Roma, 5 agosto 2021 - "Ho deciso di fermarmi. Questa è la mia ultima stagione". Così Valentino Rossi nell'attesa conferenza stampa straordinaria  in concomitanza con il ritorno del Circus del Motomondiale in pista al Red Bull Ring con il GP di Stiria in Austria(qui gli orari e dove vederlo in tv).  Con i suoi 42 anni, 26 stagioni trascorse nel Motomondiale e 9 titoli iridati, il pesarese conclude a fine anno la sua carriera sulle moto.  

"Come ho detto nel corso della stagione, prendo la decisione per l'anno prossimo dopo la pausa estiva - ha esordito il campione di Tavullia - Ho deciso di fermarmi a fine stagione. Purtroppo questa sarà l'ultima mezza stagione da pilota MotoGP. È un momento triste, è difficile dire che non correrò con una motocicletta. L'ho fatto per 30 anni - prosegue il Dottore - ora la mia vita cambierà da un certo punto di vista. A ogni modo è stato grandioso, mi sono divertito tantissimo".

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Decisione difficile, ma va bene così

Valentino Rossi ha poi risposto alle numerose domande dei giornalisti. "È stata una decisione difficile ma credo che negli sport i risultati facciano la differenza. Penso che sia la strada giusta. Non sono felice, ma anche se dovessi fare un altro anno, l'anno prossimo non sarei contento. È stata difficile perché avrei l'opportunità di gareggiare nel mio team assieme a mio fratello, mi sarebbe piaciuto ma va bene così abbiamo ancora metà stagione, credo sarà più difficile quando si arriverà all'ultima gara - sottolinea il dottore - non posso lamentarmi della mia carriera.  Adesso abbiamo ancora metà stagione davanti, ora sto solo comunicando la mia decisione. Va bene così"

L'offerta per il 2022

"Mi dispiace un sacco perché avrei voluto correre per altri 20-25 anni, ma purtroppo non è possibile. È stato bello e ci sono stati dei momenti indimenticabili che porterò con me sempre. Ho ricevuto un'offerta ufficiale del mio team per l'anno prossimo, ho riflettuto profondamente. Mi sarebbe piaciuto correre, avere le mie moto a Tavullia. Penso che abbiamo un grande team di Moto2 e Moto3. Sarebbe stato affascinante ma ho deciso di no per vari motivi: sarebbe stato un bel progetto con 2 o 3 anni di tempo, non se hai una sola stagione". 

Il futuro sulle 4 ruote

"Il futuro? Adoro correre con le macchine, forse appena meno rispetto alle moto. Penso che correrò con le auto ma non c'è ancora una decisione presa. Mi sento un pilota e lo resterò per tutta la vita. Magari non allo stesso livello ma penso che correrò comunque. Nel corso della mia carriera ho sempre cercato di migliorare la tecnica alla guida delle auto ma non conosco il mio livello: non è lo stesso che ho nelle moto, ma non si corre solo per divertirsi se si è dei veri piloti. Al momento non so in che tipo di gare correrò, ho detto che mi piacerebbe correre la 24 Ore di Le Mans mi ci sono tante gare nel mondo"

Risultati inferiori alle aspettative

"La decisione l'ho presa nel corso della stagione - ha spiegato Rossi - All'inizio pensavo di decidere durante la pausa estiva e ho fatto così. Volevo continuare, ma come ho detto bisognava capire se ero abbastanza veloce. Purtroppo i risultati sono stati inferiori alle aspettative. Gara dopo gara ho iniziato a riflettere. L'anno scorso volevo provarle tutte, ora va bene così: sono in pace con me stesso, non sono felice perché avrei voluto gareggiare per altri 20 anni lo stesso".

Nessun rimpianto. Ma la Ducati...

"Rimpianti sulle mie scelte? No, non ne ho. Correre con Ducati è stato difficile perché non abbiamo vinto ma è stata una grande sfida. Se ci fossimo riusciti sarebbe stato qualcosa di storico. Sono un pò triste per non aver vinto il decimo campionato, specialmente perché pensavo di meritarlo per il livello e per la velocità che avevo: ho perso per due volte all'ultima gara ma penso di non poter lamentarmi".

Le emozioni dei fan

"Ai miei fan dico che ho dato tutto per molto tempo, ho sempre cercato di dare il mio massimo per restare al top. È stato un lungo viaggio assieme, credo che molte persone siano nate quando ero in pista. Ho sostegno da fan in ogni angolo del mondo, a volte è difficile comprenderlo anche per me ma mi rende molto orgoglioso. Credo di essere riuscito ad avvicinare tante persone al motociclismo, ho fatto qualcosa che ha acceso le emozioni delle persone. Di questo sono fiero, è un qualcosa di speciale. D'altro canto è più difficile per la mia vita, sei sempre sotto pressione ma mi diverto comunque".

Come con Tomba e Jordan

"Soprattutto in Italia ho avvicinato tante persone alle corse, un po' quello che è successo con Alberto Tomba con lo sci. Questo è il risultato più importante insieme a quello che ho ottenuto in pista. Penso di essere riuscito a intrattenere tante persone durante la domenica, in un paio di ore in cui non pensavano ad altro Io come Jordan? La sensazione è grandiosa, la gente mi riconosce ovunque. Ora è un pochino diverso rispetto a quando avevo 20 anni: aveva un grosso impatto nella vita, ora riesco a gestirla e mi piace di più".

Nostalgia

"Mi mancherà tanto la vita da atleta, allenarsi per vincere. Mi mancherà guidare una moto da MotoGP ma anche lavorare con il mio team, a cominciare dal giovedì per cercare di sistemare i piccoli dettagli per cercare di essere più forti. Mi mancherà la sensazione che si prova la domenica prima della gara, momento in cui non ti senti a tuo agio perché hai paura ma è comunque emozionante. Credo che saranno cose difficili da sistemare".

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Le reazioni

"È un dispiacere sapere che Valentino lascia le corse ma l'età passa per tutti. È stato bello vederlo correre, lascia un grande campione, i risultati sono lì a dimostrarlo". È il commento del 15 volte campione del mondo di motociclismo Giacomo Agostini dopo l'annuncio dell'addio di Valentino Rossi al Motomondiale. "Capisco che per lui sia un giorno duro e lo sarà ancora di più dopo l'ultima gara di novembre a Valencia. Io ho pianto per tre giorni quando mi sono ritirato. È triste per gli sportivi lasciare il proprio mestiere quando si è giovani però è la vita, non ci possiamo fare niente"

"Valentino Rossi è in assoluto uno dei più grandi atleti, non solo italiani, ma di tutti i tempi e di tutti gli sport. Ha preso la prima medaglia 25 anni fa, per lo sport è qualcosa di impressionante, non possiamo che essergli grati". Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò. "Non mi sembra però che ci abbia mentito o stupito - ha aggiunto sorridendo il numero 1 dello sport italiano - perché ha detto che non correrà più con la moto. Magari correrà con qualcos'altro, noi abbiamo 387 sport da offrirgli, magari ne trova un altro giusto".

La conferenza stampa straordinaria

(L'articolo prosegue sotto al tweet)

La conferenza stampa starordinaria ha fatto il giro del mondo visto che Valentino è da anni un personaggio planetario che ha fatto la storia del motociclismo.  Da tempo ormai si rincorrevano le voci del ritiro di Valentino che da qualche anno non riesce più a centrare risultati in linea con il suo passato. Del resto si trova a combattere ad ogni curva contro avversari assatanati che potrebbero essere ormai suoi figli. Alla prima stagione in sella alla Petronas Yamaha SRT, il Dottore ha fatto i conti con un difficile inizio di stagione arrivando in top 10 in una sola occasione, al Mugello.