Va bene che tutto adesso deve essere «politicamente corretto», ma si rischia di sfiorare il ridicolo: ho letto da qualche parte che tre ricercatori neozelandesi sostengono, dati alla mano, che nei Lego c’è sempre più violenza. Tra i giocattoli insomma sarebbe in atto una «corsa al riarmo» e per questo motivo chiedono l’intervento dei governi. I mattoncini sarebbero pericolosi per la crescita equilibrata dei bambini. Non ho più parole. Giuseppe Mosca, Bergamo

PROPRIO COSÌ, un gruppo di rispettabili professoroni ha nei giorni scorsi lanciato una crociata contro i pupazzetti violenti sostenendo come anche i mattoncini non siano più quelli di una volta. Prima di tutto – secondo i loro studi – la presenza di armi giocattolo nelle scatole è diventata sempre più frequente. Oggi sfogliando il catalogo, 4 pagine su 10 contengono scene di violenza, e sotto gli occhi dei più piccoli scorrono sparatorie e atmosfere sempre più violente. Perché sembra che nell’era in cui i giochi virtuali convivono con i giochi di una volta, tra i produttori sia scattata la corsa per attirare sempre di più l’attenzione dei piccoli consumatori. Ma tutta questa violenza ha effetti negativi sui più piccoli. E allora i prof si appellano ai governi, chiedono di cominciare a misurare il fenomeno e di mettere un limite. Chissà che ora non scatti anche la corsa al disarmo. Dei giocattoli, naturalmente. laura.fasano@ilgiorno.net