9 mar 2022

Incubo guerra nucleare, l'Italia aggiorna piano il emergenza: case bunker e iodio

Rivisto dopo 12 anni il programma in caso di emergenza atomica: ripari al chiuso, aria condizionata spenta e farmaci distribuiti dalla protezione civile

epa09811501 The director of Pustomyty kinder garden, Lessa, cries as she shows the bomb shelter of the kinder garden converted in a refugee shelter in Pustomyty, near Lviv, Ukraine, 08 March 2022. According to the United Nations (UN), at least 1.5 million people have fled Ukraine to neighboring countries since the beginning of Russia's invasion on 24 February.  EPA/MIGUEL A. LOPES
Una donna in un bunker vicino Kiev

Cosa bisogna fare in caso di incidente a una centrale nucleare, come quello paventato in Ucraina alcuni giorni fa? Tra le misure, chiudersi in casa con porte e finestre serrate e sistemi di ventilazione o condizionamento spenti, iodioprofilassi e controllo della filiera produttiva. Inoltre, un’azione di intervento in tre diverse fasi, da prendere in considerazione in base all’evoluzione dello "scenario incidentale considerato", valutando le differenze tra un impianto nucleare posto entro i duecento chilometri dai confini nazionali e uno oltre quella distanza oppure per un incidente in territorio extraeuropeo. Viaggio nel paese dei Putin (con l'accento sulla i) Chernobyl: qual è il rischio reale? Tanti falsi allarmi, una vera minaccia Il Governo aggiorna dopo 12 anni il Piano nazionale per la gestione delle emergenze radiologiche e nucleari, che "individua e disciplina le misure necessarie a fronteggiare le conseguenze di incidenti in impianti nucleari di potenza ubicati oltre frontiera, ossia impianti prossimi al confine nazionale, in Europa e in Paesi extraeuropei". Ad accelerarne la definitiva revisione, comunque già avviata mesi fa, potrebbero essere stati proprio i timori di rischi di effetti collaterali derivanti dal conflitto in Ucraina. Le stesse autorità nazionali però chiariscono che non c’è alcun allarme. "Solo in caso di una reale emergenza nucleare, al momento inesistente nel nostro Paese, sarà la Protezione Civile a dare precise indicazioni su modalità e tempi di attuazione di un eventuale intervento di profilassi iodica su base farmacologica per l’intera popolazione", chiarisce l’Istituto superiore di sanità che, insieme a varie società scientifiche, invita a non usare farmaci fai da te, mentre è raccomandato l’uso di sale iodato. Dunque anche un invito alla calma, dopo il boom di richieste, segnalato in alcune farmacie, delle pillole di iodio stabile: una corsa all’acquisto provocata dalla paura di dover fronteggiare con il farmaco eventuali diffusioni nell’aria di ...

© Riproduzione riservata

Stai leggendo un articolo Premium.

Sei già abbonato a Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione o Il Telegrafo?

Subito nel tuo abbonamento:

Tutti i contenuti Premium di Quotidiano Nazionale oltre a quelli de Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione e Il TelegrafoNessuna pubblicità sugli articoli PremiumLa Newsletter settimanale del DirettoreAccesso riservato a eventi esclusivi
Scopri gli altri abbonamenti online e l'edizione digitale.Vai all'offerta

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?