Doctors and nurses wearing protective suits and masks as they care for a patient inside the intensive care unit of the Maggiore hospital in Cremona,  northern Italy, 20March 2021. ANSA/Filippo Venezia
Doctors and nurses wearing protective suits and masks as they care for a patient inside the intensive care unit of the Maggiore hospital in Cremona, northern Italy, 20March 2021. ANSA/Filippo Venezia

Roma, 3 dicembre 2021 - Il Covid guadagna spazio in Italia. L'incidenza settimanale a livello nazionale continua ad aumentare: 155 per 100mila abitanti (26/11/2021-02/12/2021) rispetto a 125 per 100mila abitanti della settimana precedente. Nel periodo 10 novembre - 23 novembre 2021, l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato invece pari a 1.20 (range 1.12 - 1.28), al di sopra della soglia epidemica ma diminuzione rispetto a 1.23 della settimana precedente. Emerge dai dati del monitoraggio settimana Covid Iss-Ministero della Salute, dove si sottolinea che sono "in forte aumento il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (30.966 contro 23.971 della settimana precedente)". Per quanto riguarda Omicron, fino ad ora sono 7 le persone positive in italia. Lo ha fatto sapere il presidente dell'Istituto Silvio Brusaferro in una conferenza stampa. Si tratta di un unico focolaio.  

Covid, il bollettino con i dati del 3 dicembre

Sommario

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Ricoveri: i dati nazionali

Aumenta la pressione sugli ospedali. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 7,3% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 02 dicembre) in salita rispetto al 6,2% della scorsa settimana (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 25 novembre). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 9,1% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 02 dicembre) contro l'8,1% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 25 novembre).

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Incidenza: chi sta peggio

Le regioni con l'incidenza più alta vedono questa settimana al primo posto la Provincia Autonoma di Bolzano con 645,7 contagi per 100mila abitanti. A seguirla a distanza, ci sono altre 3 regioni che superano quota 300, cioè ben oltre il livello di soglia fissato a 50 casi per 100mila abitanti: Friuli Venezia Giulia con 336,3 casi, Veneto con 317,1 e Valle d'Aosta con 309,1.

La zona gialla

In generale la situazione peggiora un po' in tutta Italia. L'Alto Adige in zona gialla da lunedì, raggiungendo il Friuli Venezia Giulia: questo quanto emerge dagli indicatori in esame della cabina di regia. La Provincia autonoma di Bolzano ha ormai superato tutti e tre i parametri da giallo: i ricoveri ordinari sono a 19,8% contro il limite del 15% e le terapie intensive a 17,5% contro il limite del 10%. Rimane ampiamente sopra soglia lo stesso Friuli Venezia Giulia, con le intensive al 14,9% e i ricoveri al 23%. Nessuna altra Regione ha ancora contemporaneamente i tre valori sopra i limiti, ma i ricoveri di alcune preoccupano (l'incidenza è ovunque ben sopra 50, eccetto in Basilicata, Molise, Puglia e Sardegna). In Veneto e nelle Marche le intensive sono già sopra soglia: in Veneto sono al 10,5%, ma i ricoveri ordinari sono ancora lontani da quota 15%, all'8,9%, mentre nelle Marche l'occupazione delle rianimazioni è al 12%, con i ricoveri ordinari al 9,5%. Numeri alti in Lombardia, con i ricoveri al 13,4% e le intensive al 7,3%, mentre il Lazio ha il 10,8% dei ricoveri e il 7,8% di intensive. Boom di ricoveri ordinari in Val d'Aosta, ampiamente sopra soglia al 28,3%, bilanciati però da un'occupazione delle rianimazioni ferma al 3%.

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La conferenza di Brusaferro 

"L'attenzione all'uso della mascherina, anche all'aperto se c'è assembramento, e l'attenzione all'areazione negli ambienti chiusi sono elementi importanti. Se intervengono tali comportamenti prudenti, uniti alla campagna vaccinale, crediamo che ciò possa invertire la curva con una riduzione del carico ospedaliero e delle terapie intensive". Lo ha affermato il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa sull'analisi dei dati del Monitoraggio Regionale della Cabina di Regia. "Per la sesta settimana consecutiva - ha spiegato - c'è un aumento dei casi che colpisce soprattutto i più giovani sotto i 20 anni e tra 30 e 49 anni: bisogna riportare l'Rt sotto la soglia di 1. Quindi bisogna garantire una più completa copertura vaccinale in tutte le fasce indicate e effettuare la terza dose dopo 5 mesi dal ciclo primario, mantenendo comportamenti prudenti e l'uso delle mascherine, insieme al ricambio d'aria negli ambienti chiusi". A tal proposito, ha aggiunto, "la fascia under20 ha la copertura vaccinale più bassa. Il 50% degli over80 ha completato la terza dose e tra 30 e 59 anni però quasi 3,5 mln di italiani non hanno iniziato il ciclo vaccinale".

Secondo il report settimanale  della struttura commissariale guidata dal generale Figliuolo gli italiani over 12 che non si sono ancora vaccinati sono più di 6,3 milioni (a ottobre erano erano 8,4 milioni). 

Per il tracciamento, "il programma delle scuole sentinella per il monitoraggio del virus è in corso, si basa su una adesione volontaria e sta procedendo e renderemo pubblici i dati, anche se era tarato su situazioni di bassa circolazione - ha proseguito Brusaferro -. Le scuole sono luoghi ben organizzati ma in questa fascia di età c'è un tema di socialità che va al di là della scuola e quindi non è facile attribuire le infezioni a un setting scolastico o all'altro".

Breve parentesi dedicata alla variante Omicron. "In Italia oltre il 99% dei casi è riconducibile alla variante Delta" mentre "sono presenti, al momento, 7 sequenze riconducibili alla nuova variante, tutte riconducibili a un unico focolaio"

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