NELL’OPERA di restyling della nuova dirigenza Rai , tra reti digitali da accorpare, tg da rimodulare e contenuti da rivedere, sembra non esserci più spazio per le «signorine buonasera». Andranno infatti in pensione dal prossimo giugno. Non le rimpiangeremo perché in una tv sempre più interattiva, nella quale il telespettatore ha svariate opportunità di venire a conoscenza di ciò che il piccolo schermo manda in onda, il ruolo dell’annunciatrice non aveva più senso. A. M. Milano

DOPO 65 ANNI di onorato servizio, è effettivamente arrivata la svolta: da giugno la Rai manderà in soffitta le Signorine Buonasera, ovvero le annunciatrici tv. Un ruolo un tempo storico, se si pensa che il 3 gennaio 1954 la Rai esordì nelle case degli italiani proprio con un annuncio letto da Fulvia Colombo, ripresa in diretta con un’inquadratura fissa. Nel 2003 la tv di Stato sostituì le «signorine buonasera» della vecchia guardia con delle avvenenti e giovani ragazze, impegnate ad annunciare le trasmissioni con più moderne grafiche. Complice il cambiamento dei tempi e la marginalità del ruolo, le nuove annunciatrici però non hanno mai lasciato un grosso segno nel pubblico. Gli stessi annunci, un tempo numerosi e in diretta, sono stati in seguito realizzati in differita, ridotti notevolmente nel numero, e relegati in orari proibitivi. Ora l’ultima decisione: ma non è che forse la Rai si è accorta che siamo nel 2016 ed è arrivato il momento di sorpassare il concetto di bella statuina? laura.fasano@ilgiorno.net