Berlino (Germania), 3 dicembre 2021 – L’Armani AX Milano non riesce a imboccare l’uscita del tunnel di risultati negativi in Eurolega neppure a Berlino: l’Olimpia, perdendo 81-76 in casa dell’Alba, ha infatti rimediato il quarto ko europeo consecutivo dopo quelli contro Unics, Zenit e Olympiacos. I padroni di casa hanno dato la sgasata decisiva a cavallo tra secondo e terzo quarto, quando le bombe di uno scatenato Marcus Eriksson (21 punti con 5/8 da tre) hanno scavato un solco arrivato fino alle 17 lunghezze. Un gap che Milano non è più riuscita a colmare nonostante la generosa rimonta finale, partita da una difesa che ha stretto le maglie in maniera incisiva, e corroborata dalle giocate di Sergio Rodriguez e Kyle Hines. Lo sforzo profuso per rientrare è costato però caro all’Olimpia che nel rettilineo finale ha peccato sul piano della lucidità, non riuscendo a piazzare la zampata dell’aggancio prima con Delaney e poi con Hall e Shields. Gli uomini di Messina hanno pagato a carissimo prezzo le assenze sotto i tabelloni di Tarczewski e soprattutto Mitoglou, perdendo con un netto 41-26 la battaglia a rimbalzo e concedendo soprattutto nel finale rimbalzi offensivi pesanti all’Alba, capace di spadroneggiare in area con i 223 centimetri di Christ Koumadje.
 

La gara

L’Alba ha subito provato a mettere la quarta, sfruttando le difficoltà offensive di una Milano poco fluida, i problemi di falli di Melli e un Koumadje incisivo sotto i tabelloni (19-10). Messa con le spalle al muro, l’Olimpia ha tentato la prima risalita rispondendo con un break di 0-10 a cavallo tra i primi due quarti, valso il sorpasso griffato da Hines sul 19-20. Neppure l’energia del neoarrivato Bentil è però bastata a dare il definitivo cambio di passo a Milano che ha subito rimesso la testa sott’acqua, sovrastata sotto i tabelloni e colpita dalle triple di uno scatenato Eriksson, ispiratore del 43-33 tedesco di fine primo tempo. Lo svedese non si è accontentato e anche dopo la pausa lunga ha continuato a martellare il canestro avversario da oltre l’arco dei 6.75 metri (5/5 iniziale), rispondendo ai guizzi di Bentil e lanciando l’Alba verso il +17, massimo scarto della gara (43-60). Il punto più basso della serata dell’Olimpia che, punta nel suo orgoglio, si è rimboccata le maniche e, affidandosi a una ritrovata grinta difensiva e alla verve di Rodriguez, ha dato il La a una rimonta che sembrava poter dare i suoi primi frutti sul 71-68 con Delaney in lunetta per tre liberi: un errore dell’ex Barcellona ha però lasciato la testa del match all’Alba che è riuscita, grazie ai rimbalzi offensivi di Koumadje e ai canestri pesantissimi di Sikma e Olinde, a respingere gli assalti dell’Olimpia che non si è comunque data per vinta; nel finale la compagine meneghina non è però riuscita a piazzare il colpo dell’aggancio con Shields e Hall ed è stata costretta ad alzare definitivamente bandiera bianca sul piazzato di Lammers.

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