Roma, 23 luglio 2021 - Torna a crescere l'indice Rt a livello nazionale, passando a 1,26, in aumento rispetto alla settimana precedente e superando la soglia di 1. È quanto emerge dati del monitoraggio settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità sull'andamento epidemiologico Covid-19, relativo al periodo 12-18 luglio. Sono 16 le Regioni con Rt superiore a 1 ma con i nuovi parametri presentati ieri dal governo per l'assegnazione dei "colori", che puntano sui ricoveri ospedalieri e non sull'incidenza settimanale, nessuna passa alla zona gialla. L'Italia, almeno per un'altra settimana, resta tutta in zona bianca.

Il bollettino Covid del 23 luglio: dati Italia e regioni

Nell'ultimo report settimanale dell'Iss l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è riferito al periodo 30 giugno-13 luglio e - si legge nel monitoraggio - si osserva in maniera analoga un aumento dell'indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt 1,16 al 13/7/2021 rispetto allo 0,97 della settimana precedente). "La elevata proporzione di soggetti giovani e asintomatici evidenziata dai dati epidemiologici pubblicati dall'Istituto Superiore di Sanità - dice il report - va considerata nella lettura di queste stime di trasmissibilità". Tuttavia "l'impatto della malattia Covid-19 sui servizi ospedalieri rimane minimo con tassi di occupazione e numero di ricoverati in area medica e terapia intensiva sostanzialmente stabili".

Il documento aggiunge inoltre che "la circolazione della variante Delta è in aumento in Italia ed è ormai prevalente. Questa variante sta portando ad un aumento dei casi in altri Paesi con alta copertura vaccinale, pertanto è opportuno realizzare un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi". Viene inoltre ribadito dall'Iss che "è prioritario raggiungere una elevata copertura vaccinale".

La situazione delle Regioni

L'indice Rt è sopra 1 in gran parte delle Regioni italiane, dopo essere salito nell'ultima settimana a livello nazionale a 1,26, prima volta sopra la soglia della crescita epidemica  (Rt maggiore di 1) da 4 mesi. Sono 16 le Regioni con Rt superiore a 1, con la Sardegna che registra il valore più alto con un indice di 2,24. Le altre sono Abruzzo (1,27), Campania (1,26), Emilia Romagna (1,35), Friuli Venezia Giulia (1,24), Lazio (1,18), Liguria (1,45), Lombardia (1,34), Marche (1,46), Piemonte (1,27), Provincia di Bolzano (1,24), Provincia di Trento (1,04), Puglia (1,22), Sicilia (1,18), Toscana (1,43), Veneto (1,67).

Le soglie di rischio per la zona gialla

È cambiato il sistema di assegnazione dei colori delle Regioni, ora basato sul carico di malati Covid nelle strutture sanitarie, e dal monitoraggio consueto del venerdì della cabina di regia, da cui discendono le ordinanze del ministro Speranza sugli spostamenti di fascia, non vengono registrati sovraccarichi ospedalieri, con intensive e ricoveri ordinari entrambi al 2% di occupazione a livello nazionale, e nessuna Regione si avvicina alle soglie rispettivamente del 10% e 15% fissate per lasciare la zona bianca e finire in giallo. Cosa che invece sarebbe capitata a 4 Regioni, che con i dati dell'incidenza schizzata oltre i 50 casi per centomila, il "vecchio" parametro utilizzato, avrebbero dovuto salutare la zona bianca. Si tratta di Sardegna (incidenza 82,8 per centomila), Veneto (68,9), Lazio (68,8) e Sicilia (64,9). Con la Toscana che si avvicina alla soglia con 49,2.

ricoveri, invece, sono ancora lontani dalle nuove soglie di rischio. A livello nazionale le ospedalizzazioni per Covid-19 sia in area medica sia in terapia intensiva sono rispettivamente al 2,1% e 2%. Quindi la situazione generale è lontana da nuovi parametri per passare in zona gialla. Ma alcune Regioni sono già oltre il 5% per l'occupazione in area medica: Calabria 5,7% e Sicilia 5,2% per l'area medica. Seguono la Campania con 4,8% e la Basilicata 4,7%. Per le intensive la Toscana è a 3,4%, la Sicilia 3,3% e il Lazio a 3,1% mentre la Sardegna è al'1,9% e il Venetoall'1%.