La gioia degli azzurri dopo i gol all'Austria (Ansa)
La gioia degli azzurri dopo i gol all'Austria (Ansa)

L'Italia soffre ma supera l'Austria per 2-1 staccando così il pass per i quarti degli Europei. La nazionale di Mancini ringrazia Chiesa e Pessina, autori dei gol arrivati solo ai tempi supplementari (al 5' e al 15'). Ecco dunque i voti degli azzurri. 

Il ct Mancini: "Avanti con merito"

Federico Chiesa: voto 8

Deve aspettare 84 minuti per varcare la soglia di Wembley, invocato praticamente da ogni tifoso dalla Sicilia a quelli presenti sugli spalti. Affonda l’Austria con una giocata da campione qual è: stop, dribbling e sinistro imparabile. La freddezza dei fuoriclasse.

Gianluigi Donnarumma: voto 6,5

Convincente e sicuro nelle uscite, fino a quella un po’ avventata in occasione dell’1-0 di Arnautovic: ma per sua fortuna, il Var annulla il gol. Tiene la porta inviolata fino al 114’, superando il record detenuto da Dino Zoff con i suoi 1.143 minuti di imbattibilità. Non è un caso che questa nuova pagina di storia azzurra (1.168') venga scritta con il suo nome in maiuscolo (insieme a quelli di Sirigu, Cragno e Meret). 

Giovanni Di Lorenzo: voto 6,5

Prestazione generosissima su cui, inevitabilmente, incide molto il confronto spontaneo con l’altro binario azzurro. Non avrà le bollicine di Spinazzola, ma contiene benissimo Baumgartner, uno degli austriaci più temibili. Si fa notare per un grande stacco su un calcio d’angolo di Insigne a fine primo tempo: salta sopra Alaba e Grillitsch, ma angola troppo e non inquadra la porta.

Leonardo Bonucci: voto 5,5

Serata decisamente al di sotto delle sue possibilità. Una prestazione che si offre ai detrattori, a quelli che ne considerano il valore condizionato alla presenza o meno di Chiellini. Soffre molto la fisicità di Arnautovic che gli scappa un paio di volte, e sono brividi grossi per noi: la prima a inizio partita su un bel lancio di Sabitzer; la seconda a inizio ripresa quando, con un goffo controllo di coscia, spalanca il contropiede sempre dell’ex interista.

Francesco Acerbi: voto 6

L’Austria riempe poco l’area di rigore, così lui spesso può staccarsi dalla linea per salire e supportare lo sviluppo della manovra, proponendosi nel palleggio per provare a superare il muro di nove uomini messo da Foda tra Bachmann e Arnautovic. Nessuna sbavatura a livello difensivo: una prestazione che conferma la scelta di Mancini nel designarlo come "terzo" titolare della difesa.

Nicolò Barella: voto 6,5

Nei sessantasette minuti in cui resta dentro l’arena di Wembley, è il leone azzurro che si batte di più. Nel primo tempo domina la classifica dei più ricercati d’Austria, nel senso che gli avversari lo riempono di calcioni, a cominciare da quello di benvenuto che Arnautovic gli rifila dopo nemmeno due minuti. Suo il primo grande tiro, ma trova un Bachmann attento e reattivo. Unico neo: quel giallo per eccessive proteste. 

Jorge Luiz Frello Jorginho: voto 6,5

Paga forse un pochino il calo fisiologico ed era un rischio prevedibile e previsto. Dopo tre gare con i giri altissimi, il serbatoio delle gambe è un po’ scarico: e così mancano i rifornimenti alle idee. Il grande pregio, però, del regista del Chelsea è quello di sapersi gestire nell’arco dei 120 minuti e di restare sempre dentro la partita. Anche questo un segno della caratura internazionale ormai raggiunta.

Leonardo Spinazzola: voto 7,5 

In condizione strepitosa: su quella fascia manda in confusione Laimer e Lainer al punto che non sanno più nemmeno loro il cognome giusto. La prima chance è sua, con un tiro mancino fuori di poco. Poi mette la firma su tutte le occasionissime, dalla prima per Barella allo splendido cross nel finale sprecato malamente da Berardi. Chi se non «Speedy Spina» poteva fornire l’assist per il gol partita?

Marco Verratti: voto 6

Impossibile tenerlo fuori dopo quei novanta minuti di calcio totale con il Galles: e infatti Mancini non lo lascia fuori. Molto bene nella prima mezz’ora, quando sintetizza due ruoli in uno: incontrista e regista aggiunto a Jorginho. La fisicità della mediana austiaca, però, alla lunga lo sfianca. Cala alla distanza, fino all’inevitabile sostituzione al 67’ per esaurimento scorte.

Ciro Immbile: voto 6,5

Clamoroso il palo che colpisce al 32’ con un destro improvviso da fuori area che lascia Bachmann di ghiaccio e gli italiani con le mani nei capelli. Quanto a generosità non è davvero secondo a nessuno, ma nell’economia di una prestazione, forse gli manca il mestiere del fuoriclasse, quel sapere giocare palloni che scottano: come i Benzema o i Lukaku, tanto per scomodare paragoni giganti. Esce stremato:questo, sì, un grande merito.

Lorenzo Insigne: voto 6

Nei novanta minuti si fa notare più per le occasioni non capitalizzate a dovere, che per quanto di buono comunque costruisce. Resta una presenza costante a sinistra, cerca sempre il dialogo con Immobile, anche se raramente le loro conversazioni arrivano al punto. Grande calcio di punizione in chiusura di primo tempo supplementare, ma Baichmann si presenta all’appuntamento.

Matteo Pessina: voto 7,5

Entra e subito si fa notare per un paio di giocate d’alta qualità che portano l’Italia a riaffacciarsi dalle parti di Bachmann dopo un lungo parziale tutto austriaco. Rischia un rigore su Lainer, anche se il Var ravvisa un fuorigioco nell’azione. Da un possibile episodio negativo, firma con un gran diagonale il 2-0 che chiude la partita: un altro segno che fa gridare al predestinato. 

Manuel Locatelli: voto 5,5

E’ il grande sacrificato sull’altare dell’esperienza, quella di Verratti. Si perde l’uomo sul gol austriaco.

Andrea Belotti: voto 6

Dà il cambio a uno stremato Immobile: prezioso il suo lavoro quando l’Austria va sotto e si sfilaccia. Cristante sv.

Il ct Roberto Mancini: voto 6,5

Primo bivio per l’Italia e forse la pressione del «dentro o fuori» incide molto nella gestione della partita. Gli azzurri sembrano più contratti del solito, complice anche un’Austria solida e fisica. Forse gente come Chiesa e Belotti andava inserita prima: ma va bene così. Eccome se va bene.

Voto squadra: 7.