C’è un elemento che mi pare completamente assente nella campagna elettorale che si sta svolgendo a Milano: le donne con i loro bisogni e le loro aspettative. A parte il fatto che i duelli si stanno tutti svolgendo fra maschi, non mi sembra che la questione femminile sia stata affrontata da nessuno di loro seriamente. E pensare che le donne sono in maggioranza e quindi ritengo che saranno decisive per scegliere il futuro sindaco. Giovanna Monti, Milano

E PENSARE che in passato le donne non sono state solo vittime passive. Hanno gridato, lottato per rivendicare piena cittadinanza e partecipazione sociale, hanno reclamato i loro diritti. Eppure, ancora oggi la responsabilità di governo tra uomini e donne, non è ripartita in modo equo. Certo, rispetto al passato, un passo in avanti c’è stato, soprattutto grazie alla doppia preferenza di genere introdotta nel 2012 per quanto riguarda le istituzioni locali, ci sono oggi più sindaci e consiglieri donne, ma
generalmente, e questo vale soprattutto in Parlamento, esse non raggiungono quasi mai ruoli apicali. I tempi sono cambiati e non si tratta più di rivendicare diritti negati, come avveniva negli anni ’70. Però la politica dovrà avere sempre di più un quadro d’indagine molto più complesso e diversamente articolato di quello dettato dai partiti per essere in grado di ascoltare la diversità delle donne, lasciando ampio margine alla loro rappresentanza. laura.fasano@ilgiorno.net