo, sottolineando che, oltre a questi, saranno a disposizione anche due laboratori mobili, dopo la richiesta di palazzo Chigi di elaborare il piano per lo screening nelle scuole. Team e laboratori sono stati messi a disposizione dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, e saranno coordinati dal Comando operativo di vertice interforze.

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Anche in vista delle vacanze di Natale, l'Esercito si mobilita quindi per le famiglie. Ma da parte dei presidi, se "le scuole stanno facendo quello che devono" per frenare i contagi da Coronavirus, "anche le aziende sanitarie locali devono fare la loro parte e, invece, attualmente la situazione che si registra nel Paese è di insufficienza, per questo può essere auspicabile l'intervento del Commissario Figliuolo per renderle finalmente efficienti". E' quando ha affermato Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale presidi (Anp). "Le Asl - ha precisato - devono migliorare, perché non riescono a fare quello che dovrebbero, cioè i tamponi, il tracing, la comunicazione delle quarantene". Sul dato comunicato da Mario Rusconi, che guida l'Anp di Roma, che il 60-70% delle classi in Dad sarebbe attualmente nelle scuole primarie, Giannelli ha detto "che è plausibile che questo accada, visto che c'è corrispondenza tra la popolazione scolastica delle primarie e la fascia di età che non è ancora vaccinata".

Dal Friuli è invece allarme no-vax. "La vera emergenza per le scuole del Friuli Venezia Giulia - ha spiegato la presidente regionale dell'Associazione Nazionale dei Presidi, Teresa Tassan Viol -, dove in alcuni istituti si raggiungono punte di professori no vax fino a oltre il 10%, nei prossimi giorni potrebbe essere quella di non trovare supplenti, quindi di non poter garantire il diritto allo studio per mancanza di personale".